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Enel

Pannelli solari, cosa farà Enel negli Stati Uniti

I lavori per la fabbrica di pannelli solari di Enel-3Sun in Oklahoma sarebbero dovuti partire nell'autunno 2023, ma non sono ancora iniziati. Altri progetti simili negli Stati Uniti stanno subendo rallentamenti. Ecco perché

Che fine ha fatto la grande fabbrica di pannelli solari che Enel avrebbe dovuto costruire negli Stati Uniti, sul modello di quella a Catania?

Nei piani della società energetica – di cui il ministero dell’Economia possiede il 23 per cento – c’è infatti la realizzazione di uno stabilimento manifatturiero di celle e moduli solari nello stato dell’Oklahoma, affidata alla sussidiaria americana 3Sun USA: un investimento da circa 1 miliardo di dollari, rispetto ai 600 milioni di euro per l’espansione della “gigafactory” di 3Sun in Sicilia, che diventerà il più grande stabilimento di moduli fotovoltaici bifacciali in Europa.

COME (NON) PROCEDE IL PROGETTO DI ENEL NEGLI STATI UNITI, SECONDO BLOOMBERG

Il progetto della fabbrica nell’Oklahoma è stato annunciato nel 2022, quando l’amministratore delegato era Francesco Starace; i lavori sarebbero dovuti partire nell’autunno del 2023 e l’avvio della produzione era stimato per il 2024. E invece la costruzione della struttura “non è ancora iniziata”, ha scritto Bloomberg, “e adesso la nuova dirigenza di Enel sta spostando la spesa verso progetti e regioni a più alto margine”.

LE CRITICHE DI CATTANEO

L’attuale amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, si sta concentrando sulla riduzione del debito della società (che nel 2022 aveva raggiunto i 60,1 miliardi di euro) anche attraverso la cessione di asset, e vuole che le attività del gruppo si focalizzino maggiormente su un numero limitato di mercati chiave.

Cattaneo aveva criticato esplicitamente il progetto della fabbrica di 3Sun negli Stati Uniti. Circa un anno fa, aveva infatti dichiarato al Foglio che “è doveroso costruire una filiera tutta italiana che includa anche la produzione nazionale di pannelli [solari, ndr]. So che Enel ha aperto uno stabilimento a Catania dedicato a questo ma poi lo ha fatto anche negli Usa. È un approccio che non condivido: se si vuole salvaguardare l’interesse nazionale, si dovrebbe produrre in Italia e non altrove”.

LA VERSIONE DI ENEL

Riguardo ai piani americani di Enel, un portavoce della società ha spiegato a Bloomberg che “3Sun USA è attualmente impegnata nella ricerca di un partner finanziario di maggioranza per il progetto. Questa è una condizione per procedere alla costruzione del progetto. La società fornirà ulteriori aggiornamenti a tempo debito”. Enel ha confermato questa versione a Startmag.

TUTTI I PROGETTI SOLARI IN STALLO NEGLI STATI UNITI

Quello di Enel-3Sun non è l’unico progetto manifatturiero di dispositivi solari negli Stati Uniti a essere in ritardo. Nonostante gli incentivi pubblici garantiti dall’Inflation Reduction Act, infatti, nel paese sono diverse le aziende che hanno posticipato il completamento degli impianti previsti o che, in almeno un caso, li hanno cancellati del tutto. C’entra la concorrenza degli economici pannelli solari di importazione (di recente la Casa Bianca ha alzato al 50 per cento i dazi sulle celle solari provenienti dalla Cina) che intacca la competitività delle nascenti fabbriche americane, ma anche la difficoltà di accesso ai componenti di base.

In Texas, l’azienda Mission Solar Energy ha proceduto all’espansione della sua struttura ma non ha ancora installato i macchinari che dovrebbero permettere l’aumento della capacità manifatturiera a 1 gigawatt all’anno, come da programma. L’azienda ha spiegato che il proseguimento del progetto “dipenderà dalle condizioni di mercato, come la domanda e la concorrenza delle importazioni”.

In Minnesota, la società canadese Heliene ha posticipato l’entrata in funzione di uno stabilimento di pannelli solari previsto per il 2024.

Lo scorso febbraio CubicPV ha cancellato i piani per la costruzione di una grossa fabbrica di wafer di silicio per via del crollo dei prezzi. La Cina vale da sola il 98 per cento della produzione mondiale di questi componenti.

Altri progetti, però, stanno proseguendo come previsto: First Solar ha aumentato la sua capacità produttiva di pannelli a film sottile; Qcells North America sta costruendo una nuova fabbrica dedicata alla manifattura di lingotti, wafer, celle e infine pannelli; in Ohio, nei mesi scorsi Invenergy ha cominciato a produrre pannelli in partnership con il gruppo cinese LONGi.

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