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Ferretti, i cinesi ora puntano pure sulla barcollante The Italian Sea Group

Ferretti starebbe valutando un'offerta di acquisto di The Italian Sea Group per rafforzare la sua posizione nel mercato degli yacht. Dietro l'operazione ci sarebbe il nuovo amministratore delegato Anastassov, voluto dall'azionista cinese Weichai. Dettagli e numeri.

Ferretti, società forlivese specializzata nella costruzione di yacht di lusso, sta valutando un’offerta di acquisto totale o parziale di The Italian Sea Group, azienda attiva nello stesso settore ma in serie difficoltà economiche.

LE RIVELAZIONI DI BLOOMBERG

Secondo Bloomberg – che ha anticipato la notizia -, Ferretti potrebbe comprare tutte le proprietà di The Italian Sea Group o solo alcuni asset, come il cantiere di La Spezia. La società starebbe discutendo dell’eventuale operazione con i suoi consulenti, ma non è detto che arrivi a presentare un’offerta: anzi, Ferretti ha negato di aver avviato delle trattative con The Italian Sea Group, precisando tuttavia di “valuta[re] e monitora[re] costantemente le opportunità che possono presentarsi sul mercato”.

L’AMBIZIONE DEL NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO ANASTASSOV

Bloomberg ha scritto anche che i piani su The Italian Sea Group stanno venendo esaminati dal nuovo amministratore delegato Stassi Anastassov, finanziere svizzero di origine bulgara che ha lavorato per trent’anni in Procter & Gamble ed è inserito in diverse realtà imprenditoriali cinesi.

Anastassov, che ha sostituito Alberto Galassi, è stato nominato dal gruppo statale cinese Weichai – il maggiore azionista di Ferretti con il 39 per cento delle quote – durante l’ultima e combattuta assemblea degli azionisti, il 14 maggio scorso. La lista di Weichai ha ricevuto oltre la metà dei voti ed è dunque uscita vincitrice dal confronto con quella presentata dal fondo svizzero-ceco Kkcg, maggiormente “eurocentrica”.

Stando alle fonti di Bloomberg, pare che Anastassov voglia “svolgere un ruolo di primo piano nel consolidamento del frammentato settore italiano degli yacht”. A questo proposito, Ferretti possiede i marchi Riva e Wally; tra quelli di The Italian Sea Group, invece, ci sono Admiral, Tecnomar e Perini Navi.

– Leggi anche: Tutti i piani di Sanlorenzo negli Stati Uniti

COME VANNO FERRETTI E THE ITALIAN SEA GROUP

Ferretti ha una valutazione di oltre 1 miliardo di euro e l’anno scorso ha riportato un utile netto di 90 milioni e un fatturato netto di 1,2 miliardi.

The Italian Sea Group, invece, vale intorno agli 80 milioni e non ha ancora diffuso i risultati economici del 2025: però nel 2024 le sue entrate sono ammontate a 405 milioni di euro e che, allo scorso settembre, il suo debito era di 133 milioni. Dall’inizio dell’anno le sue azioni hanno perso oltre il 60 per cento del valore dopo che a marzo ha presentato una richiesta di protezione dai creditori.

– Per approfondire: La tempesta perfetta in cui naviga The Italian Sea Group

L’azionista di maggioranza di The Italian Sea Group è l’amministratore delegato Giovanni Costantino attraverso la Gc Holding, con il 53,6 per cento del capitale. Altri azionisti sono la Giorgio Armani Spa e l’imprenditore belga Marc Coucke.

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