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Leonardo Grottaglie

Leonardo, perché a Grottaglie si sciopera (di nuovo)

Braccia incrociate per i dipendenti del sito di Leonardo a Grottaglie per protesta contro il paventato blocco produttivo di 4 mesi, alla luce delle difficoltà che sta incontrando il committente Boeing. L'obiettivo della diversificazione dello stabilimento è sempre più urgente

Giornata di sciopero per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Leonardo di Grottaglie.

Uno dei più impattati dalla crisi della pandemia sul settore aereo civile è stato proprio il sito monocommessa del capaluogo tarantino della divisione Aerostrutture di Leonardo, che produce le sezioni della fusoliera del Boeing 787.

Se oggi Grottaglie, località famosa nel mondo per la produzione di ceramiche artistiche, sarà anche meta del programma di visite per gli accompagnatori dei leader del G7 Italia che si svolge dal 13 al 15 giugno nel comune di Fasano, in provincia di Brindisi, presso il resort Borgo Egnazia, ieri il comune pugliese è territorio di protesta.

Una iniziativa di lotta, spiega la nota di Fim-Fiom-Uilm, che ha unito tutti i lavoratori del sito, diretti e degli appalti, “che con un’unica voce hanno chiesto soluzioni credibili ed investimenti per assicurare un futuro allo stabilimento”.

Le sigle sindacali auspicano che anche le istituzioni, nazionali e territoriali, sostengano la lotta dei lavoratori e incalzino l’azienda ad investire in un territorio già devastato da crisi importanti come quella dell’ex Ilva.

“Una responsabilità – dicono Fim-Fiom-Uilm – che oggi è mancata e che invece ha visto le istituzioni contrapporsi ai lavoratori che hanno ‘osato’ avvicinarsi ad uno dei luoghi che ospiterà il G7. La lotta non si ferma con le forze dell’ordine ma dando risposte concrete a chi rischia di non avere un futuro lavorativo mantenendo centrale la presenza di una azienda come Leonardo, partecipata dallo Stato”.

Tutti i dettagli.

I MOTIVI DELLO SCIOPERO

Come riporta Rainews, “si protesta per provare a scongiurare il rischio di una fermata di 4 mesi dopo che Leonardo l’ha indicata come ipotesi. In bilico il futuro di oltre 1200 dipendenti e di 250 lavoratori dell’indotto, anche se al momento non si conoscono né i tempi né le modalità.”

LA CRISI DALLA MONOCOMMITTENZA BOEING

Lo stabilimento pugliese del gruppo ex Finmeccanica, dall’avvio nel 2006 ad oggi, ha lavorato infatti solo alle sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787. Essendo monocommessa, l’impianto di Grottaglie ha scontato la notevole frenata avutasi, sia per effetto del Covid sia per problemi legati al committente.

A inizio anno il ceo del colosso italiano della difesa e aerospazio, Roberto Cingolani, aveva affermato nel corso di una intervista con Bloomberg Tv, che il gruppo stava rinegoziando i contratti di fornitura con Boeing per Leonardo.

“Stiamo discutendo” ma Boeing è in “un momento critico” — aveva illustrato Roberto Cingolani a Bloomberg Tv — “stiamo cercando di rinegoziare ma dobbiamo considerare anche quale è la priorità, in questo momento loro hanno molti aerei a terra e noi vogliamo rinegoziare in modo corretto”. In questa fase il costruttore Usa è focalizzato sulla risoluzione dei suoi problemi dopo gli incidenti recenti al 737-Max e la recente indagine della Faa sulla sicurezza del Boeing 787 Dreamliner.

LE RICADUTE PER LEONARDO GROTTAGLIE (DIVISIONE AEROSTRUTTURE)

Come già detto, Leonardo è fornitore di parti della fusoliera e di altre componenti, il gruppo elabora e realizza il 14% dell’intera struttura del Boeing 787.

Nel 2023, il gruppo ha consegnato 39 sezioni di fusoliera e 32 stabilizzatori per il programma Boeing 787, in confronto a 22 fusoliere e 13 stabilizzatori del 2022. “Dal 2025 si passerà a produrre 10 fusoliere e 10 stabilizzatori di coda al mese. E questo grazie all’incremento del portafoglio-ordini di Boeing che può contare su contratti già acquisiti per la realizzazione di 4500 velivoli per un valore di 334 miliardi di dollari”, riportavano le agenzie lo scorso maggio.

Ma “ad oggi Grottaglie è uno stabilimento congestionato dalle sezioni di fusoliera pronte e non ancora ritirate dal cliente [Boeing], ne è prova evidente che alla fine del mese di maggio ci saranno circa 50 sez. 46 e 50 sez. 44 “parcheggiate”, senza una data di consegna prevista, hanno dichiarato lavoratori e sindacati durante l’assemblea dello scorso aprile, come ha scritto il Corriere di Taranto.

OBIETTIVO DIVERSIFICAZIONE

Per Grottaglie l’obiettivo resta dunque il superamento della monocommittenza legata al Boeing 787  grazie alla diversificazione della produzione dell’impianto con l’avvio di nuove attività (Vertical VX 4, Skydweller Aero, EuroMale), oggi resasi ancora più urgente.

Nel frattempo, l’11 giugno l’onorevole Vito De Palma il consigliere regionale Massimiliano Di Cuia di Forza Italia hanno incontrato i vertici di Leonardo. “L’incontro è stato proficuo”, hanno riferito De Palma e Di Cuia , sottolineando la volontà di “mantenere un dialogo costante con Leonardo per seguire l’attuazione dei piani aziendali” imperniati sulla diversificazione del sito.

IN VISTA DELL’INCONTRO CON I VERTICI A ROMA

Ma i sindacati “rivendicano una soluzione solida per il futuro dello stabilimento”

Il 24 giugno si terrà a Roma l’incontro con i vertici aziendali, le rsu e le segreterie nazionali e territoriali di Fim-Fiom-Uilm. Un primo appuntamento dove i sindacati si aspettano “che l’azienda si sieda al tavolo con la volontà di individuare soluzioni per un reale percorso di diversificazione delle attività che porti alla piena saturazione del sito e garantisca la piena occupazione di tutti i lavoratori compresi quelli dell’indotto.”

 

 

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