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Perché la Francia non dice oui al gasdotto con la Spagna spinto da Scholz?

Riforma

Scholz ha proposto un gasdotto tra Portogallo, Spagna e Francia, fino all’Europa centrale. L’idea piace a Madrid, che cerca di spingere la ripresa del MidCat (con soldi europei). Parigi, però, è scettica. Ecco perché

La settimana scorsa il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha proposto la costruzione di un gasdotto dal Portogallo all’Europa centrale, passante per la Spagna e la Francia. “Un simile gasdotto”, disse, “allevierebbe in modo massiccio la situazione attuale delle forniture”, che sono scarse per via della politica di limitazione dei flussi portata avanti dalla Russia, la maggiore venditrice di gas all’Unione europea.

COSA HA DETTO LA MINISTRA DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA SPAGNOLA

Venerdì la ministra spagnola della Transizione ecologica, Teresa Ribera, ha fatto sapere che la tubatura tra la Spagna e la Francia potrebbe entrare in funzione in meno di un anno di tempo, a patto che la Francia e gli altri paesi europei sostengano il progetto.

“Questa nuova interconnessione, questo gasdotto”, ha dichiarato Ribera alla televisione spagnola TVE, “potrebbe entrare in funzione in otto o nove mesi sul lato meridionale del confine, cioè dai Pirenei alla Spagna”. Come spiega Reuters, la connessione franco-spagnola richiederebbe la posa di un altro segmento di gasdotto per unire la rete spagnola a quella francese.

LE PAROLE DI COSTA (PORTOGALLO)

Favorevole all’infrastruttura descritta da Scholz è Antonio Costa, il primo ministro del Portogallo. A suo dire, le parole del cancelliere tedesco “rafforza[no] la pressione sulle istituzioni europee per sbloccare questa situazione una volta per tutte”: c’è infatti una crisi delle forniture e dei prezzi del gas, che venerdì scorso hanno raggiunto il record di 245 euro al megawattora al TTF.

Costa ha anche suggerito un’opzione alternativa al collegamento attraverso la Francia: un gasdotto marittimo dalla Spagna all’Italia.

IL GASDOTTO BARCELLONA-LIVORNO

Il progetto del gasdotto evocato dal primo ministro portoghese esiste: va da Barcellona a Livorno, è lungo 700 chilometri, richiederà un investimento compreso tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro e avrà bisogno di uno-due anni di tempo per venire realizzato. La condotta con l’Italia piace al governo spagnolo, che però non vuole che venga considerata un’alternativa al MidCat, il gasdotto tra Hostalric (Spagna) e Barbaira (France) a cui Madrid assegna un valore strategico vista la possibilità di trasportare, in futuro, l’idrogeno.

LA SPAGNA VUOLE CHE PAGHI L’EUROPA

La Spagna insiste pure su un altro punto: che i fondi per la costruzione del gasdotto Barcellona-Livorno non vengano prelevati dal suo bilancio, ma da quello dell’Unione europea oppure dell’Italia e dei paesi del centro e del nord Europa (a detta di Madrid sono loro che “ne beneficeranno davvero, non noi”). Allo stesso modo, il governo di Pedro Sánchez vuole che sia Bruxelles a pagare per il gasdotto descritto da Scholz.

GNL E TUBI

In realtà la Spagna e il Portogallo trarrebbero vantaggio dall’espansione delle infrastrutture di interconnessione energetica con il resto dell’Europa: i volumi di gas liquefatto che giungono ai loro terminali – e che saranno sempre di più, considerati i piani di distacco dalla Russia – hanno difficoltà a venire trasportati nel resto del continente per mancanza di tubature.

– Leggi anche: Tutto su Bw Lng, che ha venduto una nave rigassificatrice a Snam

Come scrive l’analista energetico Franco Sassi, Spagna e Portogallo insieme dispongono di una capacità di rigassificazione di 36,2 miliardi di metri cubi all’anno. La capacità dei gasdotti tra la Spagna e la Francia, però, è di appena 7,5 miliardi di metri cubi.

TEMPI E COSTI DEL MIDCAT TRA SPAGNA E FRANCIA

Enagás, la società spagnola che ne gestisce la rete dei gasdotti, ha dichiarato recentemente che il progetto del gasdotto MidCat con la Francia potrebbe venire completato nel giro di due anni e mezzo con una spesa di 600-700 milioni di euro. Il progetto era stato abbandonato nel 2019 perché considerato troppo costoso e impattante sull’ambiente.

LA FRANCIA DICE NO

Il MidCat, come riportato da Linkiesta, si compone di due sezioni: la prima è il South Transit East Pyrenees, lunga 120 chilometri e dal costo di 442 milioni; la seconda è lunga invece 1230 chilometri (per la maggior parte sul territorio francese) e potrebbe costare fino a 3,1 miliardi.

Parigi preferirebbe fare investimenti meno grandi – ad esempio per i terminali di GNL in Germania – perché, a differenza di Madrid, non vede nel MidCat un’opera strategica. La Spagna ne ha bisogno per ambire a diventare un hub del gas a livello europeo, sfruttando i rigassificatori che già possiede e che un domani potrebbe convertire alla gestione dell’idrogeno. La politica energetica della Francia, invece, si fonda sul nucleare: il paese già utilizza questa fonte per produrre il 70 per cento dell’energia che consuma, e alcuni mesi fa il presidente Emmanuel Macron ha annunciato un piano da quasi 52 miliardi per costruire fino a quattordici reattori di nuova generazione entro il 2035.

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