Stamattina le azioni di Enel sono cresciute fino al 6,1 per cento, il valore più alto dal marzo del 2022, dopo la pubblicazione del nuovo piano strategico che prevede investimenti per 53 miliardi di euro e una focalizzazione sui mercati energetici d’Europa e del Nordamerica.
DOVE ANDRANNO GLI INVESTIMENTI DI ENEL
La società, guidata da Flavio Cattaneo e controllata dal ministero dell’Economia, investirà 53 miliardi di euro tra il 2026 e il 2028, 10 miliardi in più rispetto al precedente documento programmatico: a sua volta, il piano strategico 2025-2027 prevedeva un aumento degli investimenti di 7 miliardi.
Dei 53 miliardi che verranno spesi entro il 2028, la metà della somma verrà destinata alla generazione elettrica (principalmente da fonti rinnovabili: Enel è il più grande operatore di capacità rinnovabile al mondo) e l’altra metà alle reti elettriche. Dei 23 miliardi dedicati alle reti, il 55 per cento saranno spesi in Italia e la quota restante tra la penisola iberica e l’America latina.
LE PAROLE DI CATTANEO
“Nel piano precedente la priorità era ridurre il debito” dopo la fase espansiva della precedente amministrazione di Francesco Starace: un “target che è stato raggiunto”, ha dichiarato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo durante il Capital Markets Day 2026. “Ora”, ha proseguito, “si apre un nuovo capitolo e siamo focalizzati sulla crescita, con il rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda che rimane sotto la media del settore”.
L’obiettivo, ha spiegato Cattaneo, è “mantenere una solida leva finanziaria, allocando al contempo flessibilità finanziaria per espandere la base patrimoniale del gruppo e migliorare il rendimento per gli azionisti”.
L’UTILE NETTO PER AZIONE E I DIVIDENDI
Enel prevede una crescita fino al 2028 dell’utile netto ordinario per azione (Eps), che raggiungerà un valore compreso tra 0,80-0,82 euro, rispetto ai 0,69 euro del 2025. Anche il dividendo per azione è previsto in aumento, di circa il 6 per cento.
Domenica, peraltro, la società ha annunciato l’avvio di un programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) dal valore di 1 miliardo di euro, equivalente all’1,48 per cento del capitale.
LE PREVISIONI ECONOMICHE PER IL 2026
Per il 2026, Enel prevede un utile netto rettificato di 7,1-7,3 miliardi (contro i circa 7 miliardi riportati l’anno scorso) e un Ebitda adjusted di 23,1-23,6 miliardi.
RICERCA DI STABILITÀ…
“Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica”, ha fatto sapere Cattaneo.
La focalizzazione sull’Europa e sugli Stati Uniti – a scapito, per esempio, dell’America latina – testimonia la ricerca di una stabilità normativa che possa garantire rendimenti certi sul lungo periodo. A questo proposito, in Europa il settore delle reti è altamente regolamentato ed è cruciale per l’avanzamento della transizione energetica. Per quanto riguarda il dinamismo della domanda di cui ha parlato Cattaneo, invece, negli Stati Uniti la richiesta di elettricità è tornata a crescere dopo decenni di stagnazione grazie all’elettrificazione dei processi industriali e ai consumi dei data center per l’intelligenza artificiale.
… E FOCUS SULLE RINNOVABILI
Nei prossimi tre anni Enel investirà 20 miliardi di euro nelle fonti rinnovabili (8 miliardi in più rispetto al precedente piano strategico) con l’obiettivo di dotarsi di 15 gigawatt di nuova capacità, tra greenfield e brownfield. Il termine greenfield si riferisce agli impianti di nuova costruzione, mentre gli impianti brownfield sono quelli già esistenti: come quelli, da 830 MW in tutto, che acquisirà negli Stati Uniti dal fondo Excelsior Energy Capital a un prezzo di 850 milioni di euro.
I 15 GW di nuova capacità rinnovabili, che così supererà gli 80 GW, sarà costituita per oltre il 75 per cento da eolico e da tecnologie programmabili come i sistemi di accumulo a batteria.
E LE RETI?
Il piano strategico 2026-2028 contiene investimenti nelle reti per 26 miliardi, di cui il 55 per cento in Italia (“dove è prevista una rapida crescita”, afferma la società), il 20 per cento in Spagna e Portogallo e il 25 per cento in tutta l’America latina (ma solo “in presenza di quadri regolatori prevedibili e di una chiara visibilità sul futuro”, viene precisato).
L’IMPATTO DEL DECRETO ENERGIA
“Abbiamo già preso in considerazione il pieno potenziale impatto del decreto Energia in Italia”, ha fatto sapere Cattaneo, riferendosi al provvedimento governativo che, con l’obiettivo di abbassare le bollette energetiche a imprese e consumatori, ha alzato l’Irap sulle società elettriche e prevede lo scorporo delle quote Ets: due interventi che potrebbero ridurre i margini di guadagno di Enel.
Stando alle stime della società, l’aumento dell’Irap avrà un impatto sull’utile netto del 2026 fino a 200 milioni. Mentre lo scorporo dell’Ets, se verrà approvato dalla Commissione europea, peserà per 300-400 milioni nel 2027.







