Il summit tra Donald Trump e Xi Jinping si è chiuso con risultati tangibili per gli Usa sul fronte commerciale – dagli acquisti massicci di prodotti agricoli americani agli ordini di Boeing – e con l’istituzione di un nuovo meccanismo bilaterale per gestire gli scambi, il cosiddetto “Board of Trade”. Tuttavia, restano le divergenze su Taiwan, su cui entrambi gli interlocutori hanno mantenuto una linea di fermezza.
È stato insomma un incontro denso di simbolismo e pragmatismo che consolida la tregua commerciale senza risolvere le fratture strategiche tra le due maggiori potenze mondiali.
Il vertice – il primo di un presidente americano in Cina dopo quasi dieci anni – è stato ricco di cerimonie e gesti emblematici, dal pranzo a Zhongnanhai alla passeggiata tra i giardini. Trump ha invitato Xi alla Casa Bianca a settembre, mentre Pechino parla di una “stabilità strategica costruttiva” per i prossimi tre anni.
Come osserva la BBC, anche se non ci sono stati accordi che si possono definire epocali, vi sono stati progressi mirati che consolidano la tregua raggiunta ad ottobre in Corea del Sud. Le sfide strutturali – dal deficit commerciale al controllo tecnologico alla questione Taiwan – restano sul tavolo.
I DOSSIER ECONOMICI DISCUSSI A PECHINO DA TRUMP E XI
Come riferisce CNBC, Xi ha assicurato agli amministratori delegati statunitensi in visita con Trump che la Cina “aprirà ancora di più” i propri mercati ai prodotti a stelle e strisce.
“Abbiamo concluso alcuni accordi commerciali fantastici, davvero vantaggiosi per entrambi i paesi”, ha rimarcato invece il capo della Casa Bianca con parole riportate da Reuters.
Come sottolinea Bloomberg, il rappresentante Usa per il Commercio Jamieson Greer ha annunciato che Pechino si impegnerà ad acquistare prodotti agricoli americani per decine di miliardi di dollari all’anno nei prossimi tre anni, in aggiunta al rinnovo dell’accordo esistente che prevede 25 milioni di tonnellate di soia l’anno.
Trump, intervistato da Fox News, ha sottolineato con soddisfazione questo aspetto: “Compreranno un sacco di prodotti agricoli, soprattutto soia. Con tutti quei consumatori, ne hanno bisogno”.
Pechino ha inoltre rinnovato le licenze per l’importazione di carne bovina statunitense e mostrato interesse per l’energia americana, inclusi petrolio e GNL.
Il presidente Usa ha dichiarato a Fox News che navi del Dragone arriveranno nei porti di Texas, Louisiana e Alaska per caricare greggio americano, un passo concreto per ridurre la dipendenza cinese dal Medio Oriente.
BOEING ESULTA IN CINA
Uno dei risultati più visibili del vertice è l’ordine cinese di 200 aerei Boeing, come confermato dallo stesso Trump e ripreso da CNBC.
Si tratta del primo grande acquisto di jet americani da quasi un decennio: più delle 150 unità inizialmente attese da Boeing, ma sotto le aspettative di mercato che parlavano di 500 velivoli. La Borsa ha non a caso reagito negativamente alla notizia.
La presenza del CEO dell’azienda nella delegazione americana ha reso ancora più concreta questa intesa, vista come una vittoria immediata per l’industria e l’occupazione negli Stati Uniti.
COSA FARA IL BOARD OF TRADE
Un elemento di novità importante è la creazione di un “Board of Trade” bilaterale, incaricato di supervisionare la riduzione dei dazi su circa 30 miliardi di dollari di merci non sensibili.
Lo ha spiegato Greer in diverse interviste, tra cui quelle con Bloomberg e il New York Times, chiarendo che l’obiettivo è favorire gli scambi su settori come aeronautica, soia, dispositivi medici ed energia.
C’è inoltre “una volontà” comune di estendere l’accordo sui minerali rari oltre la scadenza di ottobre. Greer ha però espresso preoccupazione per le nuove norme cinesi che rischiano di penalizzare le imprese straniere che spostano le catene di fornitura fuori dalla Cina.
I NODI TAIWAN E IRAN
Nonostante i toni cordiali e le strette di mano a Zhongnanhai, Xi Jinping ha tracciato un confine netto sulla questione Taiwan.
Come sottolinea il New York Times citando l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua, Xi ha avvertito che una gestione sbagliata dell’isola potrebbe portare a “scontri o persino conflitti”, definendola la questione più delicata nei rapporti bilaterali.
L’amministrazione Trump, per voce del segretario di Stato Marco Rubio, ha ribadito che la politica americana non cambia.
Sul fronte iraniano, The Donald ha riferito che il presidente cinese si è detto disponibile a contribuire per una soluzione e che entrambi concordano sulla necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz senza pedaggi.
La Cina, principale acquirente di petrolio iraniano, ha invitato a un cessate-il-fuoco duraturo nella regione. Un’intesa su questo punto avrebbe ricadute immediate sui prezzi energetici mondiali. Ma su questo punto, gli Usa accusano Pechino di mantenere una linea ambigua e di un almeno parziale sostegno alla Repubblica islamica.
CHIP NVIDIA E NON SOLO
Sul fronte tecnologico, Reuters ha rivelato che gli Stati Uniti hanno già autorizzato circa dieci grandi aziende cinesi – tra cui Alibaba, Tencent, ByteDance e JD.com – ad acquistare il chip H200 di Nvidia, il secondo più potente per l’IA.
La presenza last-minute di Jensen Huang, CEO dell’azienda leader nel campo dei semiconduttori, nella delegazione americana aveva proprio lo scopo di sbloccare questa situazione di stallo.
Parallelamente, i due leader hanno discusso di IA. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha anticipato che Stati Uniti e Cina lavoreranno a un protocollo comune per impedire che modelli IA avanzati finiscano in mani non statali.







