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Tutti i sussurri di Mediobanca pro Bnp su Unicredit

Unicredit

Ecco cosa dice Mediobanca Securities su Unicredit.

 

Mediobanca Securities dà due consigli a Unicredit: il primo è quello di trovare al più presto un nuovo amministratore delegato per sostituire Jean Pierre Mustier. A questo punto è legato il bisogno di una strategia chiara e condivisa da perseguire. La seconda raccomandazione è di non sottovalutare la strada dell’M&A.

UNICREDIT IN UN LIMBO, SERVE AD AL PIU’ PRESTO

Per Mediobanca Securities Unicredit è finita in un limbo dopo la decisione del Ceo Jean Pierre Mustier di lasciare la banca alla fine del suo mandato (aprile 2021) o con la nomina di un nuovo successore. Gli analisti pensano quindi che la priorità dell’Istituto di credito sia quella di trovare un nuovo amministratore delegato al più presto, anche per fare chiarezza sulla strategia del gruppo. Per gli esperti, infatti, alle attuali condizioni non è possibile formulare un ‘caso di investimento’ sulla banca, elemento che non rende consigliabile scommettere sulle azioni Unicredit. Il primo dicembre Mediobanca Securities ha così abbassato la raccomandazione sul titolo a underperform, con prezzo obiettivo fissato a 8 euro.

BANCA SICURA MA NESSUNO AL COMANDO IN FASE DI TEMPESTA

Mediobanca Securities paragona Unicredit a una nave solida che sta affrontando una tempesta senza avere un comandante al timone. Per gli analisti la banca è una barca sicura, ben equipaggiata per affrontare il maltempo grazie alla pulizia di bilancio che ha effettuato l’Istituto di credito, al capitale solido e agli accantonamenti corposi per fronteggiare Covid. Tuttavia, dopo l’addio di Mustier, la nave sembra non avere una chiara rotta da seguire. E se da un lato bisogna riconoscere che Unicredit ha una valutazione a buon mercato in Borsa, dall’altro si deve anche considerare che “il mare delle banche europee è pieno di pesci a buon mercato”. Inoltre, a Unicredit manca un catalizzatore in quanto il ritorno sul capitale che la banca persegue al momento è stato influenzato dalle raccomandazioni della Bce sulla distribuzione dei dividendi e sul riacquisto di azioni proprie a causa della pandemia da Covid.

CDA PUNTA A DEFINIRE QUANTO PRIMA SHORT LIST PER AD

Il primo concetto di Mediobanca Securities sembra ben condiviso da Unicredit che negli ultimi giorni ha avviato formalmente il processo di selezione del nuovo amministratore delegato che prenderà il posto di Mustier. L’obiettivo sarebbe quello di definire quanto prima una short list di tre nomi da portare al Cda per la scelta finale, con l’auspicio di impiegare meno dei quaranta giorni che nel 2016 furono necessari per nominare Mustier. Diversi i nomi in lizza riportati dalla stampa, con il Sole24Ore che nei giorni scorsi ha indicato Marco Morelli (Axa Investments) e Victor Massiah (ex Ceo di Ubi Banca). Tra i “papabili” Diego De Giorgi (ex capo del Global Cib di Merrill Lynch), Fabio Gallia (ex Ceo di Bnl), Sergio Ermotti (ex Ubs), mentre tra gli interni Carlo Vivaldi (Co-Coo), Francesco Giordano (Co-Ceo del Commercial Banking Western Europe), Niccolò Ubertalli (Co-Ceo Commercial Banking Eastern Europe).

UNICREDIT NON DOVREBBE SOTTOVALUTARE L’M&A

Mediobanca Securities in uno dei suoi ultimi report ha affermato che l’M&A domestico sta procedendo a passo spedito in Europa, un processo che finirà presto, aprendo la porta a operazioni di fusione e acquisizione transfrontaliere. Gli analisti di MB nei report recenti e passati si sono spesso interrogati su Unicredit, che con Mustier restava fermo sul “No M&A”.

Studio del 13 ottobre: Nell’M&A transfrontaliero “pensiamo che Unicredit abbia in mano una carta strategica chiave in quanto sarebbe l’unica banca che combinata con un Istituto di credito francese darebbe vita a una realtà di portata globale, raggiungendo il 70% della popolazione in Ue”. In questo report MB all’interno di una serie di simulazioni ipotizzava una combinazione tra Unicredit e Bnp Paribas, indicandola come una delle più efficienti.

23 novembre: “Se (ed è un grande SE) l’M&A consentisse a Unicredit di mantenere le proprie ambizioni intatte sul rendimento del capitale, non vediamo perché questa opzione dovrebbe essere scartata”, si domandavano gli analisti.

30 novembre: “Un deal che neutralizzerebbe i tipici costi dell’M&A sul Cet1 consentirebbe a Unicredit di non abbandonare il focus sul ritorno del capitale”, evidenziavano ancora gli esperti.

1 dicembre: MB afferma che “l’M&A domestico sta procedendo a pieno regime in Europa. Questo processo terminerà presto, aprendo la porta a operazioni di fusione e acquisizione transfrontaliere. Vediamo la sostituzione del capitano di Unicredit come una mossa radicale nel bel mezzo di una tempesta”. Per gli analisti  “il vuoto che si è creato nella leadership, la buona valutazione della banca di piazza Gae Aulenti e i solidi fondamentali dell’Istituto di credito, potrebbero indurre i player più forti” a tentare di prendere il controllo della nave Unicredit. Mediobanca Securities considera l’Istituto di credito come “un’opzione strategica chiave per le banche francesi per entrare in Germania e per aumentare l’accesso alle imprese europee per le attivitá CIB (Corporate & Investment Banking)”.

LA POSIZIONE DI UNICREDIT SULLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

L’amministratore uscente di Unicredit Mustier è sempre stato chiaro sul “No M&A”, un elemento non contenuto nell’ultimo piano strategico della banca Team23. Ci si domanda quindi se con il cambio Ceo l’Istituto di credito assumerà una posizione diversa su questo fronte. In merito all’ipotesi di acquisizione del Monte dei Paschi di Siena Unicredit ha fatto sapere che la banca non accetterà operazioni che vadano a danneggiare gli interessi del gruppo. Unicredit “manterrà la sua attuale posizione sulla crescita e sul rafforzamento della propria base clienti, sulla continua trasformazione del modello di servizio e massimizzazione della produttività, sulla gestione disciplinata del rischio e sulla rigorosa gestione del proprio capitale”. La banca ha poi ribadito il sostegno all’economia e la remunerazione agli azionisti confermando “il ripristino della politica di distribuzione del capitale, soggetto a via libera dei regolatori, a partire dall’anno solare 2021”.

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