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I prezzi del gas si gasano? Colpa di come si compra. Parola di Starace (Enel)

Enel

Secondo l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, non bisogna stupirsi troppo per l’aumento dei prezzi del gas. La soluzione, assicura, è nei contratti a lungo termine e nelle fonti rinnovabili. Tutti i dettagli

Niente sorprese e strepitii sul gas.

Secondo Francesco Starace, “la volatilità del gas c’è sempre stata e sempre ci sarà. Mi aspetto che il prezzo scenderà e poi risalirà”. Per l’amministratore delegato di Enel, insomma, c’è poco da stupirsi per l’aumento dei prezzi del gas naturale in Europa e nel mondo.

CONTRATTI A LUNGO TERMINE

Per difendersi da questa condizione del mercato – ha dichiarato durante la presentazione dello studio GreenItaly della Fondazione Symbola – bisogna “fare acquisti dell’energia non giorno per giorno, ma anno per anno, o cinque anni per cinque anni. Tanto più si allungano i tempi, tanto meno questa volatilità ha peso”.

Starace si riferisce ai cosiddetti contratti a lungo termine, che giudica preferibili al mercato spot, che prevede invece una compravendita immediata e quindi più esposto alle variazioni del prezzo.

“Cambiamo il modo di comprare e vendere l’energia e cambiamo l’orizzonte temporale. Questo non elimina il problema”, ha aggiunto Starace, “ma lo riduce parecchio”.

“SOLO UN PALLIATIVO”

L’intervento del governo Draghi per arginare l’aumento del prezzo delle bollette di elettricità e gas è “solo un palliativo”, ha detto il dirigente di Enel, e non “una soluzione strutturale”, come già sostenuto anche dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera).

PUNTARE SULLE RINNOVABILI

“La soluzione può essere l’acquisto di energia a lungo termine”, ha detto Starace. Ma anche l’aumento della quota delle fonti rinnovabili nel sistema energetico perché, spiega, “le rinnovabili hanno un prezzo nel tempo costante” e sono estranee a “queste strane dinamiche”. L’aumento dei prezzi del gas è dovuto principalmente a una situazione di squilibrio tra la domanda e l’offerta: in Europa – ma la crisi è globale – c’è chi accusa la Russia di stare volontariamente limitando le esportazioni per spingere la Germania ad approvare in tempi brevi il gasdotto Nord Stream 2.

“IL DECENNIO DELL’ELETTRIFICAZIONE”

Secondo Starace “abbiamo vissuto un decennio che può essere definito il decennio delle rinnovabili, che sono diventate l’asse portante del paradigma energetico del futuro. Ormai sono il cuore della generazione elettrica e lo saranno anche nel prossimo decennio, che sarà il decennio dell’elettrificazione”: l’elettricità, cioè, conoscerà un utilizzo maggiore in settori oggi dominati dai combustibili fossili, come la mobilità e il riscaldamento.

IL PARERE DI ENI

Meno positivo, riguardo al futuro dei prezzi del gas, era stato un altro amministratore delegato di un’altra importante società energetica italiana: Claudio Descalzi di Eni. Secondo cui i prezzi dell’energia continueranno a rimanere alti anche nel prossimo futuro a causa di un divario forse strutturale tra i volumi della domanda e quelli dell’offerta.

Secondo le stime di Trafigura, gli investimenti nel petrolio – al quale il gas è spesso associato – sono passati dai 750 miliardi del 2014 ai circa 350 del 2021. L’Economist scrive che l’anno scorso si è evitata una crisi dell’offerta solo perché la pandemia ha abbattuto i consumi, ma era solo questione di tempo prima che il problema venisse alla luce.

La situazione, per Descalzi, migliorerà “quando il Qatar finalizzerà la prima fase” del suo progetto sul GNL. “In quel momento – non so: 2026, 2027, 2028 -, allora ci sarà l’ingresso di nuovi volumi, che è l’unico modo per calmierare il prezzo”.

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