Innovazione

Accordo tra la francese Safran e la tedesca Mtu per il motore del caccia Fcas

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Fcas

La francese Safran e la tedesca Mtu hanno raggiunto un accordo sul motore per il Fcas, caccia di sesta generazione sviluppato da Francia, Germania e Spagna. Tutti i dettagli

Ingrana la quinta il caccia di sesta generazione franco-tedesco-spagnolo. Parigi e Berlino hanno raggiunto un accordo sull’organizzazione industriale dei motori del Fcas. A riportarlo per primo è il quotidiano francese La Tribune. Nella fase iniziale di ricerca e tecnologia, Safran sarà il principale appaltatore e l’omologo tedesco Mtu Aero Engines subappaltatore. Successivamente, i due produttori creeranno una joint venture al 50% per sviluppare il motore e ottenere la certificazione richiesta. Risolta dunque la frizione che ha rallentato il progetto di quasi un anno.

L’ACCORDO RAGGIUNTO TRA PARIGI E BERLINO

Secondo quanto riportato da Tribune, Parigi e Berlino hanno raggiunto un accordo orale, che ora deve essere messo per iscritto. Nella fase 1A (Ricerca e tecnologia), la Francia ha ottenuto che sia Safran ad avere il ruolo di appaltatore principale, mentre Mtu è limitata a un ruolo di subappaltatore principale.

Nella seconda fase, Safran e Mtu si impegnano a creare una joint venture 50/50, la cui data di creazione e contorni devono ancora essere negoziati. Questa società si occuperà di ottenere la certificazione del motore del Fcas e di negoziare i contratti facendo affidamento sulle competenze delle due società partner. In particolare, la divisione dei compiti tra i due produttori dovrà essere coerente in base alla loro competenza (integrazione per Safran, servizi per Mtu).

SCONGELATA L’ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE

Alla fine l’ha spuntata Parigi. Questa suddivisione dei lavori, con Safran in prima linea, è stata finora contestata dalla tedesca Mtu, a sua volta supportata dal parlamento tedesco. Ma la Francia non ha ceduto. Troppo importante per la Francia bilanciare le relazioni tra produttori francesi e tedeschi sul caccia di sesta generazione. Se la francese Dassault sarà l’azienda leader del programma, facendosi carico di tutta la progettazione, al gruppo Airbus Se (11% Francia, 11% Germania e 4,10% Spagna), in particolare la divisione Defence&Space, sarà affidato però tutto il comparto della sensoristica, dell’avionica e delle comunicazioni.

LA TABELLA DI MARCIA

Il progetto franco-tedesco-spagnolo per il futuro sistema di combattimento aereo dovrebbe decollare alla fine di gennaio con la notifica dei contratti di ricerca e tecnologia (R & T) da 150 milioni di euro sui cinque pilastri del progetto, tra cui il famoso dimostratore tecnologico sotto il principale appaltatore Dassault Aviation. Possono tirare un sospiro di sollievo i vertici di Dassault e Airbus che hanno fatto pressioni ai rispettivi governi di avviare al più presto la fase dei dimostratori. Dassault e Airbus si aspettavano infatti che i contratti per dimostratori fossero aggiudicati durante l’Airshow di Parigi lo scorso giugno. Tuttavia, la divisione politica sul motore e l’accordo tra Francia e Germania per sulle esportazioni di armi hanno posticipato la data a gennaio 2020.

Secondo il numero uno di Dassault Aviation, è essenziale mantenere l’obiettivo di operatività entro il 2040 con un primo dimostratore nel 2026, come previsto.

SUCCESSO ANCHE PER LA SPAGNOLA INDRA

Infine, risolta anche la questione spagnola. Si è definito anche il ruolo di Indra, il gruppo spagnolo scelto da Madrid come coordinatore nazionale per il Fcas a discapito di Airbus, che aveva ricoperto il ruolo di coordinatore spagnolo nel consorzio Eurofighter. Come riporta Tribune, Indra in qualità di subappaltatore di Dassault Aviation, sarà ben inserito nel programma e otterrà contratti di R & T. Successivamente, Indra avrà una quota definita in base all’importo dell’investimento che Madrid destinerà al programma Fcas.

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