Economia

Tutte le incertezze sulla Banca Popolare di Bari

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Banca popolare di bari

Che cosa succederà davvero alla Banca Popolare di Bari? L’intervento di Massimo Masi, segretario generale Uilca

L’anno 2020 inizia sotto i peggiori aspetti per quanto riguarda l’occupazione nelle banche italiane. È di alcuni giorni fa la notizia di 217 esuberi in Italia nell’ambito di un piano globale di 18mila esuberi in Deutsche Bank in Italia e nel mese di gennaio/febbraio verrà presentata alle Organizzazioni Sindacali la procedura per 6500 esuberi in Unicredit e nei giorni scorsi articoli di stampa prevedono oltre 900 esuberi nel piano di risanamento della Banca Popolare di Bari.

Una vera e propria ecatombe di posti di lavoro che si andranno a perdere. Perché se è vero che ad esempio in Bper ma anche in Carige agli esodi si farà fonte con una nuova occupazione (verranno rimpiazzati parzialmente gli esuberi) questa situazione apparo quasi impossibile nelle banche sopra citate.

Ecco perché la Uilca torna a chiedere a gran voce alle Istituzioni, al Governo, alle forze politiche di aprire un tavolo sulle ristrutturazioni bancarie e sulle crisi aziendali perché di questo passo anche gli strumenti in nostro possesso (fondo di solidarietà) potrebbero andare in difficoltà. Ribadiamo, ancora una volta, che gli esuberi dovranno essere volontari e devono transitare per il nostro fondo.

Proprio per questa motivazione siamo preoccupati delle voci che escono dalla Banca Popolare dove, dopo una generica assicurazione al sindacato interno, tutto tace e, a differenza di quello successo in Carige, non sono stati attivati i canali con le segreterie nazionali.

Siamo preoccupati perché se sono vere le voci di 900 esuberi, ci chiediamo quanti Lavoratrici e Lavoratori hanno le anzianità necessarie per aderire sia il fondo che quota 100. Non dimentichiamo che 900 esuberi rappresentano quasi un terzo del totale del gruppo. Chiediamo ai commissari (avremo uno di questi giorni l’onore di interloquire con loro?) se entro questi numeri c’è la cessione di Orvieto. Visto che di questa cessione non si parla più.

Inoltre vorremmo sapere, e lo diremo alla Commissione Finanza della Camera il giorno 8 gennaio, che questi la Banca Popolare deve essere salvata, ricapitalizzata, messa in sicurezza e affidata a persone moralmente integerrime e capaci per fare da fulcro anche per eventuali nuovi accorpamenti di banche del sud per favorire la ripresa economica del Meridione.

Nel contempo si dovrà creare la banca d’investimento come previsto dal decreto legge. Allora se ciò dovrà essere dove sono questi esuberi?

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