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Cometa

Microsoft, ecco chi contesta Nadella e perché

Dall'acquisizione di Activision Blizzard nel campo dei videogame ai dubbi sull'intelligenza artificiale, fino ai temi etici: tutte le bacchettate dei pensionati del Fondo Cometa a Microsoft

Il Fondo Cometa ha annunciato che interverrà nell’assemblea degli azionisti di Microsoft di giovedì 7 dicembre opponendosi col voto “a numerose proposte della società”.

COS’È IL FONDO COMETA

Il Fondo Cometa, presieduto dall’economista Riccardo Realfonzo (nella foto), è il principale fondo pensione italiano, vanta circa 450mila aderenti e 13 miliardi di risparmio previdenziale gestito. Parliamo del Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori dell’industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini e per i lavoratori dipendenti del settore orafo e argentiero.

I PUNTI CHE NON VANNO GIU’ AL FONDO COMETA

L’intenzione del Fondo Cometa è arrivare in assemblea per chiedere “con convinzione che l’azienda intervenga sulle proprie criticità in tema di retribuzioni, diritti umani, governance e sui potenziali rischi di disinformazione legati all’intelligenza artificiale di ChatGPT”-

COMPENSI E TRASPARENZA FISCALE

Cometa si opporrà anzitutto ai compensi corrisposti al presidente e Ceo Satya Nadella per l’esercizio 2022/2023, pari a 48,5 milioni di dollari, “circa 250 volte il salario mediano dei dipendenti del Gruppo. Serie preoccupazioni vengono espresse anche sull’ammontare complessivo dei compensi variabili, pari al 1826% del salario base”-

Cometa “spingerà per una maggiore trasparenza fiscale (Microsoft infatti non fornisce alcuna informazione su ricavi e profitti realizzati in mercati non-US) e per meccanismi di governance più virtuosi e adeguati”.

VIGILANZA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il Fondo esprimerà invece voto favorevole sulla proposta volta a richiedere la pubblicazione di una valutazione annuale dei rischi operativi, finanziari e sociali “derivanti dai fenomeni di misinformazione e disinformazione generati dall’intelligenza artificiale”. Si tratta di un tema introdotto dall’azionista Arjuna Capital, advisor specializzato in investimenti sostenibili nonché b-corp particolarmente attenta ai temi sociali (non nuovo a mettersi di traverso rispetto alle Big Tech).

La richiesta è che “il report indichi anche le azioni che la società intende intraprendere per mitigare i rischi e rimediare a questi fenomeni. Microsoft è infatti tra gli sviluppatori di ChatGPT, in cui secondo fonti di stampa avrebbe investito circa 13 miliardi di dollari, e nonostante a luglio 2023 si sia impegnata con il Governo USA a pubblicare un report di trasparenza sulle pratiche di gestione dell’AI, a marzo ha eliminato proprio il team dedicato a garantire il rispetto dei principi etici nello sviluppo di questa tecnologia”.

L’ACQUISIZIONE DI ACTIVISION

Anche il settore del gaming vede il Fondo Cometa eccepire diverse criticità nell’ambito dell’operazione che ha portato Microsoft ad acquisire una delle più grandi e importanti software house statunitensi.

In particolare il fondo italiano avanza “preoccupazioni sulla condotta di Activision Blizzard, società produttrice e distributrice di videogiochi acquisita a ottobre 2023 per un controvalore di 68,7 miliardi di dollari. L’azienda è infatti coinvolta in numerosi casi di discriminazione di genere e molestie sessuali che hanno anche portato al licenziamento di 37 dipendenti in seguito ad una causa intentata dallo Stato della California nel 2021. Activision Blizzard è stata inoltre accusata di ostacolare la sindacalizzazione dei dipendenti. Se l’acquisizione da parte di Microsoft potrà consentire l’applicazione di regole a contrasto delle discriminazioni di genere e una maggiore apertura alla libertà sindacale – dicono dal Fondo Cometa – permangono forti preoccupazioni sulla complessità del suo processo di riforma culturale, così come sul rischio di coinvolgimento di Microsoft nelle cause intentate alla società acquisita”.

I DIRITTI UMANI

Cometa voterà a favore anche di un’analisi indipendente delle criticità derivanti dall’insediamento di datacenter in Paesi “a elevato rischio di violazione dei diritti umani. La preoccupazione in questo caso è che le piattaforme informatiche possano diventare strumento di monitoraggio governativo per individuare i dissidenti politici nei Paesi non democratici dove sono collocati i datacenter.”

CAMBIAMENTO CLIMATICO

Cometa sosterrà col proprio voto anche la proposta dell’organizzazione As You Sow di “predisporre una relazione che riporti le modalità con cui il fondo pensione societario – 401(k) Plan – considera i rischi climatici di lungo periodo nella definizione degli investimenti. L’obiettivo è quello di incrementare il livello di informazioni fornite dal fondo aziendale ai propri aderenti.”

FORNITURE MILITARI

Pieno sostegno del Fondo anche alla “richiesta che il CdA commissioni un’analisi terza e indipendente sui rischi reputazionali e finanziari derivanti dal coinvolgimento di Microsoft nell’industria militare”.

Le preoccupazioni del Fondo Cometa riguardano nello specifico il contratto siglato da Microsoft con il Ministero della Difesa USA nel 2021 per la fornitura di sistemi di simulazione di combattimento basati sulla realtà virtuale aumentata: “questi applicativi rischierebbero di alienare l’utilizzatore dalla realtà di un combattimento, catapultandolo in una sorta di videogioco, come riportato dall’azienda stessa negli avvertimenti. Le preoccupazioni appaiono confermate dalla decisione del Senato USA a gennaio 2023 di tagliare la fornitura di questi sistemi anche a causa di disturbi fisici e mentali patiti dai militari che li hanno utilizzati”.

LE ALTRE BATTAGLIE DEL FONDO COMETA

Il Fondo Cometa è pronto a dare battaglia alla multinazionale statunitense e si identifica insomma piuttosto bene con l’immagine del pensionato mugugnone sempre pronto a bacchettare il prossimo, specie in ambito tecnologico. È scolpita negli annali, per esempio, la battaglia portata avanti in seno ad Apple per la sostituzione di Tim Cook. Sono numerose le battaglie portate avanti in seno agli azionariati di grandi gruppi da Ferrari, a Cnh e Ubs, passando per Stellantis, Rio Tinto e Campari, giusto per accennare i casi più recenti.

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