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Quanto si infiammeranno i prezzi dei prodotti alimentari (e non solo)?

Prezzi Prodotti Alimentari

Secondo l’analisi di Entrega, la più grande organizzazione acquisti di gruppo alimentare al mondo, ecco per quali prodotti food e non solo vedremo schizzare i prezzi alle stelle nel prossimo trimestre

 

Previsti nel prossimo trimestre aumenti dei prezzi in tutta Europa per molti prodotti alimentari, tra cui spiccano latte, pollame, salmone, ma anche per materie come plastica e alluminio. Ad affermarlo è un’analisi dell’Osservatorio Entegra, la più grande organizzazione acquisti di gruppo alimentare al mondo con oltre 20 miliardi di euro di potere d’acquisto. Entrega, inoltre, fa parte del gruppo francese Sodexo che opera nei servizi di ristorazione on-site per le aziende, le scuole e la sanità.

LE CAUSE

Il mondo del food e non solo nei prossimi mesi dovrà fare i conti con le conseguenze di un periodo difficile, iniziato con la pandemia e proseguito con la guerra ancora in corso in Ucraina provocata dalla Russia.

Difficoltà nel reperimento di materie prime e relativo aumento dei prezzi, nonché rincari di elettricità e gas, che pesano su bollette e trasporti.

RINCARI GENERALIZZATI

Rispetto ai listini di aprile e maggio, l’analisi – secondo quanto riportato da Ansa – riferisce che, considerato l’aumento del prezzo medio europeo e sulla base della condizione attuale dei prezzi, sono previsti aumenti compresi tra il 3% e il 15%, a seconda delle diverse categorie merceologiche.

QUALI SONO GLI ALIMENTI CHE COSTERANNO DI PIÙ

Nel prossimo trimestre, secondo Entrega, in Europa si prevede un rincaro di almeno il 5% delle carni di pollo e più del 25% per il salmone, nonostante un aumento dell’87% già registrato anno su anno.

Il latte, stando alle previsioni, supererà il +5%.

Tra gli ortaggi spicca l’aumento del prezzo delle patate, dove si distingue tra quelle da industria e quelle da tavola. Vista la diminuzione della disponibilità del prodotto, nel primo caso è previsto un aumento oltre il 15% in Europa (il mercato di riferimento è l’Olanda), mentre per le patate da tavola la crescita sarà maggiore del 5% (il mercato di riferimento è la Francia).

Non sembra preoccupare, invece, il prezzo delle arance, che non essendo prodotte in Italia in questo periodo vengono importate da Egitto e Sudafrica. Nei prossimi sei mesi, per le arance egiziane ci si aspetta che l’aumento supererà il 3%, mentre per quelle sudafricane il prezzo dovrebbe diminuire fino al 20%.

FOCUS CARNE

Per la carne, si legge su HoReCa News, il cui prezzo è influenzato anche da fattori come mangimi e trasporti, l’attuale situazione geopolitica ha stravolto le previsioni fatte per l’anno 2022.

Per la carne di bovino, se la crescita dei prezzi attesa per il primo trimestre 2022 in Europa rientrava tra lo 0 e il 3%, ora gli aumenti registrati per lo stesso periodo dai maggiori produttori europei – Irlanda, Germania, Francia – superano il 10%.

“Molto volatile” viene definito il prezzo della carne di suino, anche se con percentuali inferiori rispetto al bovino. La tendenza a inizio anno era a ribasso (-23,32% a febbraio), ma i prezzi sono iniziati a salire a fine mese, superando i valori di dicembre dello scorso anno (+1,33).

FOCUS LATTE E FORMAGGI

Se per il latte è previsto un aumento del 5% bisogna anche ricordare, come osserva Agi, i bassi costi con cui viene pagata questa materia, “per cui da una parte c’è il primo filone della filiera – quello degli agricoltori e degli allevatori – che è colpito da prezzi sempre più bassi riconosciuti alla produzione del latte e, dall’altro lato, i forti costi e le forti tensioni inflazionistiche che aumenteranno sul consumatore finale il costo del prodotto trasformato, cioè dei formaggi”.

Per questi ultimi ci si aspettano aumenti pari al 10-15%.

AUMENTI ANCHE PER PLASTICA E ALLUMINIO

Ma secondo l’analisi i rincari in Europa nei prossimi tre mesi toccheranno anche materie non alimentari, come plastica e alluminio.

La plastica, già aumentata del 20,09% su base annua, verrà ancora penalizzata a causa dalla sua produzione estremamente energivora, il che fa prevedere un incremento superiore al 5%.

Per quanto riguarda l’alluminio, invece, dovrebbe raggiungere un aumento del 15%, che segue l’incremento del 15% già su base annua.

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