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Dopo il petrolio, gli Usa metteranno le mani anche sui minerali del Venezuela?

Il Venezuela ha approvato una nuova riforma mineraria, promossa dagli Stati Uniti, per favorire gli investimenti esteri. Il sottosuolo del paese sudamericano dovrebbe contenere giacimenti importanti di oro, bauxite, antimonio, coltan e non solo.

Il parlamento del Venezuela ha approvato all’unanimità una nuova riforma mineraria promossa dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, che ha assunto la guida del paese dopo la deposizione di Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, lo scorso gennaio. La legge serve a incoraggiare gli investimenti esteri, in particolare statunitensi, nel settore minerario attraverso una serie di garanzie legali e un regime fiscale più flessibile.

IL RUOLO DEGLI STATI UNITI

La riforma mineraria è stata spinta da Washington, che ha già assunto di fatto il controllo dell’industria petrolifera del Venezuela e sembrerebbe aver messo sugli occhi anche sui depositi di minerali. A marzo il segretario degli Interni degli Stati Uniti, Doug Burgum, è stato in visita a Caracas e si è riunito con la presidente Rodriguez, che ha garantito che la riforma sarebbe avanzata “alla velocità di Trump”.

COSA PREVEDE LA RIFORMA MINERARIA DEL VENEZUELA

La riforma non prevede una piena liberalizzazione del settore minerario, dato che lo stato manterrà la proprietà delle risorse, il controllo sull’approvazione dei progetti estrattivi e la possibilità di imporre condizioni speciali sulle aree di interesse nazionale.

La legge definisce, però, un quadro normativo più favorevole agli investitori privati: ad esempio, prevede l’accesso all’arbitrato internazionale per la risoluzione delle dispute, che non dovranno più necessariamente svolgersi nei tribunali venezuelani. La durata delle concessioni è stata estesa da venti a trent’anni, con la possibilità di allungarla altre due volte per vent’anni in tutto. Il regime fiscale è stato semplificato: le imprese dovranno versare allo stato un canone sulla concessione fino al 13 per cento del valore della produzione, più una nuova imposta mineraria fino al 6 per cento dei ricavi lordi.

I MINERALI DEL VENEZUELA

Il potenziale minerario del Venezuela non è stato ancora perfettamente stimato, ma il sottosuolo del paese dovrebbe contenere giacimenti importanti di oro, carbone, minerale ferroso, bauxite (per l’alluminio), rame, argento, antimonio e tungsteno (per le munizioni), titanio (per l’industria aerospaziale) e coltan (per il comparto dell’elettronica).

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