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Mps, come e perché Bluebell di Bivona picchia sui vertici del Monte

Giuseppe Bivona, fondatore di Bluebell Partners, ha inviato una denuncia al collegio sindacale di Mps e per conoscenza al cda della banca. Ecco perché. Il documento integrale

Bluebell all’attacco su Mps. Ecco tutti i dettagli.

Dopo un esposto alla Consob e alla Procura, il fondo Bluebell ha inviato una denuncia al collegio sindacale di Mps e per conoscenza al consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena.

Tre le accuse firmate da Giuseppe Bivona, fondatore di Bluebell Partners, ai vertici di Mps, come emerge dalla denuncia:

  1. non aver trasmesso al mercato il Piano Strategico 2021-2025 approvato dal Consiglio d’Amministrazione del 17 dicembre 2020. Il piano modifica e sostituisce le informazioni contenute  nel precedente Piano Industriale 2017-2021 comunicato al mercato il 5 luglio 2017, negli esercizi  in cui risulta ad esso sovrapposto senza che siano stati indicati (nemmeno per gli anni successivi) i nuovi targets approvati dalla Banca;
  2. )  aver violato la parità informativa (art 92 TUF) nei confronti dei soci per aver trasmesso il Piano  Strategico 2021-2025 unicamente al socio di controllo (Ministero dell’Economia e delle Finanze,  “MEF”) il quale non esercita funzione di direzione e coordinamento e tanto meno funzione di  holding;
  3. ) di aver messo a disposizione unicamente del socio di controllo (MEF) e dei relativi consulenti legali  e finanziari l’accesso ad una data room (circostanza non smentita dalla Banca per come risulta dall’articolo di Nicola Borzi pubblicato sul Fatto Quotidiano del 20 dicembre 2020) contenente informazioni riservate della Banca. 

Non solo: il 18 dicembre Giuseppe Bivona, fondatore di Bluebell Partners, ha inviato un esposto alla Consob e per conoscenza alla Procura Generale di Roma, di Siena, alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e alla Commissione finanze di Camera e Senato.

Nella lettera, Bivona chiede all’Authority sui mercati di obbligare Mps, “che non ha fornito elementi fondamentali come gli indirizzi strategici, di trasmettere senza indugio al mercato la presentazione del Piano Strategico 2021-2025 approvato il 17 dicembre 2020 esercitando i poteri in base all’articolo 114 comma 5 del Tuf ordinando, fermo restando il che il piano in questione è soggetto all’approvazione della DgComp e in quanto tale passibile di modifiche, così come del resto già avvenuto in passato”.

Il banchiere poi rileva – come ha sottolineato Mf/Milano Finanza, che “Mps avrebbe attivato una virtual data room ad esclusivo uso del Mef e dei suoi advisor legali e finanziari in quella che rappresenterebbe una pacifica violazione del principio della parità informativa di tutti gli azionisti (art 92 Tuf) a beneficio del socio di controllo che non svolge né funzione di direzione e coordinamento, né funzione di holding”. Anche su questo il banchiere ha presentato esposto in Consob e alla Procura della Repubblica.

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DI SEGUITO IL TESTO DELLA DENUNCIA DI BLUEBELL DATATA 21 DICEMBRE:

Egregi Signori: 

OGGETTO: Denuncia ai sensi dell’art 2408 c.c. 

Il socio Bluebell Partners Ltd, è titolare di una partecipazione nel capitale sociale di Banca Monte  dei Paschi di Siena (“MPS” o la “Banca”). Si porta all’attenzione del Collegio Sindacale di MPS quanto  rappresentato negli allegati atti di denuncia/querela inoltrati all’autorità giudiziaria (Allegati A e B) da  intendersi parte integrante di codesta comunicazione. In estrema sintesi, si eccepisce alla Banca: 

– di non aver trasmesso al mercato il Piano Strategico 2021-2025 approvato dal Consiglio d’Amministrazione del 17 dicembre 2020. Il piano modifica e sostituisce le informazioni contenute  nel precedente Piano Industriale 2017-2021 comunicato al mercato il 5 luglio 2017, negli esercizi  in cui risulta ad esso sovrapposto senza che siano stati indicati (nemmeno per gli anni successivi) i nuovi targets approvati dalla Banca; 

– di aver violato la parità informativa (art 92 TUF) nei confronti dei soci per aver trasmesso il Piano  Strategico 2021-2025 unicamente al socio di controllo (Ministero dell’Economia e delle Finanze,  “MEF”) il quale non esercita funzione di direzione e coordinamento e tanto meno funzione di  holding

– di aver messo a disposizione unicamente del socio di controllo (MEF) e dei relativi consulenti legali  e finanziari l’accesso ad una data room (circostanza non smentita dalla Banca per come risulta dall’articolo di Nicola Borzi pubblicato sul Fatto Quotidiano del 20 dicembre 2020) contenente informazioni riservate della Banca. 

Alla luce dei fatti esposti, si chiede al Collegio Sindacale di accertare: 

  1. se MPS abbia effettivamente messo a disposizione del socio di controllo (MEF) e dei suoi  consulenti legali e finanziari informazioni riservate predisposte all’interno di una data room; 2. se il Consiglio d’Amministrazione (o altro organo esecutivo) della Banca sia stato messo al corrente  o abbia autorizzato l’accesso del MEF alla data room
  2. quali informazioni siano state messe a disposizione del MEF (anche per il tramite di consulenti  legali e finanziari) e quale uso ne sia stato fatto; 
  3. se l’autorità di controllo (CONSOB, Banca d’Italia, BCE) sia stata preventivamente informata o  abbia autorizzato il rilascio di informazioni riservate in via preferenziale al solo socio di controllo 
  4. se l’autorità di controllo (CONSOB, Banca d’Italia, BCE) sia stata preventivamente informata o  abbia autorizzato il rilascio di informazioni riservate in via preferenziale al solo socio di controllo (MEF);
  5. se il socio MEF (ed i relativi consulenti legali e finanziari) siano stati iscritti nel registro delle persone  che hanno accesso alle informazioni privilegiate; 
  6. se la Banca si sia avvalsa di pareri legali esterni onde accertare la legittimità di predisporre una data  room a beneficio del solo socio di controllo; 
  7. se siano stati sottoscritti accordi di confidenzialità da parte di MPS con il socio MEF (anche per il  tramite di consulenti legali e finanziari) e chi abbia sottoscritto i suddetti accordi per conto della  Banca e delle parti interessate; 
  8. se siano stati predisposti presidi volti ad assicurare che le parti che hanno avuto accesso alla data  room non siano state messe in condizione di poter stampare o scaricare la documentazione a cui  avrebbero avuto accesso; 
  9. se siano state esercitate pressioni sugli organi esecutivi della Banca al fine di inibire la trasmissione  del Piano Strategico 2021-2025 al mercato; 
  10. se la mancata comunicazione del Piano Strategico 2021-2025 costituisca violazione degli obblighi informativi; 
  11. se la Banca sia a tutti gli effetti eterodiretta dal socio di controllo MEF e se il Consiglio d’Amministrazione sia stato de facto svuotato del potere gestorio
  12. se la Banca sia de facto oggetto di esercizio abusivo della funzione di direzione e coordinamento

Si ricorda che il socio di controllo (MEF) ha assunto l’obbligo nei confronti della Commissione  Europea di uscire dal capitale della Banca con l’approvazione del bilancio 2021, un vincolo che pone il socio  MEF in una posizione di conflitto d’interesse con la società posto che il MEF – che non esercita direzione  coordinamento e nemmeno funzione di holding – potrebbe avere l’interesse pressante a massimizzare il  valore della propria partecipazione entro il richiamato orizzonte temporale potendo per questo avere  interesse di condizionare le scelte strategiche della Banca (integrazione con UniCredit vs. piano stand-alone che per questo potrebbe essere stato taciuto al mercato a meno di sommarie ed insufficienti informazioni)  nel proprio esclusivo tornaconto. 

I fatti sopra riportati (soprattutto se considerati nel loro insieme) rendono più che evidente la  grave e allarmante anomalia del governo societario di MPS. Un’anomalia difficile da riscontrare perfino in  società non quotate a restretta base azionaria e che è certamente intollerabile in una società quotata in cui  il capitale per oltre un terzo è posseduto da investitori diversi dal socio di controllo. Situazione ancora più grave ed allarmante tenuto conto delle gravi perdite gestionali di MPS, della necessità (per la seconda volta  in tre anni) di abbattere il capitale per perdite superiori ad un terzo del capitale e del ricorso per la quarta  volta in pochi anni ad una nuova ricapitalizzazione di Stato.

Chiediamo quindi al Collegio Sindacale di procedere con la massima urgenza a tutti gli  approfondimenti necessari od opportuni in relazione alle vicende descritte ed assumere, ove del caso, i  provvedimenti conseguenti.  

In mancanza di un intervento “spontaneo” del Collegio Sindacale e riservandoci ogni ulteriore  iniziativa, non possiamo quindi che formulare la presente denuncia ex art. 2408 codice civile, invitando  codesto Collegio ad adempiere ai propri doveri con la diligenza, la professionalità e la sollecitudine che le  circostanze impongono e a relazionare prontamente l’assemblea circa il proprio operato, se del caso anche  a seguito di apposita convocazione. 

Distinti saluti, 

Giuseppe Bivona 

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