Economia

Popolare Bari, che cosa faranno Fitd e Mcc (bacchettato da Moody’s)

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Come procede il piano di salvataggio della Popolare di Bari tra delibere del Fondo interbancario e di Mcc (messo però sotto osservazione da Moody’s)

 

Procede il piano di salvataggio di Banca Popolare di Bari, commissariata dalla Banca d’Italia il 13 dicembre scorso, sulla quale il governo ha aperto un ombrello dando il via libera a un intervento di Mcc, il Mediocredito centrale controllato da Invitalia (100% Tesoro).

Dopo che il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) ha versato 310 milioni come misura d’emergenza, poco prima dello scoccare della mezzanotte il 31 dicembre scorso il consiglio d’amministrazione di Mediocredito Centrale (Mcc), controllato da Invitalia (100% Mef), ha detto sì alla sottoscrizione di un accordo quadro con l’istituto di credito e con il Fondo interbancario di tutela dei depositi proprio in vista della ristrutturazione di Bpb. A lanciare un allarme è però oggi l’agenzia di rating Moody’s che mette sotto osservazione il rating di Mcc, guidato da Bernardo Mattarella: possibile un downgrade proprio a causa del coinvolgimento nel salvataggio della Popolare di Bari.

LA DECISIONE DI MOODY’S

L’agenzia di rating in una nota evidenzia oggi che “Banca Popolare di Bari è di gran lunga più grande di Banca del Mezzogiorno” come viene chiamato anche Mcc. In particolare, secondo i bilanci, lo scorso giugno l’istituto pugliese aveva 1,2 miliardi di prestiti in sofferenza “quasi la metà delle attività totali della Banca del Mezzogiorno e quattro volte il suo patrimonio netto tangibile”. Per questo “Moody’s cercherà di fare chiarezza sui dettagli dell’operazione al fine dii valutare il probabile profilo finanziario futuro di Banca del Mezzogiorno”.

L’INTERVENTO DI MCC

In una nota Mcc spiega i passaggi decisi dal board e che preluderanno all’intervento nella banca pugliese fino a 1,4 miliardi di euro. “Mcc, con l’obiettivo di favorire il buon esito dell’operazione – si legge -, definirà l’importo del proprio intervento in funzione di una remunerazione attesa del capitale investito coerente con normali condizioni di investimento e ancorata a parametri e logiche di mercato”.

Il Sole 24 Ore riferisce che nei documenti interni non sarebbe stata inserita un’indicazione quantitativa della remunerazione attesa.

Mediocredito ricorda poi che  “l’intervento avverrà all’esito dell’elaborazione da parte di BPB di un piano industriale, nonché di una profonda attività di valutazione da svolgersi nei prossimi mesi, anche con riferimento alle risultanze rivenienti dalle passate gestioni”. Un piano che potrebbe rivelarsi “lacrime e sangue” visto che – come ricorda il quotidiano confindustriale – secondo le linee guida (non definitive) presentate dai commissari straordinari Enrico Ajello e Antonio Blandini prevede 900 uscite, tagli degli sportelli, riduzione del perimetro di attivi e passivi e un derisking per eliminare circa 2 miliardi di crediti deteriorati.

I PALETTI DI MCC

L’intervento in Popolare di Bari però, si indica nella nota, ci sarà solo dopo che si saranno verificate una serie di condizioni: le autorizzazioni delle Autorità di Vigilanza, la conversione in legge del decreto approvato dal governo con cui si drenano 900 milioni ad Invitalia, l’adozione dei decreti attuativi relativi allo stesso dl, e – last but not least – il via libera della Commissione europea all’intervento di ricapitalizzazione di Mcc e Fitd che ha quali advisor Kpmg, Oliver Wyman ed Equita. Su questo fronte, nota il Sole 24 Ore, nei palazzi della politica c’è fiducia che arrivi il via libera della Dg Competition “attenta da sempre a evitare possibili distorsioni del libero mercato”.

Proprio in un’intervista al Sole, il 19 dicembre scorso, il commissario Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager ha specificato di “non avere attese” al riguardo e ha precisato che i tempi di valutazione di solito hanno tempi “molto lunghi”.

COS’HA DELIBERATO IL FONDO INTERBANCARIO

Nei giorni scorsi il board di Fitd ha deciso all’unanimità di versare una prima tranche di aiuti pari a 310 milioni di euro a Popolare di Bari come misura d’emergenza per coprire tra l’altro le extra perdite legate all’ispezione sui crediti appena conclusa – che secondo il Sole si aggirano sui 200 milioni – e la perdita operativa del quarto trimestre del 2019. In una nota ufficiale il Fondo ha chiarito che “verrà prontamente sottoscritto dalle parti un accordo” per disciplinare “le modalità e le procedure da seguire per il compimento dei passi successivi”. In tal modo si arriverà “alla configurazione dell’assetto complessivo dell’operazione di rafforzamento secondo un percorso predefinito” e a predisporre “un piano industriale sulla base di una approfondita valutazione degli attivi e dei passivi della banca” e a definire “il fabbisogno patrimoniale della banca” . Nella nota Fitd afferma anche di assicurare “ai commissari straordinari il proprio sostegno nell’azione strategica e gestionale da intraprendere”.

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