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Bnl, Goitini vuole addolcire i sindacati offrendo biscotti. Leggere per credere

Goitini Bnl

Le ultime (zuccherosissime) novità nella banca Bnl del gruppo francese Bnp Paribas. Il corsivo di Andrea Mainardi

 

Dell’apocrifo “non hanno più pane, mangino brioche”, la decollata Maria Antonietta si libererà più. Falso il detto. È pur vero che la pasticceria Oltralpe è un’arte, ma ad usar di zucchero e burro si rischia il pasticcio in operazioni di comunicazione interna. Così il giudizio di molti dipendenti Bnl, l’ex banca del Tesoro, che dal 2006 è entrata sotto il controllo del gruppo Bnp Paribas e parla la lingua di Jean-Jacques Rousseau, quello che probabilmente ha creato il “qu’ils mangent de la brioche” attribuito con molta fantasia alla regina finita come si sa.

Lei non consigliò brioches, Bnl-Bnp Paribas guidata dall’amministratore delegato, Elena Goitini, però regala biscotti ai dipendenti per ringraziarli della collaborazione alla partenza del piano aziendale 2022-2025.

La banca ha incassato per questo piano due scioperi in meno di un mese – il 27 dicembre e il 24 gennaio – e in una banca che non conosceva rimostranze da una trentina d’anni. Grande partecipazione dei dipendenti, presidi nelle principali città italiane, anche davanti alla Banca d’Italia e all’ambasciata francese. Braccia conserte ovunque lungo lo Stivale.

Bnl-Bnp ringrazia però i dipendenti con i dolci. Lo fa citando proprio il 24 gennaio come data di accensione della Rete Unica, “uno dei principali progetti di trasformazione del Piano”. Regalando biscotti. Con una lettera di foto firmata da amministratore delegato e direttore generale. L’annuncio del cadeau precisa che i biscotti saranno disponibili in ufficio.

Bnl specifica che il dolce è proprio per “festeggiare insieme” ai dipendenti l’avvio di un piano che perlomeno in molti non sembrano gradire. Ai sindacati l’attenzione pare essere andata di traverso. Nonostante le buone intenzioni aziendali, il meteo si è per nulla placato. Nuove agitazioni sono all’orizzonte. Comunque è rottura.

Le segreterie nazionali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno diffuso due giorni fa una nota unitaria nella quale si legge che “dopo cinque giorni di inutili riflessioni, l’azienda si è ripresentata al tavolo delle trattative con lo stesso provocatorio atteggiamento che ha tenuto fin dall’inizio, proponendo ancora una volta al sindacato il superamento, se non la violazione, di norme, di leggi e di contratto, finalizzato a mascherare con un fittizio distacco quella che resta una cessione di lavoratori sempre osteggiata dal sindacato, che ha cercato in tutti i modi di trovare una soluzione alternativa alla cessione dei lavoratori: strada possibile attraverso l’uso di un distacco reale che avrebbe consentito la realizzazione della partnership mantenendo i lavoratori all’interno del perimetro aziendale. Si va, pertanto, verso la rottura definitiva”. Senza un’inversione di rotta, si annunciano nuove vertenze “e si darà avvio alla stagione delle cause”.

I biscotti non son serviti. Anzi. Nonostante Bnl li abbia ordinati a una benemerita onlus italiana che per mission ha la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani disabili.

La governance dell’istituto si rivolge ai dipendenti utilizzando toni da ricetta degli Èclair: “Vi facciamo dono di alcuni biscotti che esprimono l’ambizione di solidarietà e inclusione che vogliamo connotati ogni nostro giorno”. Dato che è Bnp, perdonerà Moliére se non ci rivolgiamo a lui. Ma ai dipendenti il fraseggio ha ricordato un italiano Fantozzi che accompagna la figlia Mariangela a ritirare il panettone natalizio nella sala riunioni al 18esimo piano dell’olimpo dei mega direttori. In pieno dibattito coi sindacati, ancora in trincea, offrire biscotti è apparso stonato. Non per i biscotti, ovviamente, le sigle hanno dichiarato rottura nelle trattative.

Ma perché tanto subbuglio tra rappresentanti dei lavoratori e banca? La commerciale non brillerà come un macaron della parigina pasticceria boutique Pierre Hermé, ma chiude il 2021 con frizzante utile prima delle imposte di 376 milioni in crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente. La banca del gruppo Bnp Paribas ha registrato un risultato lordo di gestione di 899 milioni. Ok, in calo del 2 per cento. Il margine di intermediazione cresce a 2.680 milioni (+0,3%) con un margine di interesse in calo del 4,9% per l’impatto del contesto di tassi bassi solo parzialmente compensato dall’effetto della crescita dei volumi di credito. E le commissioni aumentano dell’8,3% rispetto al 2020.

Ma lo scorso anno si è anche chiuso con indicazioni che han messo in marcia i sindacati: motivo degli scioperi è respingere il piano industriale presentato da Bnl che prevede la chiusura di 135 filiali – a favore di un potenziamento dell’home banking e di consulenti per clienti top – e la mobilità di decine e decine di lavoratori. Col rischio, stando alle sigle, di un pesantissimo depauperamento aziendale.

La Bnl, per i sindacati, intende esternalizzare ed espellere dal perimetro aziendale, attraverso la cessione di rami d’azienda a società esterne, circa 900 lavoratori. In più mosse. C’è il progetto Pantheon con Capgemini (francese) al quale Bnl ha deciso di cedere un ramo d’azienda di 250 dipendenti con competenze informatiche. Bnl garantisce governance italiana in una srl, iscrizione all’Abi, sede a Roma e garanzie, compresa la possibilità di rientro a seguito di eventuali tensioni occupazionali – ma solo in caso di rinuncia ai ricorsi contro la cessione da parte dei lavoratori – che dovessero emergere nei dieci anni di durata del contratto. Ulteriore step sul back office. Si prevede il trasferimento di vari rami d’azienda che coinvolgono oltre 540 lavoratori dell’istituto. Il passaggio è di bancari Bnl in Accenture spa. Previa era stata la vendita dell’80% di Axepta (società del ramo pagamenti di Bnl) alla francese Worldline e passaggio dei 110 dipendenti all’acquirente.

Partite che molto hanno scontentato i bancari. L’operazione biscotti di fine gennaio non ha addolcito i palati, i dossier restano sul tavolo. Le bandiere sindacali si preparano a tornare in strada tra via XX Settembre e piazza Farnese.

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