Energia

Opec: l’accordo c’è. Taglio alla produzione di 1,2 milioni di barili al giorno

di

opec

I Paesi Opec tagliano la produzione di petrolio di 1,2 milioni di barili al giorno. Secondo indiscrezioni, i Paesi non Opec saranno tenuti ad una riduzione di circa 600.000 barili al giorno

L’OPEC ha finalmente raggiunto un accordo sul taglio di produzione del petrolio. Lo rivela Bloomberg News, citando un delegato alla riunione di Vienna, che ha chiesto di non esser menzionato perchè la decisione non è stata ancora resa pubblica.

I Paesi del Cartello, secondo indiscrezioni, si sarebbero accordato per un taglio di 1,2 milioni di barili al giorno. Il petrolio ha guadagnato il 7,6%, a 49,90 $ al barile, alla borsa di Londra alle 13:23, ora locale.

Dopo settimane di negoziati spesso tesi, Arabia Saudita, Iraq e Iran sembrano aver risolto le questioni sugli oneri dei tagli per frenare, per la prima volta dal 2008, la produzione. L’accordo, sempre secondo indiscrezioni, dovrebbe includere una riduzione di circa 600.000 barili al giorno da parte dei paesi non OPEC.

Sicuro “al 99%” di un possibile accordo, che dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore, era l’ algerino Noureddine Bouterfa, rivelatosi ancora una volta il mediatore chiave nelle trattative.

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Arabia Saudita – Iran: fine di una grande rivalità?

La riunione di Vienna, fortunatamente, è servita a superare anche la rivalità tra Arabia Saudita ed Iran. “I nostri paesi sono vicini, dovremmo cooperare. L’Opec non è un campo di battaglia”, dichiarava il ministro iraniano Bijan Zanganeh nelle scorse ore.

In particolare, sembrerebbe che l’Arabia Saudita abbia concesso all’Iran la possibilità di arrivare a produrre 4 milioni di barili al giorno ( 3,975 mbg, per la precisione) , quota prodotta prima delle sanzioni, per poi congelare l’output a quel livello. L’Iran avrebbe accettato di utilizzare le stime di produzione di fonti indipendenti, o «secondarie» come le definisce l’Opec. Su questo punto – irrinunciabile per i sauditi – avrebbe nel frattempo ceduto anche l’Iraq.

Nigeria e Libia, invece, saranno esenti dai tagli.

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