In una lettera alla Commissione europea, l’Airports Council International Europe – l’organizzazione che rappresenta gli interessi degli operatori aeroportuali europei – ha scritto che gli aeroporti del continente rischiano una carenza “sistemica” di carburante se lo stretto di Hormuz non verrà riaperto entro tre settimane. Oltre il 50 per cento delle importazioni di jet fuel dell’Unione europea, infatti, arrivano dal golfo Persico.
L’ALLARME DEGLI AEROPORTI EUROPEI
Nella lettera, indirizzata al commissario per i Trasporti Apostolos Tzitzikostas e letta dal Financial Times, l’Aci Europe fa sapere che le scorte di jet fuel si stanno esaurendo, anche per effetto dell'”impatto delle operazioni militari sulla domanda”. “Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistematica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Unione europea”, ha scritto l’organizzazione.
Tra poco, peraltro, inizierà la stagione estiva, quella in cui si viaggia di più e – secondo l’Aci Europe – “quando il trasporto aereo sostiene l’intero ecosistema turistico da cui dipendono molte economie” del blocco.
LA SITUAZIONE DEI PREZZI E DELLE FORNITURE DI CARBURANTE PER AEREI
Nonostante i forti aumenti dei prezzi del jet fuel – il benchmark per l’Europa nord-occidentale è sopra i 1570 dollari alla tonnellata, contro i 750 dollari del periodo pre-guerra – e nonostante il rischio di cancellazioni di voli segnalato dalle compagnie aeree, negli aeroporti europei non si registra per ora una situazione di grave carenza di combustibile: non grave, perlomeno, come in alcuni paesi del Sud-est asiatico, che hanno dovuto procedere al razionamento. In quattro aeroporti italiani, tuttavia – quelli di Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso -, ci sono state delle limitazioni ai rifornimenti dei velivoli.
LA RICHIESTA DI UN INTERVENTO EUROPEO
Le compagnie aeree europee hanno detto di avere jet fuel a sufficienza per ancora diverse settimane, ma i fornitori non possono garantire le consegne per maggio a causa del blocco dello stretto di Hormuz. Per questo, l’Aci Europe chiede alla Commissione di intervenire per monitorare la situazione degli approvvigionamenti a livello comunitario e aiutare il settore a definire una risposta coordinata alla crisi. “Una crisi delle forniture [di jet fuel, ndr] comprometterebbe gravemente le operazioni aeroportuali e la connettività aerea”, ha scritto l’organizzazione, “con il rischio di gravi ripercussioni economiche per le comunità colpite e per l’Europa in caso di carenza sistemica di carburante”.
L’AVVERTIMENTO DELL’AGENZIA INTERNAZIONALE DELL’ENERGIA
Qualche giorno fa il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha dichiarato che al momento, in Europa, non c’è una carenza fisica di cherosene per gli aerei. In un’intervista più recente a Der Spiegel, tuttavia, ha specificato che, “se la situazione non migliora, gasolio e cherosene potrebbero presto scarseggiare in Europa. Non subito, ma nelle prossime settimane”.







