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Sorpresa: l’Antitrust cinese ha multato Alibaba e Tencent

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Cina antitrust

La Cina ha multato Alibaba e China Literature (gruppo Tencent). Svolta antitrust di Pechino sulle big tech?

 

La Cina intensifica il controllo del settore Internet. Prime multe ai colossi tecnologici cinesi per violazione delle regole antitrust.

La State Administration of Market Regulation (Samr) ha dichiarato che sta multando il colosso dell’e-commerce Alibaba, China Literature sostenuta da Tencent e Shenzhen Hive Box di 500.000 yuan (76.464 dollari) ciascuna, il massimo ai sensi di una legge anti-monopolio del 2008, per non aver segnalato correttamente operazioni di fusione all’authority.

Sotto inchiesta da parte del regolatore antitrust inoltre la fusione di DouYu International con Huya, entrambe controllate da Tencent.

Le sanzioni arrivano dopo che le autorità di regolamentazione il mese scorso hanno dichiarato l’intenzione di aumentare il controllo delle più grandi società tecnologiche cinesi con nuove regole anti-monopolio.

A inizio novembre Pechino ha interrotto la maxi quotazione di Ant ostacolando il più grande debutto in Borsa del mondo della società fintech controllata da Alibaba.

Dopo la diffusione della notizia, i titoli Alibaba e TenCent hanno registrato perdite alla Borsa di Hong Kong. Nella seduta pomeridiana, il titolo del colosso dell’e-commerce fondato da Jack Ma cede oltre il 3% (-3,1%) mentre TenCent perde il 2,72%.

LE MULTE INFLITTE DALL’ANTITRUST CINESE

L’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato cinese (Samr) ha inflitto multe da 500 mila yuan (62.953 euro) ad Alibaba, al gruppo China Literature sostenuto dal gigante di internet Tencent e al gruppo di Shenzhen Hive Box per “mancata dichiarazione di attuazione illegale della concentrazione di imprese”.

Le sanzioni arrivano dopo una revisione degli accordi da parte dell’ente del governo cinese. Le società non sono riuscite a ottenere l’approvazione per gli accordi, che non sono ritenuti anticoncorrenziali, ha dichiarato lunedì il regolatore antitrust.

LE OPERAZIONI NEL MIRINO DI PECHINO

Nello specifico, gli accordi sanzionati dalla Samr includono l’investimento di 692 milioni di dollari di Alibaba in Intime nel 2014 e l’offerta di 2,6 miliardi di dollari del gigante dell’e-commerce nel 2017 per privatizzare Intime. Le operazioni rappresentano gli sforzi di Alibaba per sviluppare nuovi modelli di business che combinano e-commerce con vendita al dettaglio.

QUELLA DI CHINA LITERATURE (TENCENT)

China Literature, controllata da Tencent, è stata multata per non aver segnalato l’acquisizione di New Classics Media del 2018.

E QUELLA DI HIVE BOX

Hive Box, sostenuta anche da S.F. Holdings, invece, è stata sanzionata per l’acquisizione di China Post Smart Logistics.

In totale, le multe inflitte ammontano a 1,5 milioni di yuan (188.865 euro).

OCCHIO ALLA FUSIONE TRA I GIGANTI DEI GIOCHI IN STREAMING

Ma non finisce qui. L’antitrust ha reso noto che sta esaminando anche la fusione tra i giganti dei giochi in streaming Huya e Douyu, entrambi controllati da Tencent. La fusione potrebbe creare qualcosa di simile a Twitch di Amazon.

Come ha specificato Bloomberg, Huya in ottobre ha accettato di acquistare DouYu in un accordo di azioni e si prevede che Tencent, che attualmente detiene partecipazioni in entrambe le società, detenga circa il 68% delle azioni con diritto di voto della società risultante dalla fusione. Ciò avrebbe dato all’operatore di WeChat il controllo sul leader nel mercato dei giochi in live streaming, che si stima genererà 30 miliardi di yuan di entrate quest’anno, secondo gli ultimi numeri di iResearch.

IL GIRO DI VITE DELL’ANTITRUST DELLA CINA

“L’industria di internet non è al di fuori della supervisione della legge antitrust”, è stato l’avvertimento dell’ente governativo cinese, che anzi “verrà rafforzata”.

Il governo cinese si sta muovendo infatti per frenare il potere di alcune delle più influenti società Internet cinesi.

IN ARRIVO NUOVE REGOLE

Il mese scorso, le autorità cinesi hanno emesso nuove regole per la supervisione sui giganti di internet per prevenire comportamenti monopolistici, nella prima mossa di questo tipo da parte degli enti di regolamentazione finanziaria di Pechino.

DOPO LO STOP DELL’IPO DI ANT

Ma le multe odierne non sono il primo segnale che Pechino si sta muovendo verso una maggiore regolamentazione delle società tecnologiche.

A inizio novembre i regolatori cinesi hanno sbalordito i mercati finanziari quando hanno stoppato l’attesissima Ipo di Ant, pochi giorni prima che le sue azioni iniziassero a negoziare sulle piazze di Shanghai e Hong Kong.

La società fintech controllata dal colosso dell’e-commerce Alibaba fondato da Jack Ma puntava a raccogliere 37 miliardi di dollari. L’Ipo sarebbe stata la più grande di sempre.

Ma la Borsa di Shanghai ha dichiarato di aver rinviato l’Ipo di Ant Group a causa di “problemi importanti”. La società potrebbe “non soddisfare le condizioni di quotazione o i requisiti di divulgazione”. Ciò è avvenuto dopo che la banca centrale cinese e altri funzionari del governo cinese hanno chiamato Ma e i dirigenti di Ant Group per colloqui lunedì.

La decisione di sospendere l’offerta pubblica iniziale pianificata di Ant Group in Cina si è basata su una considerazione approfondita sulla salvaguardia degli interessi dei consumatori e degli investitori finanziari.

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