Energia

Tutte le mire di Total in Africa sugli asset di Anadarko (l’Algeria nicchia?)

di

gas

Che cosa succederà agli asset africani di Anadarko? Le mire della francese Total, il ruolo di Sonatrach e le dichiarazioni oscillanti del ministro algerino dell’Energia. L’approfondimento di Alessandro Sperandio

Tira e molla sugli asset algerini di Anadarko, l’azienda americana che ha concluso un deal con Occidental: l’intesa, tra le varie opzioni, prevede la cessione alla francese Total di tutte le attività africane.

Un accordo a latere dell’operazione principale tra Anadarko e Occidental ma non marginale vista l’entità della posta in gioco – 8,8 miliardi di dollari – e il pacchetto che dovrebbero passare in mani francesi in Ghana, Algeria, Sudafrica e soprattutto il 26,5% di Mozambique Lng, progetto che secondo Anadarko riceverà via libera all’investimento il 18 giugno e grazie al quale, calcola Wood Mackenzie, Total diventerebbe il quarto fornitore di Gnl al mondo dopo Qatargas, Shell e Petronas.

A mettersi di traverso è infatti l’Algeria che ha espresso dubbi l’operazione che riguarda lo sfruttamento delle risorse nel paese.

ALGERI PRONTA A ESERCITARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE PER BLOCCARE LA VENDITA DEGLI ASSET?

Il ministro algerino dell’Energia Mohamed Arkab, secondo quanto riferito da Reuters, ha subito chiuso a qualsiasi possibilità di acquisizione degli asset. Il governo algerino non sarebbe stato, infatti, contattato sull’argomento e ora è pronto a esercitare il suo diritto di prelazione, ha riferito Arkab.

“Il nostro ministero ha contattato Anadarko per ottenere spiegazioni su queste informazioni, ma finora non abbiamo avuto risposta – ha detto -. Significa che non c’è un contratto tra Total e Anadarko. Abbiamo buone relazioni con Anadarko e faremo del nostro meglio per preservare gli interessi dell’Algeria, compreso l’uso del nostro diritto di prelazione per bloccare la vendita”.

A DISTANZA DI POCHE ORE LA MARCIA INDIETRO ALGERINA

A distanza di poche ore dalle dichiarazioni a Reuters, Arkab ha però cambiato registro secondo quanto riporta il sito El Watan. Da Tinduf dove era in visita ad alcune installazioni petrolifere, il ministro dell’Energia algerino ha riferito infatti che Algeri è alla ricerca “di un buon compromesso” sull’intero affare, facendo di fatto marcia indietro rispetto alla posizione del giorno prima.

“Sonatrach deve mantenere buoni rapporti con i suoi partner stranieri per sviluppare i suoi progetti”, ha ammesso il ministro aggiungendo che Sonatrach “è una società pubblica che farà i suoi interessi” e che “cercherà un buon compromesso” in questo caso nell’acquisizione di asset di una delle più grandi compagnie petrolifere straniere attive in Algeria. Il ministro ha insomma adottato un tono più conciliante, tagliando con la minaccia di bloccare qualsiasi accordo tra le due società straniere riguardante i loro beni in Algeria. Un cambio di passo che secondo El Watan è in linea con i diversi accordi firmati da Total con la major algerina in particolare nel Gnl e nello sfruttamento dello shale gas.

TOTAL HA BUONI RAPPORTO CON L’ALGERIA

Total ha infatti una presenza consolidata in Algeria e lo scorso anno ha firmato una serie di accordi con Sonatrach per lo sviluppo di nuovi campi. Tuttavia, come sottolineato da Reuters, le relazioni algerino-francesi non sono le più amichevoli dopo la sanguinosa guerra di indipendenza in Algeria degli anni Cinquanta. Da non trascurare inoltre il fatto che con una capacità di produzione totale di 140 mila barili giornalieri in Algeria, Total potrebbe pesare quasi la metà della produzione nazionale con l’acquisizione delle attività di Anadarko.

PER IL NUMERO UNO POUYANNE IL PORTAFOGLIO ANADARKO IN ALGERIA ‘IN SINTONIA’ CON SCELTE AZIENDA

L’impressione è dunque che alla fine l’affare si farà, anche perché l’acquisizione del portafoglio di Anadarko in Algeria è “in perfetta sintonia” con le priorità di Total, come aveva ben detto il numero uno dell’azienda transalpina Patrick Pouyanne a inizio mese. “Quello che diciamo agli investitori è che giochiamo sui nostri punti di forza. Quali sono i punti di forza di Total? Medio Oriente, Africa, Mare del Nord, le acque profonde. E l’intesa si adatta esattamente e perfettamente con quello che abbiamo annunciato”, ha detto Pouyanne commentando l’accordo con Occidental e ricordando che degli abboccamenti c’erano già stati con la stessa Anadarko in passato.

QUALI SONO I BENI DI ANADARKO SU CUI TOTAL HA MESSO GLI OCCHI

Naturalmente c’è tempo per appianare i dissidi visto che l’accordo Occidental-Anadarko si chiuderà ufficialmente nel 2020. Total otterrebbe l’accesso non solo al petrolio ma anche al gas, circa 3 miliardi di barili equivalenti di risorse consentendo al tempo stesso a Occidental di rafforzare il suo bilancio. I beni da acquisire in Algeria sono la partecipazione del 24,5% e operatività dei blocchi 404a e 208 (campi di Hassi Berkine, Ourhoud e El Merk) nel bacino di Berkine in cui Total detiene già il 12,25%. Questi campi hanno rappresentato una produzione lorda di 320 mila boe / giorno nel 2018. In Ghana occhi puntati sulla partecipazione del 27% nel campo Jubilee e la partecipazione del 19% nei campi TEN. Questi campi hanno rappresentato una produzione lorda di 143 mila barili al giorno nel 2018. In Mozambico, come detto, si punta alla partecipazione in Mozambique Lng i cui progetti dovrebbero entrare in produzione entro il 2024. In Sud Africa a Total andrebbero le licenze di esplorazione, vicino alla recente scoperta di Brulpadda. Complessivamente, queste attività rappresentano circa 1,2 miliardi di boe di riserve di cui il 70% gas, più 2 miliardi di boe di risorse di gas naturale a lungo termine in Mozambico. La produzione del 2018 è stata di 96 mila boe / giorno e si prevede che aumenterà fino a circa 160 mila boe / giorno entro il 2025.

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