skip to Main Content

Antitrust Ue Economista

Fiona Scott Morton, chi è l’economista americana a rischio conflitti d’interesse ingaggiata dall’Antitrust Ue

La Commissione europea ha nominato Fiona Scott Morton, ex garante dell'antitrust con Obama, come capo economista della DG Competition che supervisionerà le big tech nonché fusioni di alto profilo come l'acquisizione da parte di Amazon di iRobot e l'accordo Figma di Adobe: Il profilo e i potenziali conflitti di interesse 

 

Che succede se l’esperta antitrust, critica del monopolio delle big tech, diventa consulente per alcune di loro e poi svolgerà un ruolo chiave nelle indagini dell’autorità garante della concorrenza dell’Ue?

È quello che si domandano gli esperti di concorrenza a seguito della nomina a Bruxelles di Fiona Scott Morton, economista della Yale University già capo economista presso la divisione antitrust del Dipartimento di giustizia nell’era Obama, nominata capo economista della concorrenza (Dg Comp) presso la Commissione europea.

Scott Morton, una delle più note esperte di antitrust e critica dei danni alla concorrenza da parte dei giganti della tecnologia, lascerà il suo ruolo di professore a Yale per iniziare come capo economista della concorrenza della Commissione Ue il 1° settembre. È la prima donna ad accettare l’incarico, la prima persona a ricoprire il ruolo di massimo economista antitrust nelle amministrazioni degli Stati Uniti e dell’UE, e il primo non europeo ad assumere un ruolo così importante nell’Ue, sottolinea PoliticoPro.

Ma come dicevamo, la sua nomina all’unità d’élite antitrust presso la Commissione europea ha suscitato critiche ancor prima che fosse annunciata.

A maggio un gruppo di organizzazioni, tra cui Balanced Economy Project, Corporate Europe Observatory, European Digital SME Alliance, Irish Council for Civil Liberties, LobbyControl e Open Markets Institute (Europe), hanno inviato una lettera a Margrethe Vestager, commissaria europea per la Concorrenza, esprimendo preoccupazioni sui potenziali conflitti di interesse riguardo la nomina di Scott Morton.

L’economista americana infatti si troverà ad esaminare le eccessive concentrazioni di potere economico, acquisizioni come quella di iRobot da parte di Amazon e Figma di Adobe. Oltre a scrutare le big tech tra cui Apple, Amazon e Microsoft, le stesse per cui Fiona Scott Morton ha fornito consulenza, come già metteva in luce Bloomberg nel 2020.

Tutti i dettagli.

CHI È FIONA SCOTT MORTON

Fiona Scott Morton assumerà il suo incarico a Bruxelles il 1 settembre quando l’attuale capo economista, Pierre Regebeau, andrà in pensione.

Attualmente professoressa di economia alla Yale School of Management, Scott Morton è una figura ben nota nel settore, ha prestato infatti servizio nella divisione antitrust del DoJ da maggio 2011 a dicembre 2012. Scott Morton ha anche fornito consulenza al comitato giudiziario della Camera nella sua indagine su Google e altri giganti della tecnologia oltre ad aver collaborato con gli Attorney General di 10 stati contro la fusione di T-Mobile con Sprint.

Ma a intrigare critici ed esperti è il lavoro come consulente senior di Charles River Associates, una società che fornisce consulenza a numerosi giganti della tecnologia, tra cui Apple e Amazon in materia antitrust.

NEO CAPO ECONOMISTA DG CONCORRENZA DELL’ANTITRUST UE

E quest’autunno, in un momento critico nell’applicazione contro i giganti della tecnologia, a ricoprire uno dei ruoli più importanti della Commissione europea in fatto di concorrenza e antitrust sarà un’accademica statunitense ed ex funzionaria antitrust, sottolinea PoliticoPro.

I critici sostengono che Fiona Scott Morton sarà vincolata da potenziali conflitti di interesse a causa del suo passato lavoro per Big Tech. I fan dicono che non potresti trovare nessuno migliore per tenere conto dei guardiani digitali, aggiunge la testata.

Il capo economista svolge un ruolo chiave nella valutazione degli aspetti economici delle indagini dei dipartimenti antitrust, fusioni e aiuti di Stato della Commissione, puntualizza ancora PoliticoPro. Durante il suo mandato di tre anni, Scott Morton potrebbe anche essere chiamata a prendere decisioni su come applicare il Digital Markets Act (DMA), le nuove norme di concorrenza dell’Ue che regolano il modo in cui le grandi piattaforme online utilizzano il loro potere di mercato.

CONFLITTI DI INTERESSE IN VISTA?

E sulla nomina di Scott Morton a Bruxelles esperti ed economisti si dividono.

Alcuni hanno indicato possibili conflitti di interesse per l’economista nella disanima delle eccessive concentrazioni di potere economico dal momento che Scott Morton ha lavorato come esperto economico per Charles Rivers Associates, consigliando big tech del calibro di Apple, Amazon e Microsoft proprio su come affrontare questioni di antitrust. Basti pensare, come ricorda PoliticoPro, che Scott Morton ha fornito consulenza al gigante del software di Redmond nella sua travagliata acquisizione dello sviluppatore di giochi Activision Blizzard. Un documento che ha scritto per l’azienda è pubblicato online e datato 5 dicembre 2022.

Gli esperti di concorrenza che hanno parlato con Politico hanno messo in dubbio la nomina di un’economista americana per un incarico di alto livello e delicato, soprattutto perché ha lavorato per numerose grandi società su casi antitrust. “Uno dei compiti più importanti che la DG COMP deve affrontare è l’attuazione del DMA”, ha affermato un dirigente del settore a cui è stato concesso l’anonimato. “È davvero saggio nominare qualcuno che potrebbe finire per ritirarsi in tutti i prossimi grandi casi?”

ALCUNI CASI DA EVITARE

Altri invece hanno applaudito la sua nomina, indicando una corposa serie di lavori e articoli.

Un funzionario della Commissione ha affermato a PoliticoPro che Scott Morton ha dovuto affrontare procedure di conflitto di interessi “solide” per assicurarsi che non fornisse consulenza su nessun caso su cui aveva lavorato in precedenza o di cui era a conoscenza. Eviterà anche casi per due anni che coinvolgono aziende per cui ha lavorato nell’ultimo anno ma non c’erano dettagli su quali casi avrebbe dovuto evitare. Uno di questi potrebbe essere appunto Microsoft, sostiene Politico.

Microsoft sta attualmente cercando di respingere due serie di denunce antitrust presentate all’Ue, una dai fornitori di servizi cloud e un’altra dal servizio di messaggistica per ufficio Slack.

Back To Top