Energia

Accordo Storico: Paesi Opec e non-Opec insieme per taglio produzione

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Accordo tra Paesi Opec e non-Opec: anche i produttori che non fanno parte del Cartello si impegnano a ridurre la produzione di i 558.000 barili al giorno

Accordo storico tra Paesi Opec e non-Opec per il taglio alla produzione di petrolio. Il 30 novembre i Paesi del cartello hanno raggiunto un primo accordo per la riduzione della produzione di 1,2 milioni di barili, portando il barile a quota 51 dollari.

Grazie al vertice di Vienna, anche i Paesi non Opec (come Russia, Messico, Oman, Azerbaijan e Kazakhstan) entrano a far parte dell’intesa, impegnandosi in una riduzione di 558.000 barili al giorno ha detto il ministro del petrolio dell’Iraq, Jabbar Ali Hussein al Luaibi, un livello leggermente inferiore al taglio di 600.000 barili giornalieri previsto in origine. Secondo alcuni analisti, l’accordo dovrebbe portare il greggio oltre i 60 dollari.

petrolioAlla Russia, come immaginato e previsto, spetta l’impegno più importante. Il Cremlino, secondo produttore mondiale di greggio, dovrà ridurre la produzione di 300mila barili di petrolio al giorno.

Ora starà da vedere se tutti i produttori riescano a mantenere impegni e promessi. E non ci riferiamo solo ai Paesi non Opec, ma anche ad Iraq ed Iran, tanto restì ad un accordo con l’Arabia Saudita. E’ bene specificare, poi, che non sono certe nemmeno le quote dichiarate da ogni Paese produttore (la Russia, per esempio, è ai suoi massimi storici). Se tutti dovessero, comunque, fare la loro parte, il prezzo del petrolio tornerebbe a salire (e con esso anche il prezzo dei carburanti).

Non dobbiamo dimenticarci, poi, che sul mercato energetico e petrolifero pesa anche l’ombra del petrolio Usa.

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