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Ecco come Bono ha salutato Fincantieri. Fatti e polemiche

Bono Fincantieri

Che cosa ha detto e scritto Giuseppe Bono dopo la decisione di Cdp, Mef e governo di non confermarlo al vertice di Fincantieri.

 

Aria di rinnovamento nelle controllate di Cassa Depositi e Prestiti. Il prossimo 16 maggio si aprirà una nuova era per Fincantieri. Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri dal 2002, lascia il gruppo e passa il testimone a Pierroberto Folgiero neo amministratore delegato voluto dal gruppo Cdp (che controlla Fincantieri) e dunque anche dal ministero dell’Economia (che controlla Cdp). Lo stesso percorso lo seguirà Giuseppe Zampini che, dopo 50 anni di servizio nel Gruppo Ansaldo e circa 25 in Ansaldo Energia, lascia l’azienda e il suo posto va Lorenza Franca Franzino.

CHI È GIUSEPPE BONO

Giuseppe Bono, dopo una laurea in economia e commercio, ha iniziato la sua carriera nel gruppo Fiat-Finmeccanica, dal 1991 al 1993 è stato direttore generale di Efim, dal 1997 è stato direttore generale di Finmeccanica e nel 2000 amministratore delegato e poi nel 2002 l’approdo a Fincantieri.

IL NUOVO CORSO DECISO DA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

La decisione di Cdp di imprimere una svolta al vertice di Fincantieri non è stata particolarmente gradita a Bono che ha provato sino all’ultimo a rimanere in pista, grazie, come scrive il Corriere, anche ai suoi legami con il Quirinale e con diverse sponde politiche. Il manager aveva provato a proporsi come presidente con deleghe pesanti, sicuro dei risultati positivi ottenuti con l’ultimo bilancio, ma Cassa Depositi e Prestiti, che controlla Fincantieri al 71,3%, è stata irremovibile: l’input del governo, evidentemente, ha superato posizioni e aspettative di Bono.

L’ACCORATO VIDEOMESSAGGIO DI BONO

A Bono non è rimasto che prendere atto della decisione di Cdp e salutare il “popolo di Fincantieri”, come lo definisce lui stesso, con un accorato videomessaggio indirizzato ai dipendenti dell’azienda. Un video messaggio per “farvi vedere che ci sono, che ancora ho tanta energia”, sottolinea Bono che sembra riconoscere le necessità di rinnovamento dell’azienda “è giusto anche dopo 20 anni che si pensasse a delle cose diverse”. Bono ci tiene a sottolineare quanto sia stato ingente il suo contributo per il risanamento e la crescita dell’azienda. “In questi 20 anni io credo di aver messo al servizio dell’azienda tutte le mie capacità manageriali e umane per fare di quest’azienda un qualcosa che fosse unico al mondo – dice il manager -. Molti di voi ricorderanno com’era 20 anni fa, ne abbiamo fatta un’eccellenza italiana nel mondo, l’abbiamo difesa, in tante occasioni, abbiamo avuto anche delle incomprensioni con il personale e i nostri rappresentanti sindacali ma credo che alla fine abbiamo raggiunto compromessi tali che hanno permesso all’azienda di andare avanti”.

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IL CONSOLIDAMENTO DI FINCANTIERI DURANTE IL VENTENNIO TARGATO BONO

Bono utilizza il messaggio ai suoi per sottolineare quanto indispensabile sia stato il suo contributo in azienda. “Abbiamo difeso l’azienda per consolidarla e darle prospettive per gli anni a seguire – precisa -. La sostanza è questa: l’azienda ha prospettive di lavoro per i prossimi anni. Abbiamo superato brillantemente il periodo del covid. Ricevendo anche encomi internazionali, anche da parte del Governo americano. Voi che siete nei cantieri sapete gli investimenti che abbiamo fatto, abbiamo reso l’azienda più efficiente e più capace di competere sul mercato internazionale. Abbiamo fatto crescere diverse generazioni di manager, a cui affidiamo il futuro”.

LA LETTERA AI DIPENDENTI

In una lettera che Bono invia ai dipendenti ripercorre i passi che l’hanno portato a capo di un gruppo che “registra circa 7 miliardi di ricavi, più che triplicati rispetto al mio arrivo, e un carico di lavoro complessivo che sfiora i 35 miliardi con ben 93 navi in portafoglio e un orizzonte temporale che ci traghetta alla fine del decennio in corso”. Tra gli snodi chiave c’è stato l’ingresso nel “mercato americano della difesa con l’acquisizione di alcuni cantieri navali. Questo inizialmente ci ha permesso di partecipare in consorzio con Lockheed Martin, leader mondiale del comparto difesa, a un programma per una nuova generazione di navi della US Navy e che si sarebbe rivelato il miglior biglietto da visita per il futuro”. Fase alla quale è seguito il consolidamento del gruppo nel settore crocieristico “sbarcando in Cina con una joint venture insieme a colossi quali Carnival e CSSC e, in ambito militare, oltre a continuare a lavorare proficuamente con la nostra Marina, ci siamo affermati sempre più nell’export, ottenendo risultati di assoluto rilievo per clienti quali il Qatar e l’Egitto”.

BONO: “DIFENDETE L’AZIENDA, NON SIAMO PREDE. ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI”

E poi lancia un appello in cui chiede a chi resta di “difendere” l’azienda. “Io vorrei fare un appello: l’azienda va difesa – ammonisce -. Io sono convinto che la difenderete se ci saranno degli attacchi che possono in qualche modo pregiudicare l’azienda nella sua interezza”. Probabilmente Bono ha in mente, ma non esplicita, chi sono gli attori, forse stranieri, che attenteranno a Fincantieri. “Dobbiamo essere fieri, orgogliosi di quello che insieme abbiamo fatto avendo anche una prospettiva per i prossimi anni – e rincara la dose -. Noi il consolidamento dobbiamo farlo da leader, non sarà facile perché gli altri penseranno di esser i leader, però abbiamo tutte le competenze per essere noi non prede ma essere noi quelli che hanno le capacità tecniche, di flessibilità, di essere italiani. Ma italiani determinati a non farsi mettere i piedi in testa perché chi dovesse venire per fare il consolidamento lo farà sempre a favore loro e non a favore dell’Italia”. E, per quanto lo riguarda, afferma che sarà “sempre presente accanto a tutti, per quello che potrò fare, sarò sempre pronto a difenderla dalle intemperie e dalle decisioni che possono metterla in pericolo”.

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IL MESSAGGIO INCLUSIVO DELL’EX AD DI ANSALDO ZAMPINI

Zampini ha salutato i dipendenti di Ansaldo Energia con una mail nella quale, in maniera analoga a Bono, ma forse con meno personalismi in meno, ha ripercorso i risultati ottenuti. “Fra pochi giorni lascerò definitivamente l’azienda, comunque con la presunzione di essere riusciti, tutti insieme, a farla uscire dai problemi di fine anni Novanta, a renderla tecnologicamente indipendente, ad accrescerne il patrimonio tecnologico – si legge -, fino a essere rispettata sul mercato e riconosciuta come una dei leader internazionali nel suo settore”. Anche Zampini sottolinea quanto il lavoro in Ansaldo abbia fatto emergere qualità “professionali e umane di tutto il personale” e come si sia costruito “un rapporto, pur nei diversi ruoli, di rispetto e di stima reciproca – valori fondanti per costruire una grande azienda”. Zampini conclude con l’augurio “di potere continuare a tenere alto il nome di Ansaldo Energia”.

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