Prysmian, azienda milanese che realizza cavi per le telecomunicazioni e per la trasmissione di energia, ha annunciato oggi la firma di un accordo di acquisizione della società statunitense di componentistica elettrica Atkore.
L’operazione, dal valore di 3,3 miliardi di euro, servirà ad accrescere la posizione di Prysmian in Nordamerica – un mercato cruciale nel quale, peraltro, è già ben inserita – e ad accelerare il processo di “evoluzione verso un modello integrato di soluzioni per le infrastrutture elettriche”. Prysmian possiede trenta stabilimenti negli Stati Uniti ed è attiva anche nelle fasi iniziali della filiera dei cavi: nel 2024, ad esempio, ha acquisito Encore Wire, azienda statunitense che produce cavi in rame e in alluminio.
LE ANTICIPAZIONI DI FEBBRAIO
Lo scorso febbraio l’amministratore delegato Massimo Battaini aveva anticipato che Prysmian stava lavorando a nuove acquisizioni per un valore compreso tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Aveva anche spiegato che l’azienda avrebbe proceduto a un aumento di capitale fino al 10 per cento, per circa 29,6 milioni di nuove azioni.
GLI OBIETTIVI DELL’ACQUISIZIONE DI ATKORE
Prysmian prevede che l’operazione con Atkore genererà, entro tre anni dal perfezionamento, sinergie annue di 150 milioni di dollari a livello di Ebitda. L’acquisizione, inoltre, estenderà il portafoglio della società con prodotti complementari per le infrastrutture elettriche e ne accrescerà l’esposizione ai mercati dei data center e dell’elettrificazione: in effetti negli Stati Uniti domanda di elettricità è tornare a crescere dopo decenni di stagnazione proprio grazie ai consumi dei centri dati per l’intelligenza artificiale e degli stabilimenti industriali elettrificati.
A questo proposito, Battaini ha dichiarato che “l’elettrificazione, i data center trainati dall’intelligenza artificiale e la digitalizzazione richiedono ingenti investimenti infrastrutturali e sono critici per l’economia moderna, rappresentando un’opportunità rilevante negli Stati Uniti”. Atkore, ha aggiunto, “offre un’interessante combinazione di prodotti complementari, esposizione a trend di crescita strutturale e significative opportunità di sinergia”.
Il mercato nordamericano vale all’incirca il 40 per cento delle entrate di Prysmian.
IL RICORSO AL DEBITO
L’acquisizione di Atkore sarà finanziata per circa il 60 per cento attraverso il ricorso al debito; una quota del 20 per cento circa verrà coperta con debito ibrido, mentre il restante 20 per cento con una componente di capitale: lo ha spiegato il direttore finanziario Pier Francesco Facchini.
Facchini ha precisato che la quota di capitale, anche attraverso il ricorso a uno strumento convertibile sarà “piuttosto limitata” e corrisponderà all’incirca al 2 per cento del capitale della società.
LA QUOTAZIONE NEGLI STATI UNITI? “UN’OPPORTUNITÀ” PER PRYSMIAN, DICE BATTAINI
Battaini ha menzionato la possibilità di una quotazione in borsa negli Stati Uniti, di cui si parla da tempo, definendola “un’opportunità sulla quale daremo indicazioni al momento opportuno”.
COSA FA ATKORE
Atkore è una società statunitense, con sede nell’Illinois, che si occupa di sistemi per la protezione e la gestione dei cavi elettrici, come tubi in acciaio e Pvc oppure passerelle e canaline, ma anche sistemi di armatura e di supporto strutturale per gli impianti. L’azienda possiede una trentina di stabilimenti e centri di distribuzione, localizzati soprattutto in Nordamerica ma anche in Europa (Regno Unito e Belgio) e in Oceania (Australia e Nuova Zelanda).
Nel 2025 ha registrato ricavi per 2,8 miliardi di dollari e un Ebitda adjusted i 386 milioni.
COME VA PRYSMIAN
Prysmian, invece, ha chiuso il 2025 con ricavi per 19,6 miliardi di euro, un margine operativo lordo di 2,4 miliardi (il 24 per cento in più su base annua) e un utile netto di 1,2 miliardi (il 74 per cento in più). Il flusso di cassa è aumentato a 1,1 miliardi, mentre il debito è sceso a 3 miliardi rispetto ai 4,2 miliardi registrati alla fine del 2024.




