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Domenico Arcuri

La nuova vita di Arcuri (ex Invitalia) fra Treccani e Digit’Ed nella formazione

Mosse e incarichi di Domenico Arcuri, ex amministratore delegato della società statale Invitalia ed ex commissario straordinario anti Covid.

 

Nuova vita professionale per Domenico Arcuri, ex amministratore delegato della holding statale Invitalia ed ex commissario straordinario anti Covid-19. Svolta culturale con business nella formazione: Arcuri, infatti, è entrato nel consiglio di amministrazione di Digit’Ed, società attiva nel settore, sempre più effervescente, della formazione ad alto livello.

CHI CONTROLLA DIGIT’ED

Digit’Ed è posseduta al 100% da una holding omonima che ha come socio Edisco Spa (controllata da Nextalia sgr) con un conferimento di 1.666.946, Intesa Sanpaolo con 429.282, Gdb Srl con 43.303, Siref Fiduciaria con 20.608 e Vittorio Zingales con 19.147 euro.

LE RETI TRA TRECCANI, INVITALIA E DIGIT’ED

Arcuri è già presidente di Treccani Reti, e tra Treccani (di cui Arcuri è vicepresidente) e Digit’Ed è in corso una “partnership strategica” da circa un anno che ha per oggetto lo sviluppo di percorsi formativi “altamente qualificanti dedicati a neolaureati, professionisti, manager e aziende” connessi ai servizi proposti da Intesa Sanpaolo Formazione e AltaFormazione, con l’obiettivo di fare di Digit’Ed “la piattaforma di riferimento in Italia per il reskilling e l’upskilling strategico a supporto del Sistema Paese”.

L’INGRESSO DI INVITALIA IN TRECCANI

Treccani ha tra i propri soci non solo Digit’Ed, ma pure Invitalia di cui Domenico Arcuri è stato amministratore delegato dal 2007 al 2022. E proprio durante gli anni della sua guida, Invitalia aiutò Treccani con una rilevante iniezione di liquidità, come ricorda un articolo del 2015 di Repubblica: “L’Agenzia di proprietà del ministero dell’Economia entra nel capitale dello storico istituto culturale presieduto da Franco Gallo e guidato dall’ex ministro Massimo Bray iniettando nelle casse risorse per 3,44 milioni e con una partecipazione del 7,7%. La società nel 2014 ha realizzato perdite per 4,45 milioni contro l’utile di 572mila euro del 2013 e il rosso di 8,35 milioni del 2012, quando alla guida c’era Fanco Tatò”. Ovviamente con l’ingresso di Invitalia, Arcuri entrava nel cda di Treccani.

“Invitalia – proseguiva l’articolo di Repubblica -, sotto la guida dell’amministratore delegato Domenico Arcuri, inietterà risorse nelle casse dell’enciclopedia Treccani per 3,44 milioni portando così il capitale complessivo da 41,25 a 44,49 milioni. L’operazione, si legge nel verbale dell’assemblea straordinaria del 29 aprile che l’ha varata, ha l’obiettivo di sfruttare la “specifica competenza tecnica e relazionale” di Invitalia “nel settore dell’innovazione tecnologica e multimediale”, nel quale la Treccani “ha intenzione e interesse di sviluppare la propria attività istituzionale, per meglio radicare e diffondere i propri contenuti anche sul mercato non cartaceo”. L’obiettivo della mossa è dunque quello di salire sul treno del digitale”. Arcuri, invece, sceso con polemiche dal treno di Invitalia è salito su quello della formazione.

COSA FA DIGIT’ED

Fondata solo un anno fa da Intesa Sanpaolo Formazione e Nextalia Sgr, per conto del Fondo Nextalia Private Equity,  guidata dal Gianandrea De Bernardis, Presidente Esecutivo, vede Intesa Sanpaolo detenere una partecipazione pari al 20%, mentre Nextalia ha il controllo della società.

Si rivolge sia al segmento business, ovvero alle grandi aziende, piccole e medie imprese, alla pubblica amministrazione e agli ordini professionali, sia al segmento consumer, anche in collaborazione con istituzioni italiane e internazionali, per “rispondere così alle crescenti esigenze del mercato della formazione, legate alla trasformazione digitale, all’evoluzione delle competenze e al re-skilling”.

L’ACQUISIZIONE DI ACCURATE

Negli scorsi mesi Digit’Ed ha finalizzato l’acquisizione della maggioranza di Accurate Srl, società che opera nell’ambito dell’innovazione tecnologica applicata alla formazione medica rivolgendosi ad università, ospedali ed enti pubblici e privati operanti nell’ambito sanitario.

Con l’acquisizione di Accurate nei primi giorni del 2023, si leggeva in una nota della società acquirente, Digit’Ed prosegue nell’obiettivo di diventare aggregatore delle realtà nel settore “edu” e di sviluppare un’offerta integrata nel campo della formazione e digital learning e “di rafforzare la propria leadership, arricchendo l’offerta formativa con tecnologie e contenuti a servizio del settore medico”. Questa acquisizione, spiegano sempre da Digit’Ed, è in linea con il piano di crescita della società che mira a diventare il campione nazionale dell’higher education in Italia.

COSA FA ACCURATE

Accurate ha realizzato 75 centri di simulazione medica avanzata presso le più note Università italiane ed estere ed ha depositato 8 brevetti. Sulla piattaforma digitale proprietaria, sono disponibili corsi e-learning che coprono tutte le principali aree tematiche in ambito medico: cardiologia, pediatria, neonatologia solo per citarne alcuni.

L’AZIONARIATO DI NEXTALIA

Come detto, il maggior azionista di Digit’Ed è Nextalia, un’iniziativa lanciata da Francesco Canzonieri (ex Mediobanca) insieme a un gruppo di primari investitori istituzionali italiani (Intesa Sanpaolo, UnipolSai Assicurazioni, Coldiretti, Confindustria e Micheli Associati). 

NEXTALIA IN CONCORRENZA CON IL GRUPPO MULTIVERSITY

Di fatto il gruppo Nextalia (che fa perno in particolare su Intesa Sanpaolo) si pone sempre più in concorrenza con il gruppo Multiversity, proprietario di 3 università telematiche e altro centro dei riflettori mediatici da un lato per un rischio regolatorio indicato anche nei bilanci del gruppo capeggiato dall’ad, Fabio Vaccarono, e dall’altro per il caso del presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, entrata e poi uscita dall’advisory board di Multiversity dopo alcuni articoli di Start Magazine (qui l’epilogo, al momento, della vicenda)

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