Innovazione

Carenza chip, ecco come Biden tutelerà l’industria Usa dalla Cina

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Il piano di Biden con Intel e non solo sui chip anti Cina. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Washington si sta preparando ad aiutare l’industria statunitense per proteggere la propria catena di approvvigionamento per i componenti elettronici critici. Un piano da 50 miliardi di dollari è in fase di elaborazione.

Per risolvere il problema della carenza a breve termine, Intel sta negoziando infatti con le case automobilistiche per produrre, entro 6-9 mesi, chip appositamente adattati alle sue esigenze.

Tuttavia la vera motivazione consiste nel contrastare la Cina. La Casa Bianca è convinta — a ragione — che Pechino stia cercando di sfruttare la dipendenza delle industrie occidentali dai componenti elettronici “made in China” per indebolire gli Stati Uniti ei suoi alleati.

Lo stesso Joe Biden, dal suo ufficio alla Casa Bianca, durante il vertice virtuale che ha riunito i leader dell’industria americana dei semiconduttori, ha letto ai partecipanti una lettera firmata da 23 senatori e 42 rappresentanti di entrambe le parti, a sostegno del piano da 50 miliardi di dollari. La missiva sottolinea che “il Partito Comunista Cinese sta pianificando in modo aggressivo di riorientare e dominare la linea di produzione dei semiconduttori”.

Diverse linee di produzione di case automobilistiche americane, come General Motors e Ford, sono già state fermate per mancanza di chip elettronici essenziali per i veicoli moderni. Solo quest’anno 1, 3 milioni di auto e camioncini non potranno lasciare gli stabilimenti americani, per mancanza di questi componenti. Lo stesso problema riguarda i produttori in Europa.

I giganti di Detroit chiedono che un quarto dei 50 miliardi di dollari di crediti in discussione venga assegnato alla produzione di questi chip di cui oggi sono gravemente carenti. Tuttavia la politica industriale americana è sempre stata attenta a non favorire aziende specifiche, ma piuttosto un settore. Nemmeno i mezzi legislativi con i quali verranno concessi gli aiuti sono stati decisi. Il presidente Biden vorrebbe che i crediti fossero incorporati nel suo enorme piano che prevede di investire più di 2 trilioni di dollari in infrastrutture pubbliche.

La questione della sovranità economica è un aspetto fondamentale per la sicurezza nazionale. Questo spiega perché il consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, Jake Sullivan, ha partecipato al vertice insieme a Brian Deese, direttore del Consiglio economico nazionale, ma spiega anche la presenza dei dirigenti di Intel, Micron Technology, Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSMC) e Samsung.

Inoltre, non dimentichiamo che le principali industrie americane come GM, Ford, Cummins nel settore automobilistico, Medtronic (dispositivi medici), Northrop Grumman (aeronautica militare) e Dell Technologies dipendono dai semiconduttori.

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