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Ecco chi e perché snobba il caso Multiversity-Carrozza (Cnr)

Silenzi e reazioni sul caso del presidente del Cnr, l'ex ministra lettiana Maria Chiara Carrozza, nell'advisory board del gruppo Multiversity proprietario delle università telematiche Pegaso, Mercatorum e San Raffaele

 

Caro direttore,

sei davvero troppo ingenuo, perdonami se te lo dico.

Nonostante l’esperienza che hai nel giornalismo, visto che ha lavorato in una decina di redazioni e in una mezza dozzina di giornali, evinco dal tuo curriculum, mi chiedo francamente di cosa ti meravigli quanto posti questa tua considerazione sul social X

Caro direttore, tu hai bazzicato pure il giornalismo politico, non dovresti sorprenderti né nel silenzio governativo né – anche se non lo hai fatto notare nel post – di quello delle opposizioni.

E pensare che proprio Startmag ha opportunamente rimarcato – fra i pochi giornali tra carta e web, e di sicuro tra i primi – l’accordo firmato dal ministero della Pubblica amministrazione con il gruppo Multiversity proprietario delle università telematiche Pegaso, Mercatorum e San Raffaele per formare i dirigenti statali; come se non ci fosse scuole di alta formazione dello Stato per dipendenti e dirigenti pubblici.

Un accordo – quello firmato dal ministro di Forza Italia, Paolo Zangrillo – che denota una precisa scelta di campo da parte del governo a favore delle università private e digitali.

Così come, mi permetto di fartelo notare, non c’è da meravigliarsi per il silenzio delle opposizioni sul caso Carrozza di cui ti ho parlato nella mia precedente lettera che hai gentilmente ospitato e rilanciato sui social.

Infatti il presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza (nella foto con Enrico Letta), è una nota esponente dell’establishment apprezzata e stimata dall’intero centrosinistra in quanto considerata anche “lettiana”, poiché vicina all’ex segretario del Pd. Inoltre ti rammento che Carrozza è stata nominata dal governo Draghi con sommo gaudio dei partiti di centrosinistra.

D’altronde la biografia di Carrozza parla chiaro: “Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stata Ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca nel governo Letta”.

Quindi è assolutamente scontato che i partiti delle attuali opposizioni non fiatino sulla vicenda Carrozza e che pure al ministero dell’Università e della ricerca non prendano posizione visti i lettiani o ex lettiani che pullulano nella struttura del dicastero retto da Anna Maria Bernini (Forza Italia).

Così come mi stupisco del tuo stupore sul tartufismo degli accademici sul caso: emblematico che solo un paio di cani sciolti rispetto alla politica e ai partiti – come i professori che hai menzionato sui social – si è degnato di porre la questione Carrozza.

Il donabbondismo abbonda nelle università.

Cordiali saluti

Francis Walsingham

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