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Perché i birrai tedeschi sono attapirati

Birra Vetro

Da Ottawa a Berlino si riscontra una carenza di bottiglie di vetro e, intanto, il Regno Unito propone una soluzione sostenibile ma difficile da accettare per i più tradizionalisti

 

Con le temperature che salgono si preannuncia un’estate ardente, ma il rischio di rimanere a bocca asciutta preoccupa i birrai tedeschi perché, nonostante l’abolizione di quasi tutte le restrizioni in Germania faccia prevedere che il consumo di alcol all’aperto sia destinato a tornare ai livelli pre-pandemia, anche la birra paga lo scotto dell’aumento dei costi di produzione e della carenza di trasportatori.

L’ALLARME DEI BIRRIFICI

Come riporta il quotidiano Bild, quest’estate nei birrifici tedeschi, soprattutto di piccole e medie dimensioni, potrebbe verificarsi una carenza di birra in bottiglia a causa dei maggiori costi di produzione e della mancanza di personale che si occupa di distribuzione.

“Questo minaccia la diversità del mercato tedesco della birra”, ha denunciato Stefan Fritsche, vicepresidente dell’Associazione dei birrifici di Berlino-Brandeburgo.

E l’amministratore delegato della Federazione tedesca dei produttori di birra ha dichiarato che la situazione è “estremamente tesa”.

QUANTO SONO AUMENTATI I COSTI

Secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco, i produttori di birra, rispetto a un anno fa, devono pagare l’80% in più per le nuove bottiglie di vetro.

Gli addetti ai lavori avevano già anticipato che il costo della birra tedesca sarebbe potuto aumentare fino al 30%, anche a causa dell’impennata nei prezzi dell’energia, che a sua volta fa lievitare il prezzo di produzione delle bottiglie di vetro.

Una portavoce di Bitburger ha riferito al Bild di “enormi aumenti di prezzo” e di “capacità limitate” sul mercato. La domanda di bottiglie di vetro “attualmente supera spesso l’offerta disponibile”.

DIFFICOLTÀ NELLE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO

Proseguono, inoltre, i problemi nelle catene di approvvigionamento perché, come ha spiegato la Federazione tedesca dei produttori di birra, mancano gli autisti di camion.

SUGGERIMENTI

Holger Eichele, direttore generale della Federazione, ha detto che la cosa migliore che i tedeschi possono fare è restituire le bottiglie di vetro ai rivenditori il più rapidamente possibile, senza “accumulare i vuoti in cantina”.

In Germania, infatti, sono molto più diffuse le bottiglie di vetro rispetto alle lattine e vengono vendute con una piccola cauzione che i consumatori recuperano quando riportano le bottiglie per riutilizzarle.

ANCHE I CANADESI RISCHIANO DI RIMANERE A BOCCA ASCIUTTA

Anche in Canada distillerie, ristoranti e pub denunciano una carenza di bottiglie di vetro a causa delle interruzioni nella catena di approvvigionamento globale.

Il proprietario di una piccola distilleria ha raccontato a Cbc News che sta vendendo i liquori in bottiglie di sciroppo d’acero e che potrebbe non vedere più nuove bottiglie di vetro fino al 2023. Prima della pandemia ha detto che un ordine di bottiglie di vetro arrivava entro una settimana, ora, invece, deve effettuarlo con almeno sei mesi di anticipo e pagare un conto molto più salato.

SOLUZIONI GREEN

Potrebbe far rabbrividire gli amanti del vino ma visti i tempi che corrono c’è chi punta tutto sulla sostenibilità. È ciò che ha fatto l’azienda When in Rome che propone vino in bottiglie di carta che hanno all’interno una busta di plastica riciclabile.

La bottiglia, si legge sul Guardian, è realizzata dall’azienda di imballaggi sostenibili Frugalpac ed è composta per il 94% da carta riciclata. Ha un’impronta di carbonio pari a circa un sesto di una bottiglia di vetro monouso.

Al momento costa più o meno come una bottiglia di vetro ma una serie di sfortunati eventi come l’aumento dei prezzi del vetro e dei costi dell’energia stanno giocando a suo favore.

Frugalpac, infatti, gongola e ha riferito al quotidiano britannico che quest’anno le sue vendite sono quintuplicate e che l’azienda è stata sommersa di richieste anche per imbottigliare olio e liquori.

E allora prosit!

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