Economia

Perché Agcom ha telefonato una multa a Tim, Vodafone e Wind Tre

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L’Agcom ha sanzionato Tim, Vodafone e Wind Tre per il meccanismo di rinnovo delle offerte mensili. Tutti i dettagli

Oltre 2 miliardi di euro di multa a Tim, Vodafone e Wind Tre. Agcom ha deciso di sanzionare così il meccanismo di rinnovo dell’offerta mensile nel caso in cui non è stata effettuata una ricarica utile. Andiamo per gradi.

IL MECCANISMO VIZIATO

Partiamo dal meccanismo messo sul banco degli imputati. Tim Vodafone e Wind Tre negli ultimi mesi, quando l’utente di un contratto prepagato esaurisce il proprio credito e non effettua una ricarica utile, al rinnovo dell’offerta mensile su voce, dati ed Sms, non bloccano più il traffico. Continuano ad offrire il servizio in cambio dell’addebito di un costo aggiuntivo che sarà detratto dalla successiva ricarica. Il meccanismo è automatico.

L’INTERVENTO DELL’AUTORITÀ

L’utente, dunque, non ha mai dato il consenso al prelievo maggiore in cambio di un servizio continuo. Ma per l’Autorità, il meccanismo di rinnovo adottato dagli operatori non può “configurarsi come semplice esercizio dello jus variandi per il quale, in applicazione dell’art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, non è necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi”, spiega Agcom.

SERVE APPROVAZIONE

Per l’Autorità, infatti, gli operatori non si sono limitati a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma hanno inserito un “quid novi” che doveva essere accettato dagli utenti.

STOP A CONNESSIONE DATI

Non solo. La condotta di Tim, Vodafone e Wind Tre, in risultanza dell’indagine effettuata dall’Autorità, risulta essere in contrasto con quanto previsto dalla “delibera n. 326/10/CONS, che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un’espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti”.

MANCATA TRASPARENZA

L’Autorità ha anche accertato la violazione da parte dei tre operatori degli obblighi in materia di trasparenza delle informative rese in occasione di alcune variazioni delle condizioni economiche di offerte di rete mobile.

LA MULTA

E’ per questo che Agcom ha deciso di comminare 696 mila euro di multa ciascuno alle società Tim, Vodafone e Wind Tre. WindTre è stata anche sanzionata per l’introduzione di un costo associato alla navigazione internet illimitata a 128Kb nel caso di esaurimento del bundle dati associato all’offerta sottoscritta.

DECISIONE IN SINTONIA CON CONSIGLIO DI STATO

In questo modo, spiega Agcom, “l’Autorità si pone in sintonia con quanto affermato in relazione allo jus variandi dal Consiglio di Stato nella recente sentenza n. 8024/2019″, per il quale: “l’art. 70, comma 4, del Codice non può applicarsi a qualsivoglia tipo di variazione del contenuto del contratto, dovendosi riconoscere in via ermeneutica due tipologie di limiti: in primo luogo, le modifiche unilaterali possono riguardare soltanto la variazione di condizioni già contemplate nel contratto; in secondo luogo, i mutamenti delle condizioni preesistenti non possono mai raggiungere il livello della novazione del preesistente rapporto obbligatorio”.

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