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Ecco le altre armi richieste dall’Ucraina

Ucraina Armi

Kiev ha chiesto armi più pesanti ai suoi alleati occidentali e sanzioni più decise contro Mosca in previsione dell’offensiva nel Donbass. Tutti i dettagli

 

“Armi, armi, armi”: è stata questa la richiesta all’Occidente del ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba intervenendo al Consiglio atlantico.

Nel frattempo, durante il suo discorso al parlamento greco, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha insistito per sanzioni più decise contro Mosca.

In risposta il segretario generale, Jens Stoltenberg, ha ribadito che la Nato aumenterà il sostegno a Kiev e alle nazioni confinanti.

Kuleba ha detto che si aspettava che i membri della Nato inviassero a Kiev le armi di cui aveva bisogno, inclusi sistemi di difesa aerea, artiglieria, veicoli corazzati e jet. E ha insistito sul fatto che devono agire rapidamente mentre Mosca riorienta la sua imminente offensiva nella regione del Donbass.

Giovedì il ministro degli Esteri del Regno Unito Liz Truss ha affermato che “c’è supporto dai paesi per fornire attrezzature nuove e più pesanti all’Ucraina”.

“A oggi sono arrivati solo pezzi di artiglieria, veicoli per trasporto truppe e carri armati di fabbricazione sovietica dai Paesi dell’ex Patto di Varsavia. Il presidente Zelensky non ha ancora perso del tutto le speranze di vedere prima o poi i Mig 29 e i Sukoi 25” sottolinea Repubblica. Per sostenere la difesa ucraina all’offensiva russa, settimane fa si è discusso a livello Ue e Nato sull’invio di cacciabombardieri per l’aviazione ucraina. L’esercito ucraino pilota già aerei di fabbricazione russa, il che rende i Mig-29 la scelta migliore per i piloti ucraini che sanno già come utilizzarli. Ma qualsiasi trasferimento di velivoli militari è complicato. (Qui l’approfondimento di Startmag su Mig-29, cosa è successo tra Polonia e Usa sui caccia all’Ucraina).

“I successi militari dell’Ucraina finora sono stati grazie a tattiche in stile guerrigliero e all’uso intelligente di apparecchiature portatili tra cui droni e missili anticarro forniti dall’Occidente in quantità prodigiose” commenta il Ft.

Tutti i dettagli sulle armi chieste dell’Ucraina.

LE ARMI RICEVUTE FINORA DALL’UCRAINA

Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina il 24 febbraio, gli Stati Uniti hanno fornito aiuti militari per 1,7 miliardi di dollari, inclusi missili anticarro Javelin e missili antiaerei Stinger.

“l Javelin, gli Stinger hanno dimostrato di essere molto, molto efficaci in questo combattimento. Abbiamo anche appreso che solo perché hai le capacità, non significa che travolgerai facilmente un’altra forza”, ha dichiarato martedì il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin.

L’Ue ha approvato 900 milioni di euro di armi letali e altri 100 milioni di euro di forniture non letali all’Ucraina, mentre il Regno Unito ha inviato 10.000 missili anticarro Nlaws e Javelin, oltre a sistemi di difesa aerea Starstreak. (Stinger, Panzerfaust e non solo. Ecco le armi dell’Italia arrivate in Ucraina).

Al momento la Repubblica Ceca è l’unico paese ad aver fornito carri armati. Praga ha inviato carri armati T-72 e veicoli da combattimento BVP-1 a Kiev.

DAGLI USA ANCHE I DRONI SWTICHBLADE

Ma gli Usa hanno spedito a Kiev 100 droni Switchblade di ultima generazione, e nelle basi americane stanno addestrando gli ufficiali ucraini a pilotarli. Soprannominati ‘droni kamikaze’, gli Switchblade possono colpire a lungo raggio. Un operatore da terra lancia il drone da un tubo. Una volta lanciato, Switchblade dispiega le ali per andare verso il suo obiettivo grazie a un sistema di pilotaggio che gli consente di seguirlo se si muove.

MA NON È SUFFICIENTE PER KIEV

“Finora l’Occidente ha consegnato equipaggiamento e mezzi per la fanteria, funzionano ma non sono sufficienti. Ed è un paradosso che i pezzi di artiglieria pesante presi all’armata russa siano più numerosi di quelli che ci arrivano dall’estero”, osserva il giornalista Yury Butusov, direttore del sito di inchiesta Censor.net su Repubblica.

PERCHÉ NON BASTERANNO I MISSILI JAVELIN E STINGER

“La potenza aerea del nemico è dieci volte superiore alla nostra, il rapporto dei tank è 3 a 1 e il nostro parco elicotteri e caccia, pur ammodernati, risale al 1991. Per affrontare l’offensiva nel Donbass, i lanciarazzi portatili Javelin e Stinger che hanno fatto la differenza nei territori argillosi a nord-ovest di Kiev non basteranno, ci servono missili a medio e lungo raggio. Quando il ministro Kuleba chiede più armi, intende questo: artiglieria pesante, caccia e sistemi di contraerea”, evidenzia a Repubblica Olexiy Melnyk, co-direttore del Razumkov Centre, think tank non governativo basato a Kiev.

A fine marzo il presidente ucraino Zelensky aveva chiesto alla Nato di inviare all’Ucraina l’1 per cento dei carrarmati e dei caccia dell’Alleanza atlantica. Ma la sua richiesta è stata inizialmente accolta con freddezza dai leader della Nato. Pronti a intensificare le forniture di armi difensive, ma riluttanti a inviare carri armati e cacciabombardieri.

“Come numero abbiamo anche più carri armati di prima, ma non sappiamo in quali condizioni siano”, osserva a Repubblica Olexiy Melnyk, “Avranno bisogno di riparazioni e manutenzione, li potremo utilizzare solo tra un mese e l’offensiva russa nell’est e nel sud avverrà a giorni”.

RAFFORZARE LA CONTRAEREA

Ora l’Ucraina ha bisogno di rafforzare le sue difese aeree. Il suo armamento più potente è il sistema terra-aria a lungo raggio S-300 progettato dai sovietici in grado di prendere di mira aerei e missili da crociera.

Mercoledì un alto funzionario del Pentagono ha riferito che l’amministrazione Biden sta lavorando affinché la Slovacchia, alleato Nato, invii più sistemi missilistici terra-aria S-300 in Ucraina. Finora il paese non ha voluto cedere a Kiev il suo unico sistema di difesa aerea.

“Ma anche se viene raggiunto un accordo, la Slovacchia ha solo un numero limitato di missili che possono sparare”, ha sostenuto al Ft Roger McDermott, specialista della difesa presso il think tank della Jamestown Foundation.

ARTIGLIERIA A LUNGO RAGGIO

Inoltre, l’Ucraina necessita di più artiglieria a lungo raggio per prendere di mira le posizioni russe. Tuttavia, l’artiglieria pesante della maggior parte dei paesi della Nato ha un calibro di 155 mm mentre l’Ucraina, come parte della sua eredità sovietica, utilizza 152 mm, evidenzia il Financial Times.

“Gli ucraini stanno finendo le munizioni da 152 mm. Dove lo prenderanno?” si domanda Chris Donnelly, consigliere di quattro ex segretari generali della Nato per l’esercito sovietico e russo. “Nessuno in Occidente lo usa o lo distingue dai serbi, e sono dalla parte della Russia” puntualizza al Ft.

LA QUESTIONE DELL’ADDESTRAMENTO…

Non va dimenticato il fattore tempo e addestramento.

“Ci sono alcune cose che potresti voler fornire nei prossimi 30-60 giorni perché possono essere utilizzate immediatamente”, ha affermato al Ft l’ammiraglio Tony Radakin, ufficiale militare del Regno Unito; o attrezzature più sofisticate “che necessitano di programmi di allenamento piuttosto lunghi”. . . e quindi ha bisogno di accordi di supporto piuttosto complicati”.

Alla fine, le forze ucraine esauriranno le forniture di armi dell’era sovietica dei membri della Nato e dovranno passare a sistemi di origine occidentale.

…E DEL TRASPORTO

Infine, un altro problema è come fornire supporto militare senza aggravare il conflitto fa notare il Financial Times. Una cosa è trasportare casse di missili Javelin attraverso l’Ucraina e un’altra è inviare convogli di veicoli corazzati altamente visibili.

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