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Ecco come e perché i sindacati si dividono sullo sciopero in Leonardo

Leonardo SCIOPERO

Per il 6 dicembre Fiom e Uilm annunciano sciopero di otto ore per tutti i siti del gruppo Leonardo con manifestazione nazionale a Roma. Ma la Fim-Cisl prende le distanze. Tutti i dettagli

 

Sciopero per tutto il gruppo Leonardo lunedì prossimo.

Ieri le Segreterie nazionali di Fiom-Cgil e Uilm hanno annunciato per la giornata del 6 dicembre uno sciopero di 8 ore per tutti i siti del gruppo ex Finmeccanica con manifestazione nazionale a Roma alle ore 11.00.

Come spiegano nella nota congiunta, l’attenzione che le due sigle sindacali vogliono “richiamare non è limitata solo a quella delle Aerostrutture anche se al momento è quella che richiede una discussione prioritaria”.

Di recente i vertici di Leonardo hanno confermato il ricorso alla cassa integrazione Cigo ai dipendenti della divisione Aerostrutture per gestire il vuoto lavoro del prossimo anno. Il provvedimento riguarda gli stabilimenti di Grottaglie, Pomigliano, Foggia e Nola.

Inoltre, Fiom e Uilm puntano i riflettori anche sul “futuro della BU Automation [ex Elsag] su cui abbiamo già dichiarato le nostre perplessità in merito alla dichiarata volontà di una eventuale cessione”. Quest’estate i dipendenti di Leonardo avevano già manifestato contro le ipotesi di cessione dell’unità civile che mette a rischio l’occupazione di 400 addetti più i lavoratori degli appalti di pulizie e mensa nel sito di Sestri Ponente.

Infine, “la paventata cessione della BU Sistemi di Difesa (ex Oto Melara e Wass) da parte di Leonardo è un ulteriore riduzione del perimetro industria” su cui i due sindacati vogliono un confronto trasparente con l’azienda capeggiata da Alessandro Profumo.

Ecco perché lo sciopero del 6 dicembre riguarderà tutte le divisioni di Leonardo secondo Fiom-Cgil e Uilm.

Ma da questa presa di posizione si discosta la Fim-Cisl. “Non condividiamo l’idea di uno sciopero di tutto il gruppo perché in questo momento non necessario e non dà nessuna forza in più alle proposte che il sindacato deve portare avanti in modo assolutamente coeso accelerando il confronto con l’azienda e non rinviandolo” si legge nella nota diffusa.

Pertanto, Fim-Cisl aderisce solo per le divisioni Sistemi Difesa e Aerostrutture.

Tutti i dettagli sulle posizioni sindacali riguardo lo sciopero del 6 dicembre per Leonardo.

PERCHÉ UILM E FIOM INVOCANO SCIOPERO DI GRUPPO PER LEONARDO

Lunedì 6 dicembre braccia incrociate per i dipendenti di tutti i siti di Leonardo per otto ore. Fiom e Uilm annunciano sciopero che riguarda tutto il gruppo con sede a Piazza Monte Grappa compresa una manifestazione nazionale a Roma.

“Chiediamo a Leonardo l’apertura di un confronto “serio e trasparente” e nel “merito delle questioni sollevate, con una discussione complessiva che riguardi tutte le Divisioni (Elicotteri, Velivoli, Cyber Security, Elettronica e Aerostrutture) e di un Piano industriale che rappresenti con certezza gli obiettivi strategici ed opportunità commerciali, investimenti, carichi di lavoro, livelli occupazionali e futuro assetto del gruppo” scrivono nella nota.

APERTURA URGENTE DI UN CONFRONTO MINISTERIALE

Inoltre, i due sindacati auspicano l’apertura urgente di un tavolo ministeriale.

“Altresì serve una immediata apertura di un confronto ministeriale — scrivono Fiom-Cgil e Uilm — con il Governo, le Parti sociali e le Imprese coinvolte, a partire da Leonardo, che disegni il futuro e le prospettive dell’industria della Difesa nel nostro Paese con garanzie certe industriali e occupazionali”.

FIM: SCIOPERO NEI SITI E NELLE DIVISIONI INTERESSATE

Tuttavia, i sindacati non sono uniti in questa presa di posizione.

Prende le distanze infatti la Fim Cisl che aderisce allo sciopero solo per le divisioni Sistemi Difesa e Aerostrutture.

“Nel Gruppo Leonardo il 6 dicembre la Fim dichiara 8 ore di Sciopero nelle realtà che stanno attraversando situazioni occupazionali difficili da risolvere attraverso la contrattazione, e nei siti e nelle Divisioni che sono al centro di assetti e scelte industriali che hanno bisogno di soluzioni da parte del Governo” si legge nella nota.

NON CONDIVISA LA POSIZIONE DI FIOM E UILM

In particolare, “Il Gruppo Leonardo è un gruppo importante e industrialmente solido con tanti punti di forza. Non condividiamo l’atteggiamento di altri sindacati che lo dipingono come un Gruppo in crisi, senza strategie, in sostanza allo sbando” ha sottolinea Roberto Benaglia, segretario generale  Fim Cisl.

PER LA FIM SI SCIOPERA NELLA DIVISIONE SISTEMI DI DIFESA…

Pertanto, per la Fim Cisl lo sciopero è funzionale quindi per la Divisione Sistemi di Difesa (ex Oto Melara e Wass).

Leonardo ha messo in vendita infatti Oto Melara e Wass, le due controllate armamenti terrestri e navali. Al momento Oto Melara e Wass impiegano più di 1.500 lavoratori in quattro stabilimenti italiani (La Spezia, Brescia, Livorno e Pozzuoli).

“Scioperiamo nei siti di questa divisione nella quale il gruppo Leonardo sta pensando ad una alienazione e ad alleanze che sono ancora da definire e che devono vedere presto il coinvolgimento del sindacato” annuncia la Fim Cisl.

PUNTARE A UN’ALLEANZA VALIDA PER L’EX OTO MELARA E WASS

“Il nostro sciopero si rivolge principalmente verso il governo che deve coinvolgere le organizzazioni sindacali per dare a sistemi di difesa un’alleanza che sia valida e di grandi prospettive occupazionali, industriali caratterizzata da forti investimenti. Le alleanze devono vedere il mantenimento dell’interesse nazionale ma dentro un sistema integrato che veda il coinvolgimento dell’Europa, all’interno del sistema integrato dell’industria della difesa europea, attraverso accordi e alleanze che valorizzino gli asset industriali e le competenze Italiane in una logica che dovrà veder prevalere l’interesse nazionale in un campo in cui siamo in grado di esprimere eccellenze sia in termini di know-how che di prodotto” sottolinea la nota di Fim Cisl.

E aggiunge che “Nelle future alleanze per noi sarà fondamentale e vincolante avere garanzie sugli investimenti, sulla valorizzazione delle tecnologie e dei prodotti dei siti e sul mantenimento dell’occupazione dell’intero perimetro”.

…E AEROSTRUTTURE

Infine, oltre alla divisione Sistemi di Difesa per Fim Cisl lo sciopero riguarderà anche la divisione Aerostrutture.

“Tutti sanno, a partire dai lavoratori interessati, che da oltre un anno e mezzo la divisione aerostrutture sta vivendo un calo di lavoro derivante dalla crisi del mercato del volo civile che ha causato uno stop delle produzioni per Aerei a lunga tratta (787, A380, ecc) che coinvolge, in Aerostrutture, principalmente i programmi Boeing” ricorda il sindacato.

“Dobbiamo dare certezza e stabilità occupazionale ai lavoratori dei 4 siti coinvolti in questa crisi anche alla luce della richiesta formalizzata dall’azienda di accedere, per il 2022, alla Cigo” sottolinea la Fim Cisl.

L’OBIETTIVO DI FIM CISL PER LA CIGO

Pertanto, con “Leonardo vogliamo prima discutere di investimenti prima ancora di ragionare di soluzioni occupazionali” fa sapere la Fim Cisl. “Per quanto riguarda la Cigo, come Fim, proponiamo subito di accelerare un tavolo di confronto per chiedere a Leonardo le soluzioni migliori per attenuare l’impatto sui redditi dei lavoratori” conclude la nota.

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