Con un ordine esecutivo firmato il 2 giugno dal presidente Donald Trump, il governo degli Stati Uniti ha chiesto alle società di intelligenza artificiale di consegnare i loro modelli linguistici più avanzati alle agenzie federali affinché possano testarli prima del rilascio al pubblico. L’amministrazione Trump vuole valutare i rischi per la sicurezza informatica legati all’uso di questi strumenti dopo che Mythos di Anthropic ha dimostrato una particolare efficacia nell’individuare – e nello sfruttare, eventualmente – le vulnerabilità presenti nei software.
L’OBIETTIVO DEL GOVERNO AMERICANO
Anche se l’ordine esecutivo sembra suggerire un cambio di approccio rispetto alla deregulation promessa da Trump alle aziende del settore tecnologico, si tratta in realtà di un intervento tutto sommato “leggero”.
È vero che il governo americano avrà un ruolo più attivo nel monitoraggio delle tecnologie emergenti, ma Washington sembra essere più interessata a instaurare una relazione profonda con le società di intelligenza artificiale piuttosto che a comportarsi come una gatekeeper, la “guardiana del cancello” (letteralmente) che decide chi può accedere al mercato e a quali condizioni. Semplificando, l’approccio del gatekeeper è quello seguito dall’Unione europea, con lo scopo di tutelare maggiormente i consumatori.
L’obiettivo ultimo dell’ordine di Trump, invece, è quello di rafforzare la sicurezza nazionale americana attraverso il potenziamento delle difese cibernetiche delle agenzie governative, delle infrastrutture critiche, delle banche e degli ospedali.
COSA PREVEDE (E COSA NON PREVEDE) L’ORDINE ESECUTIVO DI TRUMP
L’ordine esecutivo precisa che la consegna dei modelli di intelligenza artificiale alle agenzie governative (i dipartimenti del Tesoro, della Difesa, del Commercio e della Sicurezza interna) sarà su base volontaria. Il periodo di collaudo, poi, durerà al massimo trenta giorni, anziché novanta come ipotizzato a maggio. Infine, l’amministrazione Trump ha spiegato di non voler creare meccanismi di autorizzazione o licenze per i nuovi sistemi di intelligenza artificiale.
Peraltro, il dipartimento del Commercio aveva già lanciato da tempo un programma – sempre su base volontaria – per la valutazione dei modelli di intelligenza artificiale prima del rilascio al pubblico: vi partecipano Microsoft, Alphabet e xAi (la startup di Elon Musk), e pure OpenAi e Anthropic avevano aderito all’iniziativa.
LA REAZIONE DEL SETTORE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il settore tecnologico ha reagito bene all’ordine esecutivo. Kent Walker, capo dell’ufficio legale di Google, l’ha definito “un importante passo avanti”. Per l’amministratore delegato di OpenAi, Sam Altman, il provvedimento “trova il giusto equilibrio” tra regolazione e libertà d’innovazione. E anche Anthropic – che pure non è in buoni rapporti con il dipartimento della Difesa – ha detto di voler collaborare con la Casa Bianca.
Secondo alcuni dei principali rappresentanti dell’industria dell’intelligenza artificiale, insomma, l’ordine esecutivo non si rivelerà dannoso per i loro affari perché, anche se potrebbe rallentare l’uscita di alcuni modelli, prevede in ultima istanza una regolazione “leggera”.






