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Prysmian dopa con annunci il titolo in Borsa?

Dopo la pubblicazione dei (solidissimi) risultati del 2025, il titolo in borsa di Prysmian è calato. Il recupero è stato possibile grazie alle dichiarazioni dell'amministratore delegato, Massimo Battaini, sulle prospettive future e le nuove acquisizioni.

Prysmian, società milanese che realizza cavi per le telecomunicazioni e per la trasmissione di energia, ha chiuso il 2025 con ricavi per 19,6 miliardi di euro, un margine operativo lordo di 2,4 miliardi (il 24 per cento in più su base annua) e un utile netto di 1,2 miliardi (il 74 per cento in più). L’aumento del flusso di cassa, a 1,1 miliardi (quasi il 16 per cento in più rispetto all’anno precedente), ha peraltro favorito la riduzione del debito, sceso a 3 miliardi rispetto ai 4,2 miliardi registrati alla fine del 2024.

PRYSMIAN CALA IN BORSA NONOSTANTE I RISULTATI POSITIVI: PERCHÉ?

Eppure, nonostante i risultati molto positivi, il titolo di Prysmian in borsa è inizialmente calato, perdendo anche il 4,8 per cento.

Secondo Borsainside, “il mercato non [è] riuscito a trovare elementi di sorpresa positiva nei numeri pubblicati. Anzi, la reazione suggerisce che le attese fossero già pienamente incorporate nei prezzi dopo un rally poderoso”. Anche perché i risultati del 2025 e le previsioni per il 2026 sono stati in linea con le attese degli analisti, se non leggermente inferiori: in particolare, l’Ebitda del quarto trimestre del 2025, di 622 milioni, è risultato più basso di circa l’1 per cento rispetto alla media delle valutazioni degli analisti.

“Gli investitori probabilmente si aspettavano qualcosa in più in termini di guidance o di revisione al rialzo delle prospettive”, si legge sempre su Borsainside.

LA RIPRESA: COSA È SUCCESSO

Come ricostruito da Repubblica, dopo un inizio in calo, il titolo di Prysmian ha invertito la rotta verso meta della seduta di contrattazione, in concomitanza con l’apertura dei mercati americani (la società sta valutando la doppia quotazione, sia sulla borsa di Milano che su quella di New York), per chiudere infine in sostanziale parità: +0,1 per cento, con una capitalizzazione stabile a 27,9 miliardi.

GLI ANNUNCI DI NUOVE ACQUISIZIONI “DOPANO” IL TITOLO?

“Nonostante la freddezza dei mercati, l’amministratore delegato Massimo Battaini ha tirato dritto, […] rilanciando con forza la strategia di espansione per linee esterne”, ha scritto ieri Teleborsa. Queste dichiarazioni del capo azienda, evidentemente, hanno fatto bene all’andamento del titolo.

Battaini, infatti, ha fatto sapere che Prysmian intende realizzare delle “operazioni di medie o grandi dimensioni” e di stare lavorando a nuove acquisizioni per il prossimo futuro. Il valore di queste eventuali operazioni si aggirerà sui 3-4 miliardi, grossomodo il valore dell’azienda statunitense Encore Wire, che produce cavi in rame e in alluminio e che è stata acquisita nel 2024. “Abbiamo iniziato a lavorare a nuovi target e le discussioni sono in corso. Spero che il perimetro del gruppo possa cambiare nei prossimi dodici mesi”, ha dichiarato il Ceo.

Per “supportare la crescita della società per il tramite di eventuali nuove acquisizioni”, Battaini ha anche spiegato di voler procedere a un aumento di capitale fino al 10 per cento, per circa 29,6 milioni di nuove azioni.

TRA MERCATI ESTERI E DAZI

Battaini ha detto inoltre di vedere delle “significative opportunità di crescita nel medio termine” in Europa, in America latina e negli Stati Uniti, che valgono circa il 30 per cento dei ricavi totali di Prysmian. La società è ben integrata nel tessuto manifatturiero statunitense, sul cui territorio possiede trenta stabilimenti ed è attiva anche nelle fasi iniziali della filiera dei cavi.

– Leggi anche: Prysmian soffre per il dietrofront di Trump sui dazi su alluminio e acciaio

“Sui dazi c’è una componente legata ai metalli e una legata alle tariffe tra stati, che vale circa il 30 per cento e per noi non è particolarmente significativa”, ha spiegato il capo di Prysmian. Secondo Banca Akros, però, la decisione di non considerare i dazi nelle prospettive per il 2026 ha avuto un impatto in borsa. Prysmian, peraltro, trarrebbe beneficio dai dazi americani sul rame, in particolare, potendo disporre di una capacità produttiva propria nel paese: “il nostro business negli Stati Uniti è ben posizionato grazie all’integrazione verticale nel settore del rame”, aveva dichiarato mesi fa un portavoce dell’azienda.

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