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Non solo General Electric, tutti gli affari tra Usa e India anti Cina

Droni, aerei da caccia, microchip, fotovoltaico e non solo: l'incontro tra Biden e Modi ha portato alla firma di numerosi accordi di cooperazione e investimento tra Stati Uniti e India. Tutti i dettagli.

 

L’incontro a Washington tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro dell’India Narendra Modi è servito anche ad annunciare una serie di accordi di cooperazione sui semiconduttori, le materie prime, lo spazio, la tecnologia e la difesa. Alcuni di questi patti mirano alla diversificazione delle filiere critiche e alla riduzione della dipendenza dalla Cina per gli approvvigionamenti; altri puntano a posizionare bene i due paesi nelle tecnologie emergenti ma che potrebbero diventare fondamentali in futuro; altri ancora servono a risolvere sei dispute bilaterali davanti all’Organizzazione mondiale del commercio (Nuova Delhi, infatti, ha rimosso alcuni dazi sulle merci americane).

Gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale dell’India, mentre non è vero il contrario: Washington commercia principalmente con il Canada, la Cina, il Messico, l’Unione europea e il Giappone.

Ecco i principali accordi firmati il 22 giugno da Biden e Modi.

GENERAL ELECTRIC E GLI AEREI DA CACCIA

In conglomerato statunitense General Electric ha raggiunto un accordo con Hindustan Aeronautics, azienda aerospaziale indiana controllata dallo stato, per la costruzione di motori per gli aerei da caccia dell’aeronautica indiana. Più nello specifico, si tratta di motori F414 (General Electric potrebbe produrli in India assieme a Hindustan Aeronautics) che verranno utilizzati sui caccia indiani Tejas. La collaborazione tra le due aziende è iniziata nel 1986 con i motori F404.

GENERAL ATOMICS E I DRONI

L’India acquisterà trentuno droni modello MQ-9Bs di General Atomics, importante società appaltatrice della difesa americana, per un valore di oltre 3 miliardi di dollari. Gli aeromobili in questione verranno realizzati in India, dove General Atomics aprirà un nuovo stabilimento.

MICRON, APPLIED MATERIALS E I MICROCHIP

Micron Technology, azienda americana che produce chip di memoria (ostacolata dalla Cina), ha annunciato che investirà 825 milioni di dollari per una fabbrica di assemblaggio e collaudo di microchip in India, nello stato Guajarat: sarà il suo primo impianto nel paese. Considerati anche i contributi pubblici, il valore totale del progetto arriva a 2,75 miliardi.

Applied Materials, che realizza invece macchinari per la manifattura di semiconduttori (e che accusa la Cina di averle sottratto segreti industriali), spenderà 400 milioni di dollari in quattro anni per un nuovo centro di ingegneria in India.

IL COMPUTING QUANTISTICO

Gli Stati Uniti e l’India hanno istituito un Meccanismo congiunto di coordinamento quantistico per favorire la collaborazione scientifica, sia nel settore pubblico che in quello privato, sul computing quantistico: si tratta – semplificando – di una tecnologia ancora sperimentale che permette di aumentare enormemente le capacità di calcolo di un computer (si parla di computer quantistico, appunto), permettendogli di risolvere problemi ben al di là delle capacità dei calcolatori attuali.

EPSILON CARBON E I METALLI CRITICI

L’India ha aderito alla Partnership per la sicurezza dei minerali (Minerals Security Partnership), un’iniziativa statunitense volta alla creazione di filiere sicure per le materie prime della transizione energetica: il litio e il nichel per le batterie, ad esempio, oppure l’argento per i pannelli solari e le terre rare per le turbine eoliche. Oggi le filiere di praticamente tutti questi metalli cruciali sono dominate dalla Cina.

Un’azienda indiana, Epsilon Carbon, ha annunciato un investimento da 650 milioni di dollari per una fabbrica di componenti delle batterie per i veicoli elettrici.

VIKRAM SOLAR E L’ENERGIA SOLARE

VSK Energy – una nuova joint venture tra Vikram Solar, azienda indiana di componentistica per l’energia solare, e le società di private equity americane Phalanx Impact Partners e Das & Co. – investirà 1,5 miliardi nell’espansione di capacità manifatturiera di dispositivi fotovoltaici negli Stati Uniti. La Cina è attualmente la maggiore produttrice di celle e pannelli solari, oltre che dei materiali di base come il polisilicio e i wafer.

VSK Energy comincerà la sua espansione negli Stati Uniti nel 2024 con una fabbrica in Colorado da 250 milioni di dollari, alla quale seguirà nel 2025 – ma non è stato detto dove, se non che sarà nel sud del paese – un impianto dedicato alla manifattura di celle, wafer e lingotti da 1,2 miliardi. Vikram Solar ha detto che gli investimenti sono stati favoriti dall’Inflation Reduction Act, la grande legge di stimolo alla manifattura americana di tecnologie per la transizione energetica.

L’INDIA ADERISCE ALLE REGOLE AMERICANE PER LO SPAZIO

L’India ha aderito agli “accordi di Artemis” (un documento che, nelle intenzioni degli Stati Uniti, vuole essere il nuovo riferimento internazionale per la condotta nello spazio, nell’ottica di uno sfruttamento delle risorse lunari) e lavorerà assieme alla NASA a una missione congiunta verso la Stazione spaziale internazionale nel 2024.

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