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Cosa faranno Exxon, Total ed Eni (forse) sul gas in Qatar

Gas Qatar

Exxon e Total sarebbero vicine ad aggiudicarsi una partecipazione a un grande progetto in Qatar sul gas liquefatto. Anche Eni aveva mostrato interesse. Tutti i dettagli

Le società petrolifere ExxonMobil e TotalEnergies sono sul punto di aggiudicarsi delle quote di partecipazione a un grosso progetto di esportazione del gas naturale in Qatar. Lo rivela oggi Bloomberg, che scrive che QatarEnergy, la compagnia energetica statale qatariota, potrebbe annunciare una decisione entro questo fine settimana: per domenica è stata infatti convocata una conferenza stampa il cui oggetto, però, non è stato specificato.

Exxon e Total sono le due aziende occidentali più coinvolte nel progetto, ma non le uniche: anche Shell ed Eni hanno fatto richiesta di partecipazione o si sono mostrate interessate.

L’ATTENZIONE SUL QATAR

A seguito dell’invasione dell’Ucraina e dell’urgenza europea di distaccarsi dagli idrocarburi russi (la dipendenza dal gas, in particolare, è forte), il Qatar è emerso come un potenziale fornitore alternativo di gas: si contende con gli Stati Uniti il primato di maggiore esportatore di gas liquefatto (GNL) al mondo. Non a caso, dunque, nei mesi scorsi il paese è stato contattato o visitato da diverse personalità politiche europee di spicco, come il rappresentante della politica estera dell’Unione Josep Borrell, il ministro dell’Economia della Germania Robert Habeck e il primo ministro italiano Mario Draghi.

TUTTI I NUMERI DEL PROGETTO SUL GNL

Il fondo statale del Qatar intende finanziare – con il contributo delle società petrolifere straniere – un progetto da almeno 30 miliardi di dollari per aumentare la produzione nazionale di GNL a 130 milioni di tonnellate entro il 2027. La prima parte del progetto vedrà QatarEnergy costruire quattro unità di liquefazione, note in gergo come “treni”, ciascuna dalla capacità di 8 milioni di tonnellate all’anno. Le prime esportazioni di GNL, però, non arriveranno prima del 2026, stando alle stime ufficiali.

Il Qatar ha rimandato la decisione sul progetto per anni, sostenendo di non avere fondi sufficienti al suo finanziamento.

I (NON) COMMENTI

Né Exxon né Total hanno deciso di commentare la notizia data da Bloomberg. In un comunicato, Shell ha invece fatto sapere che sarebbe “lieta di essere scelta” da QatarEnergy per lo sviluppo del progetto.

LA VERSIONE DEL GOVERNO QATARIOTA

L’anno scorso Saad Al-Kaabi, ministro dell’Energia del Qatar e amministratore delegato di QatarEnergy, parlò di trattative in corso per la vendita di quote con Exxon, Total, Shell, Chevron e ConocoPhillips; anche Eni si disse interessata a partecipare al processo. Nel giugno del 2021 Kaabi dichiarò che le offerte ricevute dal Qatar erano “il doppio rispetto a quanto richiesto”.

Exxon, Total, Shell e Conoco hanno già delle quote in impianti di produzione in Qatar. Nel 2020 Eni ha venduto nel mondo GNL qatariota per 2,4 miliardi di metri cubi.

L’IMPORTANZA DEL QATAR PER TOTAL

Per Total, spiega Bloomberg, un accordo con QatarEnergy le permetterebbe di rassicurare gli investitori preoccupati per il suo portafoglio GNL: la società si infatti ritirata dalla Russia, terminando i finanziamenti al progetto Arctic LNG 2, e sospeso la costruzione di un impianto di liquefazione in Mozambico per ragioni di sicurezza. L’italiana Saipem, in difficoltà finanziarie, era coinvolta in entrambi i progetti.

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