Innovazione

Tutte i siluri fra Spagna e Airbus sul caccia Fcas

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La Spagna ha scelto Indra come coordinatore nazionale per Fcas, il caccia di sesta generazione franco-tedesco, ma Airbus non si rassegna. L’articolo di Giacomo Cavanna per Ares-Osservatorio Difesa.

La querelle tra Airbus e il Governo spagnolo continua a svilupparsi coinvolgendo le più alte sfere politiche di Madrid.

Come già scritto, Airbus si era oltremodo risentita per la scelta del governo Spagnolo di affidare l’incarico di coordinatore nazionale per l’Fcas all’Indra e non alla multinazionale europea (a trazione franco-tedesca). Airbus Spagna, nel suo comunicato, non lascia spazio ad altre interpretazioni se non che la scelta di Indra avrebbe potuto provocare una revisione degli investimenti dell’azienda nel paese.

Peraltro, Madrid non ha arretrato la propria posizione, confermando la scelta compiuta e motivandola con una serie di considerazioni.

In primo luogo, scegliere una azienda completamente sotto controllo nazionale rappresenta la migliore soluzione per sviluppare l’apparato industriale spagnolo, affidandogli lo sviluppo di una componente “primaria” del nuovo caccia come uno tra i sistemi, radar, elettronica a bordo, ecc.

In secondo luogo, la posizione che Indra andrà a ricoprire deve essere posta sullo stesso livello delle posizioni degli altri coordinatori nazionali. Per la Germania il ruolo di coordinatore è ricoperto dalla stessa Airbus mentre in Francia è affidato alla Dassault.

Tuttavia, Airbus ha fatto pressioni rivendicando di impiegare oltre 12.000 persone in Spagna e di generare 6 miliardi di euro dalle proprie attività. Ma la risposta del Governo di Madrid non si è fatta attendere e fa leva sul concetto di sovranità nazionale definendo il Fcas, praticamente, un “programma di stato”.

UNO SGUARDO D’INSIEME

La scelta spagnola va vista nel solco del progetto avviato nel 2010 dal Segretario della Difesa, Constantino Méendex, di creare una equivalente nazionale ai grandi gruppi dell’industria della difesa europea come Leonardo, Thales, Rheinmetall, ecc. L’idea di base era di fondere assieme Indra e Navantia (controllate entrambe dal fondo sovrano spagnolo SEPI) ma, alla fine, l’unione non si è materializzata. Nell’ottica di Madrid imporre Indra come coordinatore nazionale, alla pari di altri big europei, in un progetto così grande e ambizioso, rappresenterebbe il riconoscimento internazionale dell’industria militare spagnola.

I rapporti Spagna-Airbus non sono mai stati idilliaci ed anzi sono costellati da diverse polemiche e critiche (reciproche).

UN RAFFRONTO CON LA POSIZIONE ITALIANA NEL TEMPEST

Questa vicenda industriale/politica comporta un’altra considerazione legata all’Italia. L’atteggiamento di Airbus nella disputa con Indra indica che una eventuale partecipazione italiana al programma sarebbe stata limitata e con Leonardo tenuta ai margini del programma. La scelta di entrare nel Tempest, oltre che alla presenza di affinità tra l’Aeronautica Militare e la Royal Air Force, rappresenta, quindi, il miglior modo per sfruttare il know-how e sviluppare autonomamente nuove tecnologie.

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