skip to Main Content

Chi strattona Savona e Consob su Generali?

Criptovalute Savona

L’articolo del Foglio scritto da un ex Repubblica contro Savona (Consob). La reazione via Twitter del presidente dell’Autorità sulla Borsa. Le divisioni nella Commissione. E la lotta furibonda tra il patto (Caltagirone, Del Vecchio e Crt) e Mediobanca per il controllo di Generali.

 

La guerra fra azionisti di Generali arriva pure in Consob.

Il presidente della Consob, Paolo Savona, in un messaggio su Twitter “apre una polemica” – rimarca l’agenzia del gruppo Sole 24 Ore, Radiocor – con gli organi dell’Autorità che presiede. “Non avendo tempo per rispondere agli amici che mi manifestano la loro solidarietà – ha scritto l’economista alla testa della Commissione – desideravo far sapere che non sono io a tenere in scacco la Consob ma è la vecchia Consob a tenere in scacco Savona”. Il presidente dell’Autorità che vigila sui mercati e la Borsa aggiunge dal suo personale account: “E’ in corso l’eterna lotta tra la conservazione e l’innovazione su cui si va giocando il futuro dell’Italia”.

Savona nel suo messaggio fa riferimento indiretto a un articolo del quotidiano Il Foglio (“Non solo Generali. Così Savona tiene in ostaggio la Consob”, è il titolo del quotidiano diretto da Claudio Cerasa) nel quale si fa una ricostruzione degli ultimi mesi di attività all’interno dell’Autorità di via Martini per cercare di dipanare la matassa dello scontro sulla governance di Generali, con lo scontro virulento fra il patto composto da Caltagjrone, Leonardo Del Vecchio e la fondazione Crt (peraltro spaccata sulla partecipazione al patto) e l’azionista storico del Leone, Mediobanca guidata dall’ad, Alberto Nagel, in particolare sulla conferma o meno al vertice del colosso assicurativo dell’attuale numero uno Philippe Donnet.

Nell’articolo in questione – scritto dal giornalista di lungo corso di economia e finanza, Fabio Bogo, che ha lasciato di recente Repubblica (di cui è stato anche vicedirettore) – si osserva come “la Consob non riesca ancora a decidere sulla questione della legittimazione a presentare una lista per il cda da parte del consiglio uscente del Leone di Trieste e riporta le indiscrezioni su presunte diversità di vedute all’interno della Commissione, organo collegiale, sulle quali sarebbe decisivo il voto del Presidente che pero’ starebbe prendendo tempo”, ha sintetizzato Radiocor: “L’articolo ha quindi suscitato la reazione pubblica dell’economista ed ex banchiere, alla guida dell’Autorità da quasi tre anni”.

Ma quale sarebbe la vecchia Consob messa alla berlina da Savona e chi strattonerebbe la Commissione e il presidente Savona?

Lo scorso autunno Francesco Gaetano Caltagirone – perno con Del Vecchio e la fondazione Crt dei pattisti anti Mediobanca in Generali – pose dei quesiti alla Commissione sulla legittimità di una “lista del cda” per Generali composta dagli amministratori uscenti e degli acquisti delle opzioni di Mediobanca, salita al 17,2% dei diritti di voto.

“La Commissione decise, a maggioranza di 3 su 5, di ricorrere a una “consultazione del mercato” prima di rispondere. Di questa consultazione, conclusa il 17 dicembre, non sono noti gli esiti. Sotto Natale i legali di Caltagirone avrebbero fatto un’istanza amministrativa di accesso agli atti, ma sempre a maggioranza di 3 su 5 l’istanza è stata rifiutata: e non è detto che non ne segua un ricorso al giudice ordinario”, ha scritto nei giorni scorsi il quotidiano Repubblica: “La Commissione non è invece ancora intervenuta sul prestito titoli di Mediobanca. Nel frattempo però è cambiata anche la composizione della Consob, uno dei commissari che aveva bocciato le richieste di Caltagirone è in uscita, e non si sa se il successore Carlo Comporti sarà orientato ad esprimersi come il predecessore”.

E’ dunque sul prestito titoli di Mediobanca che azionisti anti Piazzetta Cuccia in Generali premono sulla Consob? Sta di fatto che anche per il Foglio l’arrivo in Consob del nuovo commissario nominato dal governo Draghi potrà cambiare gli equilibri nella Commissione anche sul dossier Generali. Tanto che “per la Consob tra un mese la musica cambierà. E l’arbitro lo sa. Deve decidere se fischiare la fine o far giocare ancora i tempi supplementari che il mercato certo non gradisce”.

Perché la musica cambierà? Perché – ha scritto Bogo sul quotidiano fondato da Giuliano Ferrara che ha avuto come firma in passato Savona, editorialista per lunghissimi anni anche del quotidiano Il Messaggero di Caltagirone – al momento il collegio dei commissari Consob è spaccato: “Le voci parlano di Carmine Di Noia, in uscita, e Chiara Mosca, di fresca nomina, su. un lato del tavolo; dall’altra Giuseppe Maria Berruti e Paolo Ciocca. E’ decisivo quindi il voto del presidente Paolo Savona. Che, però, raccontano sempre le stesse fonti, non vuole uscire allo scoperto e quindi prende tempo”.

Ma oggi, con il tweet, seppure per diversi aspetti, l’economista Savona (che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, non volle come ministro dell’Economia nel governo Conte 1) è venuto allo scoperto su Twitter.

Zampata formidabile o pericoloso boomerang?

Chi vivrà, vedrà.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore