Economia

Leonardo, Tim, Atlantia, Cdp, Eni, Enel, Snam e Saipem. Ecco la nota di Renzi al Pd

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Italia Viva Governo Renzi

Ecco critiche, richieste e attese di Italia Viva, il partito di Renzi, sui principali dossier economico-finanziari come Leonardo, Tim, Atlantia, Cdp, Eni, Enel, Snam e Saipem. Il documento integrale ricevuto dal Pd

Leonardo, Tim, Atlantia, Cdp, Eni, Enel, Snam, Saipem e non solo.

Sono alcune delle maggiori aziende citate nel documento che Italia Viva, il partito dell’ex premier Matteo Renzi, ha fatto pervenire al Pd e altri altri partiti che compongono la maggioranza che sostiene il governo Conte.

Nel documento, lungo due pagine e intitolato “Nota per Onorevole Bettini – 6 gennaio 2021“, c’è spazio anche per le critiche alla strategia della ministra Catalfo in materia di lavoro, una stoccata al cashback voluto dal premier (“Ha davvero senso?” si chiede Renzi), l’accusa ad Azzolina per aver preso sulla scuola “provvedimenti assurdi stile banchi a rotelle”.

Sul Recovery plan Iv chiede esplicitamente agli altri partiti di maggioranza di “ringraziare Italia Viva per aver aperto questo dibattito” , mentre in materia di nomine politiche si sottolinea la necessità di sbloccare il tavolo (i renziani asseriscono che Italia Viva si è tirata fuori dalle ultime nomine, tipo Consap, anche se il Fatto Quotidiano non è dello stesso avviso).

L’ultimo punto sembra alludere alle eventuali alleanze politiche: vengono ricordate le prossime elezioni amministrative a cominciare da “Roma, Milano, Napoli, Torino, Trieste, Bologna”. In coda Renzi pone delle domande dirette a Bettini: “Con chi si scrive un accordo serio? Chi garantisce che gli impegni si mantengano?”.

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ECCO IL DOCUMENTO INTEGRALE DI ITALIA VIVA DI RENZI:

Questa nota non riguarda le richieste di Italia Viva – formulate al Premier nella lettera di Renzi del 16 dicembre scorso e nella nota a Gualtieri dei parlamentari – ma sintetizza l’elenco delle principali questioni politiche aperte. Si tratta di una nota che richiama i punti aperti già introdotti anche nel tavolo politico che il Premier si era impegnato a chiudere entro la fine di novembre 2020. Impegno inspiegabilmente non mantenuto.

1. Lavoro.

Reddito di cittadinanza, navigator, futuro di Anpal, gestione di Inps, decontribuzione e modifiche JobsAct: qual è la strategia? Quella dell’intervista di Catalfo al Corriere? Quale strategia quando saranno sbloccati i licenziamenti? La mancanza di visione su Giovani e Occupazione (appena 2.1 miliardi sul Recovery) e la necessità di un piano strategico su formazione e inclusione. L’ammortizzatore sociale unico;

2. Rapporto investimenti / Bonus (compreso il superbonus 110%).

Il ruolo delle infrastrutture. Una scommessa keynesiana sullo sblocco dei cantieri. Il piano finale su chi fa cosa e quando. I temi di cui discutere dall’Alta Velocità al Ponte sullo stretto fino alle piccole opere già cantierabili su cui sbloccare i comuni che sono pronti a spendere ma sono frenati dalla burocrazia. Porti e Aeroporti. Alitalia. Il ruolo dei sindaci.

3. Autostrade, revoca, rapporto con Atlantia e con i fondi internazionali.

Una decisione definitiva capace di reggere alla prova del diritto, non di Facebook: basta populismo.

4. Il ruolo strategico della CDP.

La vision prima che le nomine. Quanto deve entrare nelle aziende? Con quale scopo? Come gestire le grandi partite dalla rete unica a Telecom, dai pagamenti digitali al settore moda / turismo? Quale solidità finanziaria ha oggi CDP?

5. Il tema del risparmio italiano.

Non solo PIR e Casse. Come valorizzare questo asset per investimenti in Italia. Evitare in tutti i modi l’aumento delle tasse o peggio ancora la patrimoniale, trovando strumenti per rendere conveniente investire questo risparmio in Italia e non all’estero. I problemi delle banche in Europa e in Italia e la strategia sul credito

6. La politica industriale.

Opportunità e problemi dell’automotive dopo la nascita di Stellantis. E segnatamente la filiera dell’acciaio: quale orizzonte, da Brescia a Taranto? Le grandi aziende. Il rilancio delle PMI. Come scommettere sulle piccole realtà. Quale futuro per il 4.0 voluto dai nostri governi e rilanciato in modo non organico adesso.

7. Il made in Italy e l’export, a cominciare dall’agroalimentare.

8. La filiera della difesa, dai rapporti con la Nato fino agli investimenti di Leonardo in Italia e all’estero, la cybersecurity, la ricerca, i progetti Cingolani

9. L’intelligence, i rapporti con gli americani dopo Barr e con la nuova amministrazione, le agenzie. L’autorità delegata.

10. La politica di sicurezza e immigrazione/inclusione.

Dopo il superamento dei decreti Salvini quale strategia, dalle nostre periferie fino al Mediterraneo?

11. Politica estera.

La relazione con la Cina, il ruolo crescente della Turchia, la nostra presenza assenza in Libia, il futuro dell’Africa, le sfide della Brexit, la diplomazia culturale. Sullo sfondo la nostra amicizia indissolubile con gli Stati Uniti e il ruolo della nuova Casa Bianca. Il nuovo protagonismo italiano in Europa.

12. Lotta evasione fiscale: ha davvero senso spendere così tanto per il cashback come in Portogallo quando il modello italiano funziona meglio con fatturazione elettronica e digitale? Come andare verso una cashless society in modo serio e senza spot.

13. La riforma fiscale e la fiscalità di vantaggio.

14. La famiglia.

Il family act pensato alla Leopolda, approvato in Cdm e attuato nella parte dell’assegno universale. Come portare avanti l’intera riforma.

15. Il tema dei diritti e dei doveri.

Manca tutta la parte disabilità e sociale su cui Noja / Faraone e molti di IV hanno incalzato in questi mesi trovando un sostanziale muro di gomma.

16. L’economia sociale. Il terzo settore. I motori innovativi di sviluppo. L’economia civile. Come investire su questo settore.

17. La sanità.

Una visione strategica della sanità 2030, il Mes, l’investimento nella farmaceutica. L’imbuto formativo e le scuole di specializzazione. Il ruolo della medicina
territoriale, la sfida della medicina personalizzata. L’innovazione applicata alla salute, dai Big Data alla diagnostica

18. Il decreto semplificazione, il ruolo dei commissari, le critiche di Zingaretti sul punto, le unità di missione su scuola e dissesto idrogeologico da riattivare subito perché hanno
prodotto risultati concret.

19. Il problema della gestione di scuola università e ricerca in questa fase: il bisogno di certezze, di visione e di risorse. La necessità di smetterla con provvedimenti assurdi stile
banchi a rotelle. Il piano Amaldi per la ricerca. La scommessa mancata di Human Technopole. Gli asili. La mancanza del tempo pieno al Sud.

20. Il ruolo di cultura e turismo non solo dentro il Recovery ma come volano di sviluppo per l’Italia di domani; la valorizzazione della Rai e non di “Netflix” private; lo Ius Culturae per
chi studia in Italia.

21. Una commissione di inchiesta su Covid. Le commissioni bicamerali (fakenews e non solo).

22. COP26, strategia ambientale, gli ecoreati, il ruolo di Eni Enel Snam Saipem.

Il ruolo decisivo dell’agricoltura nella transizione ambientale. I green jobs. I rifiuti e l’economia circolare. Una visione realmente valoriale della risorsa acqua.

23. L’innovazione e PA.

Il progetto IO originariamente pensato come motore di cambiamento di tutta la PA. Il 5G. IoT, Big Data, Artificial Intelligence. La robotica e l’impatto sul lavoro.

24. La giustizia.

Una svolta garantista contro il giustizialismo. Il tema posto da Bettini della separazione delle carriere. La prescrizione. La lotta contro la corruzione e il ruolo di ANAC. Le carceri. La lite temeraria

25. Le politiche dello sport ma soprattutto il rischio che il CIO tolga la bandiera al CONI

26. Il Recovery Plan, la sua governance, le novità che stiamo aspettando di leggere dopo le critiche. La necessità di ringraziare Italia Viva per aver aperto questo dibattito. Noi pensiamo a un Paese che tra dieci anni sia leader mondiale nella valorizzazione del capitale umano tenendo insieme cultura educazione ricerca e innovazione. Non a un elenco di progetti scollegati

27. Il rispetto del Parlamento nelle forme e nella sostanza.

Tutto come indicato dal discorso parlamentare del senatore Zanda nell’approvazione del Bilancio 2021 durante la conferenza stampa di Conte e Casalino a Palazzo Madama. La riforma dei regolamenti parlamentari dopo il referendum

28. Riforme istituzionali, costituzionali (revisione titolo V e superamento bicameralismo), legge elettorale.

29. Le nomine rimaste sospese per le quali il tavolo è bloccato da mesi (IV ha rinunciato alle nomine a differenza di altri, come si è visto sulla vicenda Consap). Nomine istituzionali.

30. Elezioni amministrative a cominciare da Roma Milano Napoli Torino Trieste Bologna. Suppletive Siena. Regionali Calabria

La vera questione diventa:

• Con chi si scrive un accordo serio? Chi garantisce che gli impegni si mantengano?

• In che tempi si può chiudere un accordo su questi temi? Italia Viva è pronta da mesi. Ma gli altri? Ci sono interlocutori affidabili o si preferisce lo stallo?

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