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Ecco come Beretta ha fatto pace con l’americana Sturm Ruger

Dopo la battaglia per il controllo di Sturm Ruger, arriva l’intesa: Beretta Holding lancerà un'Opa parziale per salire fino al 25% del capitale del produttore di armi da fuoco americano, rafforzando così la sua posizione negli Usa.

Cessate il fuoco nel mercato delle armi: accordo tra Beretta Holding e l’americana Sturm Ruger.

Il colosso italiano – leader mondiale nella produzione di armi da fuoco, che include la storica Fabbrica d’Armi Pietro Beretta di Gardone Val Trompia, fondata nel 1526 – rafforza la propria presenza negli Stati Uniti con un accordo che chiude mesi di tensioni con Sturm Ruger e consente al gruppo italiano di salire fino al 25% del capitale del produttore di armi da fuoco americano attraverso un’offerta pubblica di acquisto parziale di 44,8 dollari per azione in contanti. L’intesa prevede anche diritti di governance e un impegno di non belligeranza tra le parti.

La pace arriva in un momento delicato per Sturm Ruger: la società ha dovuto affrontare un rallentamento delle vendite e un forte calo degli utili, che ha fatto scendere il prezzo delle sue azioni di oltre il 60% rispetto al massimo del 2021, segnalava a inizio anno il Financial Times.

Tutti i dettagli.

PACE (ARMATA) TRA BERETTA E STURM RUGER

È tregua a Wall Street per il controllo di Sturm Ruger, il più grande produttore di armi da fuoco degli Stati Uniti, dopo che a inizio marzo il gruppo italiano Beretta Holding con sede in Lussemburgo ha deciso di fare valere la sua quota del 9,95%, con la quale è diventato il primo azionista.

Non solo, Beretta aveva anche presentato una propria lista di candidati al consiglio di amministrazione in vista dell’assemblea del 29 maggio e promosso un’offerta parziale su un altro 20% (rifiutata dal cda di Sturm Ruger), mentre la società americana ha adottato misure difensive contro possibili scalate.

Ora il gruppo italiano ha raggiunto un accordo con Sturm Ruger che pone fine alle tensioni emerse nei mesi scorsi.

COSA PREVEDE L’INTESA

L’intesa stabilisce che Ruger consentirà al gruppo italiano di aumentare la propria partecipazione fino al 25% delle azioni in circolazione tramite un’offerta pubblica di acquisto parziale. Il prezzo minimo dell’offerta è fissato a 44,8 dollari per azione in contanti, pari a un premio di circa il 20% rispetto alla media ponderata dei sessanta giorni precedenti l’annuncio del 26 marzo.

In relazione all’aumento della partecipazione, Beretta avrà il diritto di nominare fino a due amministratori indipendenti dopo l’assemblea annuale degli azionisti del 2026 e l’approvazione delle autorità regolatorie. Dopodiché, Ruger procederà a un ampliamento temporaneo del consiglio di amministrazione.

ACCORDO DI NON BELLIGERENZA PER TRE ANNI

Inoltre, l’accordo include un impegno di “standstill” di tre anni: in questo periodo il gruppo italiano non potrà promuovere azioni ostili e voterà in linea con le raccomandazioni del board di Ruger, salvo casi specifici.

Sturm Ruger resterà comunque una società quotata indipendente negli Stati Uniti, mantenendo “brand, heritage e direzione strategica”.

LA POSIZIONE DELLA SOCIETÀ AMERICANA

“Questo accordo è strategicamente prezioso e andrà a beneficio di tutti gli stakeholder di Ruger” ha dichiarato il presidente del gruppo statunitense John Cosentino precisando che “garantisce stabilità, evita ulteriori spese e distrazioni e crea un quadro di riferimento per un impegno produttivo con Beretta Holding, preservando al contempo l’indipendenza e gli standard di governance di Ruger”.

Nel frattempo Ruger ha dovuto affrontare un rallentamento delle vendite e un forte calo degli utili. Le sue azioni sono scese di oltre il 60% rispetto al massimo del 2021, ma si sono parzialmente riprese da quando Beretta ha quotato la sua partecipazione.

L’ESPANSIONE DI BERETTA HOLDING (SOPRATTUTTO NEGLI USA)

“Questa cooperazione è allineata con la strategia del gruppo di rafforzare ulteriormente la nostra presenza negli Stati Uniti, un mercato chiave in cui siamo attivi da diversi decenni, e riflette il nostro impegno per un continuo sviluppo di lungo termine”, ha commentato il ceo Pietro Gussalli Beretta (nella foto), erede di quindicesima generazione del fondatore Bartolomeo Beretta. Negli Stati Uniti il gruppo realizza circa il 39% del fatturato attraverso nove società controllate.

D’altronde il Gruppo Beretta fa costantemente shopping di concorrenti. Nel 2022, Beretta ha acquisito il produttore di munizioni svizzero RUAG Ammotec. Ad oggi il gruppo impiega complessivamente 6.500 persone. Nel 2024 ha registrato un fatturato di 1,5 miliardi di euro, salito a 1,68 miliardi di euro nel 2025.

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