Advertisement skip to Main Content

Atos Governo

Perché Atos venderà l’attività cybersecurity al colosso Airbus

Il fornitore francese di servizi It, Atos, ha annunciato trattative esclusive con Airbus per cessione della divisione cybersecurity e big data. Fatti, numeri e approfondimenti

Per ridurre il peso del debito, Atos è pronta a vendere l’attività Big Data & Security (Bds), divisione strategica che fornisce comunicazioni sicure a forze armate francesi e alle agenzie di intelligence del paese, al colosso dell’aerospazio e della difesa europeo Airbus.

La società francese che vende soluzioni tecnologiche, sicurezza informatica e analisi alle aziende ha annunciato di essere entrato in trattative esclusive con Airbus per la cessione di alcuni dei suoi settori strategici, come quelli riguardanti il big data e la cybersicurezza. In particolare, Atos ha fatto sapere che “l’offerta indicativa” presentata dal consorzio europeo è compresa tra 1,5 a 1,8 miliardi di euro ma al momento le trattative sono ad uno “stadio preliminare”.

Dal canto suo, ieri Airbus ha confermato di essere in trattativa per l’acquisto dell’attività Bds di Atos, precisando che “non è sicuro che si arriverà ad un accordo o a una transazione”.

I colloqui avvengono mentre il consorzio europeo che costruisce aerei civili, militari ed elicotteri sta cercando di espandere le proprie capacità informatiche in un contesto di crescente interesse per i servizi di difesa digitale a livello globale, segnala il Telegraph.

Il potenziale accordo, la prima mossa significativa dal nuovo presidente di Atos Jean-Pierre Mustier dopo aver assunto il controllo di ottobre, è una parte fondamentale di un piano di vendita di attività volto a rianimare le fortune del gruppo dopo un mix di battute d’arresto e crisi di governance, segnala Reuters. Le Monde ricorda infatti che Atos deve rimborsare o rifinanziare 3,65 miliardi di euro di prestiti e obbligazioni entro il 2025.

Tutti i dettagli.

LA POSIZIONE DI AIRBUS SULL’OFFERTA PER I BUSINESS DI ATOS

“In linea con la sua ambizione di crescere come leader europeo nel settore aerospaziale, della difesa e della sicurezza informatica, Airbus ha esplorato potenziali opportunità strategiche con Atos” ha dichiarato un portavoce di Airbus il 3 gennaio.

“Airbus conferma di aver presentato una proposta non vincolante in relazione ad una potenziale acquisizione della linea di business big data e sicurezza di Atos”. ha proseguito specificando che  “Le discussioni sono in una fase iniziale e rimangono soggette a due diligence. Non può esserci alcuna certezza che daranno luogo ad alcun accordo o transazione”.

LA STRATEGIA DEL COLOSSO AEROSPAZIALE EUROPEO

Quindi Airbus ha evidenziato che l’acquisizione di Bds potrebbe accelerare la trasformazione digitale dell’azienda.

In realtà, questa notizia  arriva un anno dopo che Airbus è entrata nella fase di due diligence per l’acquisto del 30% di Evidian (la rinominata Eviden), la società separata del Gruppo Atos che comprende le attività digitali e Bds.

Tuttavia, i piani sono sfumati dopo l’opposizione da parte di alcuni dei propri azionisti, convinti che la mossa sarebbe stata essenzialmente un piano di salvataggio del business dei servizi IT legacy in perdita di Atos.

ALLE STRETTE LA FRANCESE ATOS

Come sottolinea il Financial Times, le trattative di Atos per la vendita di Bds segnano un cambiamento nella direzione strategica sotto la guida del presidente recentemente nominato Jean Pierre Mustier, mentre lavora per trovare una soluzione su come la società gestisce oltre 2,25 miliardi di euro di debito in scadenza entro il 2025.

Sotto la guida di Mustier, Atos sta ora rinegoziando i termini dell’accordo con il miliardario ceco Daniel Kretinsky per la vendita dei servizi IT in perdita Tech Foundations. Secondo quanto riferito, Atos avrebbe anche discusso della vendita di parte della sua attività alla EP Equity Investment (Epei), di proprietà di Kretinsky.

Il fondo sarebbe pronto a fornire ulteriore capitale per Eviden, ma l’accordo ha attirato l’opposizione dei legislatori francesi per motivi di sicurezza nazionale.

Atos si aspettava di completare i colloqui per vendere Tech Foundations al magnate ceco nell’ultimo trimestre del 2023 o nel primo trimestre del 2024, ma mercoledì ha dichiarato che le rinegoziazioni stavano richiedendo più tempo del previsto e che non era garantito che si concludessero con un accordo.

SOTTO LA LENTE DEL GOVERNO DI PARIGI

Come già detto, il futuro dell’azienda è oggetto di un attento esame da parte del governo francese.

Nell’ottobre 2023, i parlamentari della Lr hanno chiesto che Atos fosse mantenuta “sotto il controllo francese”, soprattutto perché la sua branca specializzata in supercomputer è essenziale per la simulazione dei test nucleari e per la deterrenza.

Tra le principali preoccupazioni sono stati citati il sistema telefonico dell’esercito francese e vari software di comunicazione e di combattimento per la marina. BDS sviluppa anche chiavi di crittografia, lo Scorpion Combat System e software per progetti di sorveglianza urbana, servizi di emergenza e ricerca di intelligence domestica, tra le altre cose, riporta The Register.

Inoltre, vale la pena ricordare che nel 2020 la francese Atos si è aggiudicata anche i lavori per Leonardo, il supercomputer europeo gestito dal consorzio multiuniversitario italiano Cineca, installato al Tecnopolo di Bologna, inaugurato lo scorso novembre. Non solo, la società aveva vinto altri due appalti nel settore del calcolo quantistico: Vega, il calcolatore in Slovenia per 17,2 milioni, e Meluxina, la macchina petascale del Lussemburgo (30 milioni). Inoltre il gruppo dell’aerospazio e difesa Leonardo (ex Finmeccanica) aveva scelto Atos come partner tecnologico per lo sviluppo del supercomputer del gruppo Davinci-1 installato a Genova, in una delle sei sedi italiane dei Leonardo Labs.

CHE SUCCEDE AL TITOLO

Mercoledì le azioni Atos sono scese del 6% dopo essere aumentate fino al 12% nelle negoziazioni precedenti. Il suo valore di mercato è crollato del 90% negli ultimi tre anni a 732 milioni di euro, con gli investitori preoccupati dai profit warnings e dal lento spostamento della società verso i servizi IT basati su cloud. Lo scorso novembre Standard & Poor’s ha declassato il rating di credito della società citando l’aumento dei rischi di liquidità.

Back To Top