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Tim

Cosa succede a Tim

Che cosa emerge dalla trimestrale di Tim e come la Borsa ha reagito ai conti.

Tim archivia il primo trimestre dell’anno (ancora con la rete) in rosso, in linea con le attese, e fornisce i dati sulla “nuova Tim”.

Il consiglio di amministrazione del gruppo ex Telecom Italia, riunitosi ieri sotto la presidenza di Alberta Figari, ha approvato i risultati del primo trimestre e fornito un pro-forma di quello che sarà la nuova ServiceCo.

Il gruppo Tim ha chiuso il periodo gennaio-marzo con ricavi pari a 3,9 miliardi (+1,2%), un Ebitda a 1,5 miliardi (+1,6%), in aumento per il sesto trimestre consecutivo, ed un Ebitda after lease a 1,2 miliardi (+3%), in crescita per il quinto trimestre consecutivo.

Il periodo, indica la nota del gruppo guidato da Pietro Labriola, registra una perdita di 400 milioni di euro, in miglioramento rispetto al rosso di 689 milioni di euro nel primo trimestre 2023, e sconta l’effetto negativo di oneri netti non ricorrenti per 93 milioni di euro. A fine marzo 2024 l’indebitamento finanziario netto rettificato after lease ammonta a 21,4 miliardi di euro, in aumento di 1 miliardo di euro rispetto al 31 dicembre 2023.

Avvio sotto pressione per Tim in Borsa dopo la trimestrale. Alle 11 il titolo cedeva il 7,3% a 0,23 euro. Attesa per il verdetto dell’Antitrust Ue sulla cessione di NetCo al fondo Kkr per un massimo di 22 miliardi di euro, asse portante della strategia di Labriola per ridurre il debito di 14 miliardi di euro dell’operatore tlc.

Ieri pomeriggio, poco prima della chiusura del mercato, la Commissione europea ha approvato senza condizioni l’operazione con Kkr. Sulla scia della notizia il titolo ha chiuso a 0,249 euro (+1,55% dopo un calo nel corso della seduta fino al 9%).

Tutti i dettagli.

CRESCONO I RICAVI

Al 31 marzo 2024 i ricavi ammontano a 3,9 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% anno su anno; quelli da servizi ammontano a 3,7 miliardi (+3,2%), con il significativo contributo del Brasile (+8,1% a 1,1 miliardi di euro) e del mercato domestico, che ha registrato il secondo trimestre consecutivo in crescita (+1,3% a 2,6 miliardi di euro), informa la nota.

E I MARGINI

Il margine operativo lordo (Ebitda) di gruppo è pari a 1,5 miliardi di euro, in aumento dell’1,6 per cento su base annua e in crescita per il sesto trimestre consecutivo. La dinamica al 31 marzo è influenzata dalla flessione del mercato domestico – spiega una nota – e dalla buona performance del Brasile (+11,8%).  L’utile operativo è pari a 207 milioni (era negativo per 162 milioni nel primo trimestre 2023).

FOCUS DEBITO

Passando al debito, l’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease al 31 marzo 2024 ammonta a 21,4 miliardi di euro, in aumento di 1 miliardo di euro rispetto al 31 dicembre 2023. “Sull’indebitamento hanno influito una serie di effetti non ricorrenti, fra cui in particolare quelli conseguenti al decreto di sequestro preventivo del GIP presso il Tribunale di Milano emesso lo scorso 28 febbraio per un importo di 249 milioni di euro, di cui è stata disposta la restituzione alla Società lo scorso 24 aprile, successivamente alla chiusura del primo trimestre” spiega la nota del gruppo.

Al netto dei citati effetti non ricorrenti, per la società guidata da Labriola “l’andamento dell’indebitamento, che risente di maggiori fabbisogni finanziari e operativi, del pagamento dei dividendi da parte di TIM Brasil e di alcune dinamiche stagionali, è in linea con la guidance per il 2024”.

I NUMERI DI SERVCO

In attesa del via libera della commissione europea alla vendita di NetCo, il gruppo guarda già avanti, alla ‘nuova’ Tim senza la rete e fornisce, già dal primo trimestre indicazioni sull’andamento del business di ServCo, simulando gli effetti dell’operazione di separazione di NetCo a partire dal primo gennaio 2022. I ricavi della Servco nel primo trimestre 2024 ammontano a 3,5 miliardi (+2,8%). In forte crescita l’Ebitda, che aumenta dell’11,6% anno su anno a 1 miliardo di euro.

CONFERMATA LA GUIDANCE 2024

Infine, sulla base dei risultati al 31 marzo 2024, la società conferma tutte le guidance fornite al mercato per l’anno in corso. Ovvero attesi ricavi in crescita del 3-4% e del 2-3% per Tim Domestic, Ebitda organico After Lease in crescita dell’8-9% e del 9-10% per TIM Domestic e riduzione dell’indebitamento, con un rapporto Debito/Ebitda After Lease in calo a 1,6-1,7 volte rispetto a 3,8 volte dei pro-forma al 20233.

CON VENDITA NETCO PIÙ COMPETITIVI SUL MERCATO

Come annunciato in occasione del Capital Market Day dello scorso 7 marzo, Tim conferma il proseguimento  “nel percorso di trasformazione avviato nel precedente biennio e, tramite la prossima vendita di NetCo”, sta adottando un nuovo modello aziendale che “permetterà al gruppo di competere in maniera più efficace sul mercato, grazie a un maggior focus sulle componenti industriali e alla riduzione dell’indebitamento finanziario” sottolinea il gruppo guidato dall’ad Labriola.

LA ROTTA TRACCIATA DALLA PRESIDENTE FIGARI

Fiduciosa sulla finalizzazione dell’accordo per la vendita di NetCo anche la neo presidente di Tim.

“Speriamo che l’operazione della cessione della rete a Kkr venga portata a compimento entro giugno. I messaggi che arrivano dall’Antitrust europeo sono positivi, quindi speriamo entro fine giugno di poter procedere al closing dell’operazione” ha dichiarato il presidente Tim, Alberta Figari, a Montecitorio, a margine della presentazione della Relazione annuale 2024 dell’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete Tim, nella sua prima uscita pubblica.

Riguardo al “complicato” rapporto con il principale azionista di Tim — il gruppo francese Vivendi che ha osteggiato la cessione della rete — “Il mio compito è restaurare un buon dialogo, migliorare il dialogo con gli stakeholder e i principali azionisti. Il rapporto con il principale azionista francese non ha aiutato” e “il mio scopo e quello dell’intero cda e dell’amministratore delegato è quello di ricostruire un nuovo dialogo coni principali azionisti” ha aggiunto Figari, presidente di Tim.

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