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Perché Descalzi quoterà Eni R&R?

Eni R&r

Eni ha lanciato il processo che porterà all’offerta pubblica iniziale di Eni R&R, la divisione della società che concentra le attività di retail e rinnovabili. Ecco numeri, stime e analisi

Giovedì scorso il consiglio di amministrazione di Eni ha approvato l’avvio del processo che porterà all’offerta pubblica iniziale (IPO) e alla quotazione in borsa di Eni R&R, la divisione della società che racchiude le attività di vendita al dettaglio di gas ed energia elettrica e quelle legate alle fonti rinnovabili (retail & renewables).

A ENI LA QUOTA DI MAGGIORANZA

La transazione, stando alle stime, verrà ultimata nel corso del 2022. Eni manterrà una quota di maggioranza della società, che sarà indipendente dal punto di vista finanziario, con un proprio bilancio e un proprio rating creditizio. Il nuovo nome di Eni R&R verrà rivelato il prossimo 22 novembre.

I NUMERI DI ENI R&R

Eni R&R è il secondo più grande operatore nel mercato italiano dei punti di ricarica per veicoli elettrici. Entro il 2025 conta di disporre di oltre 6 gigawatt di capacità rinnovabile, che diventeranno 15 nel 2030.

Nello stesso periodo di tempo, prevede di portare la sua clientela retail dai dieci milioni attuali a più di quindici. Sempre nel 2030, avrà installato oltre trentamila punti di ricarica per le auto elettriche: oggi è a cinquemila.

L’EBITDA, o margine operativo lordo, dovrebbe crescere dagli 0,6 miliardi di euro del 2021 a 1,2 miliardi nel 2025.

IL COMMENTO DI DESCALZI

L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha detto che Eni ha preso l’impegno “a diventare un leader nella produzione e nella vendita di prodotti completamente decarbonizzati, e una IPO della divisione Retail & Business di Eni rappresenta un passo importante verso questo obiettivo”.

“Una IPO”, prosegue, “sbloccherà un valore significativo, metterà l’azienda nella posizione per crescere e aiuterà sia Eni che i suoi clienti a raggiungere le zero emissioni nette”.

IL VALORE DI ENI R&R

Il quotidiano Milano Finanza scrive che l’IPO di Eni R&R sarà la più grande del 2022 alla Borsa di Milano, stimando la capitalizzazione della società “tra 9 e 11 miliardi di euro, che implicherebbe un multiplo ev/ebitda 2024 di 10 volte e una plusvalenza vicina a 3 miliardi per Eni”.

Per Intesa Sanpaolo si tratta di una valutazione conservativa, “poiché i competitor attualmente scambiano a circa 10-15 volte l’ev/ebitda, a seconda delle aspettative del mercato sulla crescita degli utili”.

IL PARERE DI COLTORTI (EX-MEDIOBANCA)

Sul suo profilo Facebook Fulvio Coltorti, già direttore dell’area studi e ricerche di Mediobanca, dà il suo parere sulla quotazione di Eni R&R. “Eni, scrive, “cerca soldi per distribuire dividendi allo Stato. Il progetto di scorporare e vendere in Borsa una parte della sua attività si spiega solo con la pressione dello Stato per incassare più dividendi. Evidentemente al ministero dell’economia valutano i manager in base alla finanza invece che sui progetti reali. È un brutto segno. Probabilmente vedremo l’Eni vendere anche parte delle riserve di idrocarburi che ha scoperto, anche di recente”.

ENI COME ENEL?

Su Twitter, la giornalista esperta di finanza Carlotta Scozzari del gruppo Gedi ha paragonato l’IPO di Eni R&R a quella di Enel Green Power (la divisione di Enel specializzata sulle energie rinnovabili) nel 2010. E ricorda che Enel Green Power venne “portata poi fuori dalla Borsa pochi anni dopo col delisting del 2016 senza Opa”.

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