Nell’ultimo periodo dalla Francia s’erano levati, sempre più insistenti, malumori e mugugni circa il fatto che la Stellantis a conduzione partenopea, ovvero con alla guida Antonio Filosa, fosse meno francocentrica di quella a conduzione portoghese, quando al volante del Gruppo sedeva Carlos Tavares. Malumori e mugugni che s’erano fatti più insistenti con la decisione dell’azienda di interrompere ogni produzione nello stabilimento di Poissy – da tempo in bilico – per trasformarlo in un hub di ricondizionamento.
STELLANTIS CONFERMA I PIANI ANTICIPATI DA MACRON
La presentazione del piano industriale non aveva sedato le preoccupazioni d’Oltralpe, tant’è che era intervenuto irritualmente il presidente francese Emmanuel Macron annunciando l’impegno del Gruppo franco-italiano a investire un miliardo nell’Hexagone, con il costruttore che, preso in contropiede, non aveva confermato e nemmeno smentito. C’è voluta una settimana o quasi, ma alla fine Stellantis ha ufficializzato la volontà “estorta” dall’Eliseo di investire prevalentemente nella fabbrica alsaziana di Mulhouse un miliardo di euro per realizzare tre nuove Peugeot a partire dal 2029.
IN ALSAZIA TRE PEUGEOT SULLA PIATTAFORMA STLA ONE
L’annuncio permette di conoscere le poste. Mezzo miliardo sarà destinato allo sviluppo della nuova piattaforma STLA One svelata pochi giorni fa alla presentazione del piano strategico FaSTLAne 2030 (pensata per soluzioni ibride) mentre 400 milioni saranno impiegati direttamente nella produzione delle tre nuove vetture nella line up del marchio francese. Il Gruppo conta molto sulla STLA One avendola presentata come una piattaforma capace di contenere i costi del 20% rispetto alle architetture attuali.
Da Stellantis si sottolinea come il progetto riservato a Mulhouse oltre ad aumentare il rateo della produzione salvaguardi il futuro dello stabilimento e dei 4.500 dipendenti. Ulteriore rassicurazione giunge peraltro dal fatto che le vetture saranno a marchio Peugeot che è uno dei quattro brand (assieme alle marche americane Jeep, Ram e all’italiana Fiat) su cui il Gruppo intende puntare a livello globale sempre secondo i binari gettati a terra dall’ultimo piano industriale svelato negli Stati Uniti.





