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Che fare contro il caro bollette? Idee, proposte e polemiche

Bollette

Letta propone un tetto al prezzo dell’elettricità in Italia per arginare la crisi dei prezzi dell’energia. Ma economisti ed esperti di settore sono scettici sulla fattibilità. Tutti i dettagli

Come fronteggiare il caro bollette? Ecco numeri, proposte, analisi e polemiche.

Nella relazione di fine luglio l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha parlato di “difficoltà […] a reperire sui mercati all’ingrosso i volumi necessari per soddisfare la domanda” di gas, anticipando la possibilità di un “incremento di oltre il 100 per cento rispetto al trimestre in corso” delle bollette energetiche a partire dal prossimo ottobre. I prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale sono già altissimi, e stanno minacciando la competitività – e forse la sopravvivenza – delle aziende italiane, in particolare di quelle più energivore.

– Leggi anche: L’Italia sta sottovalutando la stangata in arrivo sulle bollette energetiche?

COSA HA DETTO LETTA SUL TETTO AL PREZZO DELL’ENERGIA ELETTRICA

Intervistato a 24 Mattino estate, su Radio 24, il segretario del Partito democratico Enrico Letta ha proposto un tetto nazionale al prezzo dell’energia elettrica “per un periodo straordinario, per avere un prezzo calmierato e non soffrire più dei tremendi aumenti che abbiamo oggi”. “Questo”, ha aggiunto, “deve essere il tema principale della campagna elettorale altrimenti a fine campagna elettorale ci troveremo con aziende chiuse”.

LE CINQUE PROPOSTE DEL PD SULL’ENERGIA

Tra le cinque proposte del Partito democratico contro il caro bollette c’è, al primo punto, proprio il “controllo dei prezzi dell’energia elettrica, con l’introduzione in via transitoria per 12 mesi di un regime di prezzi amministrati per l’energia elettrica attraverso la fissazione di un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità (100 euro/Mwh) per imprese e utenze domestiche”.

A seguire l’istituzione di “un nuovo contratto ‘luce sociale’ per microimprese e famiglie con redditi medi e bassi con fornitura elettrica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e gratuita fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno per famiglia (pari al 50% del consumo medio), con prezzi comunque calmierati sulla parte eccedente”.

Si parla poi del “raddoppio del credito d’imposta per compensare per gli extra-costi delle imprese per gas e elettricità a partire dal mese di giugno di quest’anno (dal 25 al 50 per cento per le imprese energivore e gasivore; dal 15 al 30 per cento per le altre imprese), da finanziare con la proroga e l’estensione del contributo straordinario sugli extra profitti delle imprese energetiche“.

Al quarto punto si annuncia “un grande piano nazionale di risparmio energetico, incentivando gli investimenti delle imprese in efficienza energetica e ulteriore semplificazione delle procedure per la produzione di energia da fonti rinnovabili nel quadro dell’accelerazione della transizione ecologica che abbiamo messo come punto centrale del nostro programma”.

Infine, il PD promette di esercitare “pressione a livello UE per l’introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas”.

– Leggi anche: Chi, come e perché chiede di razionare l’energia

IL COMMENTO DI CHICCO TESTA

Chicco Testa, presidente di FISE Assoambiente, ha commentato la proposta di Enrico Letta scrivendo: “Letta propone di fissare un prezzo amministrato a 100 euro kWh [MWh, ndr] per energia elettrica. Peccato che a quel prezzo non la produrrà più nessuno”.

I prezzi del gas naturale al TTF, il punto di scambio virtuale di riferimento per il mercato europeo, hanno superato i 292 euro al megawattora. Il 22 agosto il prezzo dell’elettricità in Italia è arrivato a 570 euro al MWh.

IL COMMENTO DI BENEDETTINI

Anche Simona Benedettini, consulente energetica, ha criticato il programma energetico del Pd: “Prezzi elettricità fissati a €100/MWh, contratti con energia gratuita sino a 1350kWh/anno per famiglie e imprese in difficoltà e con prezzi calmierati per la parte eccedente, piano nazionale di incentivi a investimenti in efficienza energetica. È tutto meraviglioso. E a debito”.

L’ANALISI DI GIRALDO

Su La Verità Sergio Giraldo – manager nel settore energia – ha spiegato che l’idea di Letta di un tetto nazionale al prezzo dell’energia elettrica è una riproposizione del meccanismo attuato dalla Spagna. Un meccanismo che “funziona discretamente”, ha riconosciuto, ma che “non è replicabile fuori dalla penisola iberica”.

Giraldo scrive infatti: “Il cap iberico prevede che ci sia un prezzo massimo del gas fissato dal governo, applicato a chi con il gas produce energia elettrica. Quando il produttore offre la propria energia in borsa lo farà quindi sulla base di quel prezzo del gas, non del suo costo reale […]. Nel complesso, il consumatore finale paga meno di quanto avrebbe pagato in assenza del cap. Il requisito essenziale di questo meccanismo è però il sostanziale isolamento elettrico della penisola iberica, che evita influenze sui prezzi degli altri paesi”.

“Se questo sistema”, prosegue Giraldo, “fosse applicato all’Italia, che ha interconnessioni con Grecia, Slovenia, Austria, Svizzera e Francia, considerato l’algoritmo che calcola i prezzi, nelle zone di confine risulterebbero incentivi ad esportare energia dall’Italia, vanificando il cap stesso”.

L’ipotesi di un tetto nazionale del gas alla maniera spagnola era già stata scartata dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Per funzionare – disse – sarebbe stato necessario un coordinamento a livello europeo.

LE PROPOSTE DI TREMONTI

Sentito dal Fatto Quotidiano, Giulio Tremonti –  ex-ministro dell’Economia e delle Finanze e candidato alle elezioni con Fratelli d’Italia – ha proposto di rendere “strutturale” la “riduzione sulle accise e sulle bollette”. “Per questo”, sostiene, “il governo italiano dovrà chiedere a livello europeo che ogni misura per combattere la crisi energetica non venga conteggiata nelle regole di bilancio europee”.

Tremonti sostiene inoltre la necessità di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche (perché quella del governo Draghi “non sta producendo gettito”, dice) e di un intervento per contrastare la speculazione sui prezzi di elettricità e gas all’hub di Amsterdam.

Per quanto riguarda il tetto ai prezzi del gas, pensa che “non si farà mai”.

L’INTERVENTO DI CROSETTO

Guido Crosetto, imprenditore e cofondatore di Fratelli d’Italia, ha detto a Radio 24 che “il tema del caro bollette sarà esiziale per le famiglie e per le imprese, quindi un intervento va fatto. Il problema è che il prezzo del gas non è nazionale, è fissato in Olanda, è un prezzo europeo. L’intervento che voleva fare Draghi era quello, sul prezzo europeo, quindi la discussione avviene in un’altra sede e fino adesso nessuno l’ha seguito sul tema”.

“Ci sono aziende”, ha continuato, “che nel 2020 pagavano 150mila euro di bolletta e adesso pagano 1,5 o 2 milioni. Un’azienda così non tiene più i conti e il credito d’imposta, poter dedurre da utili futuri o da versamenti queste somme, in questo momento ha poco senso: noi dobbiamo fare in modo che quelle aziende sopravvivano, non debbano chiudere e non debbano licenziare le persone”.

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