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Trump boicotterà i limiti sui Pfas nell’acqua potabile?

L'amministrazione Trump revoca i limiti su 4 Pfas presenti nell’acqua potabile di oltre 200 milioni di americani e rinvia al 2031 parte delle restrizioni introdotte da Biden contro le sostanze collegate a tumori e altre gravi malattie, scatenando il malcontento anche tra i suoi sostenitori. Fatti, numeri e commenti

 

Mentre sono sempre di più gli studi che denunciano la presenza di PFAS, “forever chemicals” o “sostanze chimiche eterne”, nell’acqua potabile, l’amministrazione Trump ha deciso di smantellare una parte centrale delle norme introdotte dall’ex presidente Joe Biden nel 2024 per limitarne la loro presenza, riaprendo uno scontro che intreccia salute pubblica, interessi industriali e regolamentazione ambientale.

La nuova strategia annunciata dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Epa) cancella le protezioni previste per quattro di queste sostanze e rinvia l’applicazione dei limiti per altre due, nonostante siano state associate da anni a tumori, danni al sistema immunitario e altre gravi patologie. Una scelta che ha provocato critiche immediate da parte di associazioni ambientaliste, ricercatori e di una parte dello stesso movimento “Make America Healthy Again” guidato dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.

IL PIANO DI TRUMP

L’Epa, guidata da Lee Zeldin, ha annunciato due nuove proposte normative che smantellano parte delle restrizioni introdotte durante l’amministrazione Biden. La prima mantiene i limiti per PFOA e PFOS, due dei PFAS più studiati, ma concede ai sistemi idrici la possibilità di chiedere una proroga fino al 2031 per adeguarsi agli standard. La seconda revoca invece i limiti fissati nel 2024 per PFNA, PFHxS, HFPO-DA – noto anche come GenX – e per le miscele di questi composti insieme al PFBS.

Secondo l’Epa, l’amministrazione Biden avrebbe violato il Safe Drinking Water Act accelerando impropriamente il processo regolatorio e limitando la possibilità di commento pubblico. “L’amministrazione Biden ha preso scorciatoie e non ha rispettato la legge”, ha dichiarato Zeldin durante la presentazione del piano, aggiungendo che le nuove regole saranno “fondate sulla scienza e legalmente difendibili”.

Anche Kennedy Jr. ha difeso la decisione sostenendo che le norme precedenti sarebbero state annullate in tribunale.

COSA SONO I PFAS E PERCHÉ PREOCCUPANO

I PFAS comprendono almeno 16mila composti chimici sintetici utilizzati dagli anni Quaranta per rendere i prodotti impermeabili, antiaderenti e resistenti alle macchie. Si trovano praticamente ovunque, in imballaggi alimentari, schiume antincendio, tessuti, tappeti, filo interdentale e numerosi altri beni di consumo.

Sono definiti “sostanze chimiche eterne” perché non si degradano naturalmente nell’ambiente e tendono ad accumularsi nel corpo umano. Secondo l’Epa e le ricerche citate dalle amministrazioni federali, l’esposizione ai PFAS è stata collegata a cancro ai reni e alla vescica, colesterolo alto, malattie tiroidee, infertilità, danni epatici, alterazioni ormonali, indebolimento del sistema immunitario e ritardi nello sviluppo infantile.

Uno studio governativo del 2023 ha rilevato PFAS in quasi metà dell’acqua del rubinetto degli Stati Uniti, mentre l’Epa aveva stimato che oltre 200 milioni di persone potessero essere esposte a queste sostanze attraverso l’acqua potabile.

LE NORME DELL’ERA BIDEN E LO SCONTRO CON L’INDUSTRIA

Nel 2024 l’amministrazione Biden aveva introdotto i primi limiti federali legalmente vincolanti sui PFAS nell’acqua potabile dopo che l’Epa aveva concluso che non esistono livelli sicuri di esposizione a PFOA e PFOS. All’epoca, ricorda il Guardian, l’Agenzia aveva stimato che le nuove regole avrebbero ridotto l’esposizione per circa 100 milioni di persone e prevenuto migliaia di malattie e decessi, inclusi casi di tumore e patologie cardiovascolari.

Le norme però, come scrive Cnn, erano finite immediatamente al centro di una battaglia giudiziaria. L’American Chemistry Council e la National Association of Manufacturers avevano presentato una causa contro l’Epa sostenendo che i limiti fossero “arbitrari, capricciosi e un abuso di discrezionalità”. Anche l’American Water Works Association e l’Association of Metropolitan Water Agencies avevano contestato le regole, chiedendo che i costi di adeguamento ricadessero sugli inquinatori e non sui sistemi idrici municipali.

Secondo le utility, riporta il New York Times, i costi reali di implementazione sarebbero risultati più che doppi rispetto alle stime dell’amministrazione Biden, che aveva previsto una spesa annuale di circa 1,5 miliardi di dollari. Il Congresso aveva comunque stanziato circa 9 miliardi di dollari per affrontare la contaminazione da PFAS e migliorare le infrastrutture idriche.

LE CRITICHE DELLE ORGANIZZAZIONI AMBIENTALI

La decisione dell’amministrazione Trump ha provocato dure reazioni da parte delle organizzazioni ambientaliste e di salute pubblica. Ken Cook, presidente dell’Environmental Working Group (EWG), ha accusato l’Epa di “cedere alle pressioni dei lobbisti dell’industria chimica e delle aziende idriche”, sostenendo che “milioni di americani berranno acqua contaminata ancora per anni”.

Più duro ancora il giudizio di Anna Reade del Natural Resources Defense Council, secondo cui “Zeldin e Kennedy stanno cercando di vendere pozioni dal retro di un carro coperto”, ma i cittadini americani “non si lasceranno ingannare dai loro trucchi da imbonitori”.

Anche l’attore Mark Ruffalo, citato da Kennedy per il film “Dark Waters”, che contribuì a rendere popolare il tema dei PFAS negli Stati Uniti, ha attaccato l’iniziativa dell’Epa: “Indebolire gli standard sull’acqua potabile relativi ai PFAS renderà l’America più malata, non più sana. Il motto di questa amministrazione dovrebbe essere: ‘Rendere l’America di nuovo cancerogena’”.

LE TENSIONI NEL MOVIMENTO “MAKE AMERICA HEALTHY AGAIN”

Ma la scelta dell’Epa ha aperto fratture anche all’interno del movimento Make America Healthy Again, guidato da Robert F. Kennedy Jr. e fondato proprio sulla promessa di ridurre l’esposizione dei cittadini alle sostanze tossiche presenti in acqua e alimenti.

Secondo il Nyt, diversi attivisti vicini al movimento hanno espresso forte delusione per la deregolamentazione dei PFAS. Kelly Ryerson, nota sui social come “Glyphosate Girl”, ha dichiarato che esistono “più che sufficienti prove” sulla pericolosità delle sostanze eterne e ha avvertito l’Epa di “non procedere con la deregolamentazione dei PFAS” se l’amministrazione vuole mantenere consenso politico.

Alexandra Muñoz, tossicologa molecolare e attivista MAHA, ha messo in dubbio l’intenzione reale dell’Epa di reintrodurre in futuro limiti per GenX e altri composti: “Quanto tempo verrà ulteriormente perso prima di regolamentare il GenX, che è incredibilmente pericoloso e ampiamente utilizzato?”.

IL PIANO DELL’EPA E I NUOVI FINANZIAMENTI

Per accompagnare il nuovo piano regolatorio, l’Epa ha annunciato quasi un miliardo di dollari di finanziamenti destinati agli Stati per affrontare PFAS e contaminanti emergenti nell’acqua potabile attraverso il programma Emerging Contaminants in Small or Disadvantaged Communities Grant.

L’Agenzia ha inoltre rivendicato lo sviluppo di nuove tecnologie per la rimozione e distruzione dei PFAS, tra cui carbone attivo granulare, osmosi inversa, ossidazione elettrochimica e trattamento in acqua supercritica. Secondo l’Epa, la riduzione della contaminazione alla fonte permetterebbe di abbassare i costi per i sistemi idrici e limitare l’accumulo di residui contaminati.

Le due proposte normative saranno ora sottoposte a una consultazione pubblica di 60 giorni e verranno discusse in un’audizione prevista per il 7 luglio 2026.

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