Alla fine Cassa depositi e prestiti ha fatto la sua mossa. Dopo mesi di indiscrezioni, Cdp Equity – il braccio operativo della Cassa per gli investimenti strategici – si prepara a entrare nel business aeroportuale italiano attraverso 2i Aeroporti, la holding controllata da F2i e dal fondo spagnolo Asterion che presidia il principale network di scali del Paese. La notizia, anticipata dall’agenzia Radiocor e poi confermata da un comunicato congiunto, segna un passaggio importante nella strategia della holding guidata dall’amministratore delegato, Dario Scannapieco (nella foto), che considera ormai gli aeroporti un’infrastruttura strategica al pari dell’energia, delle telecomunicazioni, della difesa o dei pagamenti digitali.
L’operazione, almeno nella sua prima fase, prevede l’acquisto da parte di Cdp Equity dell’8,9% di 2i Aeroporti. La quota sarà rilevata per l’8% da Asterion Industrial Partners e per lo 0,9% dal Terzo Fondo gestito da F2i. Una volta completata la transazione, F2i manterrà il controllo con il 50,1%, Asterion scenderà al 41% e Cdp Equity entrerà ufficialmente nella cabina di regia del principale polo aeroportuale italiano.
LA STRATEGIA DI CDP SUGLI AEROPORTI
Dietro quella che a prima vista può sembrare una partecipazione minoritaria si nasconde però un disegno più ampio. L’intesa apre infatti la strada a un progressivo rafforzamento di Cdp nel settore e potrebbe portare, nei prossimi anni, persino a un’assunzione del controllo di 2i Aeroporti. Non a caso il term sheet (intesa preliminare non vincolante) firmato dalle parti parla esplicitamente della volontà di “perseguire congiuntamente nuove opportunità di investimento in Italia e in Europa, inclusa la partecipazione a processi di privatizzazione”.
IL RISIKO DEGLI SCALI E LA PARTITA DI CATANIA
La prima grande partita sul tavolo è quella dell’aeroporto di Catania. La privatizzazione dello scalo siciliano rappresenta infatti il dossier più caldo. La procedura partirà già il 3 giugno con la fase di prequalifica degli operatori interessati, cioè la selezione preliminare dei candidati ammessi alla gara, mentre la gara vera e propria entrerà probabilmente nel vivo dopo l’estate.
L’operazione è considerata molto rilevante per il sistema aeroportuale nazionale. In ballo c’è infatti la maggioranza della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso attraverso una concessione valida fino al 2049. Il processo di privatizzazione, partito dopo il via libera del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riguarda le quote detenute dai soci pubblici guidati dalla Camera di commercio del Sud Est Sicilia, che controlla il 60,64% del capitale. Per gestire l’apertura ai privati è stato affidato a Mediobanca il mandato di advisor finanziario.
Le ambizioni economiche sono elevate. Gli azionisti punterebbero a una valorizzazione complessiva attorno ai 500 milioni di euro, sostenuta anche da un piano di investimenti da circa 1,3 miliardi. Tuttavia il dossier non convince tutti gli operatori privati, soprattutto per la combinazione fra redditività relativamente contenuta e fabbisogno di investimenti molto elevato.
Nel 2023 Sac ha registrato ricavi per 99,8 milioni di euro, un ebitda di 11,4 milioni e liquidità netta per 20,1 milioni. Numeri che evidenziano una redditività inferiore rispetto ad altri grandi scali italiani.
Ma la gara attirerà comunque molti pretendenti. Oltre a 2i Aeroporti vengono indicati fra i possibili interessati i francesi di Vinci Airports, gli argentini di Corporacion America, la spagnola Aena, la tedesca Fraport, l’olandese Royal Schiphol Group e anche Mundys, che continua a osservare il settore aeroportuale internazionale.
CHI È 2I AEROPORTI
A spiegare l’interesse di Cdp è soprattutto il profilo di 2i Aeroporti e degli scali che controlla. La holding nasce nella stagione della prima F2i di Vito Gamberale e, nel corso degli anni, si è trasformata nel principale aggregatore aeroportuale italiano.
Oggi controlla direttamente o indirettamente alcuni degli scali più importanti del paese: Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Salerno, Torino e Trieste. La punta di diamante resta la quota del 45% detenuta in Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa e che controlla anche una partecipazione nell’aeroporto di Orio al Serio.
Nel 2025 il network ha movimentato circa 68 milioni di passeggeri, pari a circa il 30% del traffico nazionale, e quasi 777mila tonnellate di merci, cioè circa il 60% dell’intero cargo aeroportuale italiano. Numeri che spiegano bene perché Cdp consideri il comparto strategico.
F2i, inoltre, mantiene partecipazioni anche negli aeroporti di Olbia e Alghero, rafforzando ulteriormente il presidio sul settore.
La struttura azionaria attuale deriva dal riassetto del 2024, quando Asterion Industrial Partners è subentrata al fondo Ardian rilevando il 49% di 2i Aeroporti. Secondo alcune stime quell’operazione valorizzava la società oltre 800 milioni di euro di equity value.
Ed è proprio quella soglia degli 800 milioni che oggi rappresenta uno dei punti di riferimento per la nuova operazione con Cdp Equity. Stando al Sole 24Ore , la valorizzazione sarebbe persino superiore rispetto all’ultimo riassetto.
IL BUSINESS DEGLI AEROPORTI NEL MIRINO DI CDP
Che Cdp guardasse con interesse al settore aeroportuale non è una novità. Già nell’ottobre 2025 MF aveva anticipato che la holding controllata dal Tesoro stava studiando un ingresso nel risiko degli scali italiani proprio attraverso 2i Aeroporti. L’operazione si inserisce nel progetto di Cdp Equity, che negli ultimi anni ha rafforzato la presenza nei comparti considerati strategici, partecipando a operazioni di risanamento come quelle che hanno coinvolto Open Fiber e Ansaldo Energia e ad altre iniziative industriali e di crescita legate ai dossier Saipem-Subsea 7 e Fincantieri.
Del resto quello aeroportuale è oggi uno dei business infrastrutturali più redditizi in Italia. Le principali società di gestione degli scali registrano margini operativi lordi vicini al 40% e utili netti prossimi al 20% dei ricavi. Aeroporti di Roma ha superato 1,3 miliardi di fatturato nel 2024, mentre Sea ha registrato ricavi per oltre 823 milioni. Il settore ha beneficiato della forte ripresa del traffico post-pandemia e continua ad attirare fondi infrastrutturali e grandi investitori internazionali anche grazie alle opportunità legate alle privatizzazioni ancora aperte.
F2I, ASTERION E IL NUOVO ASSETTO
Per F2i l’arrivo di Cdp Equity rappresenta anche un modo per rafforzare il profilo istituzionale del progetto aeroportuale italiano. Il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli continuerà infatti a mantenere la maggioranza assoluta di 2i Aeroporti con il 50,1%, preservando il controllo industriale della piattaforma.
Asterion, dal canto suo, monetizza una piccola parte dell’investimento effettuato due anni fa ma resta fortemente presente con il 41%. Il fondo spagnolo, specializzato nelle infrastrutture europee, era entrato nella holding nel 2024 prendendo il posto di Ardian.
DALLA DUE DILIGENCE AI PROSSIMI PASSI
Per il momento l’accordo resta ancora preliminare. Il term sheet firmato dalle parti apre infatti la fase della due diligence che sarà condotta da Cdp Equity nei prossimi mesi.
Solo in caso di esito positivo si arriverà alla firma degli accordi vincolanti e al perfezionamento dell’ingresso nel capitale di 2i Aeroporti. Ma la direzione appare ormai tracciata.





