Economia

Banco Bpm, ecco la prima stangata giudiziaria per la truffa Diamanti

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Prima banca condannata in Italia per la truffa Diamanti.

La condanna riguarda il Banco Popolare, confluito nel gruppo Banco Bpm. Ecco tutti i dettagli sul caso giudiziario.

CHE COSA HA DECISO IL TRIBUNALE DI VERONA SU BANCO BPM

Il 23 maggio con una sentenza del giudice Massimo Vaccari, il Tribunale di Verona ha condannato Banco Bpm a risarcire il danno causato ad un investitore dalla compravendita di diamanti di Intermaket Diamond Business. Ne danno notizia in una nota gli avvocati Vincenzo e Camilla Cusumano, sottolineando che “questo provvedimento è il primo in Italia”.

BANCO POPOLARE POI BANCO BPM AL CENTRO DEL CASO

La vicenda riguarda un investitore indotto dalla propria banca (ex Banco Popolare di Verona ora Banco Bpm) ad acquistare diamanti proposti come un “bene rifugio” su cui investire.

CHE COSA DICONO GLI AVVOCATI

“I diamanti – evidenziano gli avvocati Vincenzo e Camilla Cusumano – erano venduti ad un prezzo di circa quattro volte il reale valore e Intermarket Diamond Business, per convincere gli investitori circa la convenienza dell’operazione, provvedeva a pubblicare finte quotazioni sul “Sole 24 ore” che poi si sono rivelate essere pagine pubblicitarie a pagamento”.

I DETTAGLI DELLA SENTENZA

“La sentenza – proseguono gli avvocati – accerta la piena responsabilità della banca che faceva di intermediaria tra il cliente e IDB promuovendo l’acquisto di diamanti in cambio di laute commissioni”.

ECCO LE ULTIME MOSSE DEL BANCO BPM PER APPIANARE LA TRUFFA DIAMANTI

Il gruppo Banco Bpm guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha messo a punto – ha sottolineato giorni fa Mf/Milano Finanza – un processo per velocizzare le transazioni con i clienti che, avendo acquistato diamanti da Idb, li hanno ancora in custodia nei caveau gestiti dalla società fallita. L’offerta di Banco Bpm, che diventerà operativa entro fine mese, permetterà di sottoscrivere transazioni in anticipo rispetto ai tempi necessari al fallimento di Idb per la restituzione delle pietre ai legittimi proprietari e di ricevere in maniera celere il rimborso definito.

TUTTI I DETTAGLI SU DIAMANTI VERI E PROPRI NPL

Significa che chi accetta la proposta non dovrà aspettare di avere la certificazione del tribunale di essere proprietario di una o più pietre effettivamente collocate nel caveau, basta aver presentato la domanda. A quel punto la banca concorda, caso per caso, la cifra da restituire, tenendo fermo il fatto che la pietra verrà poi consegnata dal tribunale al cliente. Banco Bpm non vuole farsi carico di altri Npl. L’istituto lombardo metterà poi a disposizione un servizio gratuito di customer care (con il supporto di uno studio legale) per assistere i clienti nella compilazione e invio delle istanze di restituzione delle pietre al curatore fallimentare.

L’INDAGINE DELLA MAGISTRATURA

Questa decisione è legata alla vicenda dei diamanti venduti nelle filiali del gruppo, che ha portato la Procura di Milano ad avviare a inizio anno un’indagine e la decisione di un sequestro preventivo di 700 milioni di euro a carico di Banco Bpm, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit.

ECCO I NODI IRRISOLTI

Resta il nodo della transazione e di chi si tiene i diamanti. Giuseppe D’Orta, responsabile nazionale Aduc, spiega a milanofinanza.it che l’offerta di Banco Bpm è ancora bassa, “le somme si aggirano intorno al 40-45% del capitale investito, lasciando i diamanti al cliente”. E poi mette in chiaro perché i diamanti, al pari degli immobili dopo il crack del 2008, sono diventati Npl: “Le pietre non hanno il valore da essi unilateralmente attribuito. Ma pur laddove avessero questo valore, la difficoltà sta poi nel collocarle nel breve e medio termine giacché il mercato è saturo e trovare chi riconosce questo valore in una vendita oggi è difficile; senza parlare del fatto che questi diamanti, in attesa di essere venduti, devono essere custoditi con ulteriori spese”. Dopo anni di difficili piani di derisking e la cessione di pacchetti di Npl a sconto per miliardi di euro, ora Banco Bpm resta fermo nel non voler aggiungere un altro capitolo di beni non performing.

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