Innovazione

App Immuni, tutte le piroette di Pisano e Conte

di

Arcuri

Che cosa dicono e non dicono le versioni della ministra dell’Innovazione, Pisano, e del commissario all’emergenza, Arcuri, sull’app Immuni. 

Il commissario Arcuri è rimasto indietro sull’app Immuni. “Relazione per niente esaustiva”, hanno commentato i deputati membri della commissione Trasporti della Camera durante l’audizione di Domenico Arcuri sull’app di contact tracing.

Oggi Arcuri non ha detto nulla di nuovo, casomai qualcosa di sorpassato. Il commissario ha infatti affermato che “l’app Immuni realizzata da Bending Spoons è stata selezionata da un gruppo di lavoro, per la conformità al modello europeo delineato dal Consorzio Pepp-Pt”.

CONFORMITÀ AL CONSORZIO PEPP-PT?

Il commissario straordinario parla dunque ancora di conformità all’iniziativa Pepp-pt (modello centralizzato). Eppure, lo scorso 29 aprile la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, ha annunciato in audizione al Senato che l’app Immuni seguirà l’approccio decentralizzato sviluppato da Apple e Google.

Come mai questa discrepanza?

Inoltre, sottolineando che l’app Immuni è stata selezionata dal gruppo di lavoro della task force istituita su iniziativa del ministero per l’Innovazione, il commissario dribbla la polemica divampata lo stesso giorno secondo cui la ministra Pisano ha scritto a Conte che Immuni app è stata selezionata dalla task force, mentre la relazione del gruppo di esperti sosteneva la necessità di sperimentare due app: Immuni e CovidApp.

LA REPLICA DI ARCURI

Quando ha firmata l’ordinanza lo scorso 16 aprile sapeva che la relazione parlava di due app da testare? Manca un documento pubblico che attesta la scelta del modello decentralizzato Apple-Google, arriverà? “Io faccio il commissario straordinario all’emergenza e non faccio il ministro per l’Innovazione né alla Salute”, ha replicato così Arcuri ai deputati della commissione Trasporti.

“Quando mi è giunta la richiesta del governo di firmare l’ordinanza per assegnare il contratto con Bending Spoons” ha spiegato Arcuri “Io non so se è vero che i lavori della task force fossero giunti alla conclusione che gli organi di stampa hanno illustrato oggi”.

LA RISPOSTA DEL GOVERNO SULL’APP IMMUNI

Nel frattempo, sulla questione della singola app Immuni è arrivata la risposta del governo. “La scelta di Immuni come app di contact tracing è stata una decisione politica che ha tenuto conto delle indicazioni della task force incaricata dal ministero dell’Innovazione, senza alterarne le valutazioni”. Fonti del ministero hanno spiegato all’Agi cosa è avvenuto nei giorni successivi al 7 aprile, data in cui la task force ha consegnato al ministro Paola Pisano la propria relazione tecnica sulle app valutate per il contact tracing.

“Il ministro in due audizioni tenute alla Camera e al Senato ha chiarito che gli esperti avevano individuato in Immuni e CovidApp le due soluzioni tecniche migliori, suggerendo sì di testarle entrambe, ma riconoscendo alla prima uno “stadio di sviluppo più avanzato” verso lo standard europeo Pepp-Pt, allora individuato come standard comune di tracciamento per l’area Ue. Sarebbe stato questo quindi, spiegano dal ministero, l’elemento in più che ha portato il governo a scegliere l’app sviluppata dalla società milanese Bending Spoons. Dieci giorni dopo la consegna della relazione il commissario straordinario Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza con cui si ufficializzava la scelta di Immuni, sulla quale probabilmente ha pesato anche l’urgenza di prendere una decisione in tempi non troppo lunghi”.

Dunque ricapitoliamo: il gruppo di lavoro della task force ha raccomandato la sperimentazione di due app Immuni e CovidApp. Ma il ministero per l’Innovazione ha presentato al governo l’unica scelta di Immuni in virtù della sua conformità allo standard Pepp-Pt. Come ribadito poco fa dallo stesso Arcuri in audizione.

Peccato che dopo l’assegnazione del contratto, Bending Spoons d’accordo con il ministero, ha abbandonato proprio l’approccio Pepp-Pt in favore di quello di Apple e Google.

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