Nexi batte le attese e convince il mercato. I conti del primo trimestre 2026 mostrano una crescita moderata ma solida, accompagnata da margini in miglioramento e da una generazione di cassa che consente al gruppo di confermare dividendi e guidance. E a Piazza Affari il segnale è immediato: il titolo scatta fino a oltre il 3% nelle prime battute, per poi assestarsi comunque in rialzo, proseguendo quel recupero avviato dopo il cambio al vertice.
NUMERI SOLIDI (E MIGLIORI DELLE ATTESE)
I conti raccontano di una crescita contenuta ma più robusta del previsto. Nei primi tre mesi dell’anno i ricavi si attestano a 821,4 milioni di euro, in aumento dell’1% rispetto al 2025, mentre l’Ebitda sale a 396,5 milioni (+2,6%), con margini in miglioramento al 48,3%.
Il dato più interessante resta quello sottostante: depurati dagli effetti della perdita di alcuni contratti bancari rilevanti – Banco Bpm e Cassa Centrale in primis – i ricavi crescono di circa il 5%, segnale di una tenuta operativa più solida di quanto suggeriscano i dati complessivi.
Sul fronte dei costi, il gruppo riesce a tenerli sotto controllo, fermi a 424,9 milioni nonostante inflazione e crescita delle attività. Prosegue intanto il percorso di riduzione del debito: la posizione finanziaria netta si attesta a 4,86 miliardi e il rapporto tra indebitamento ed Ebitda si attesta a 2,5 volte.
LE DIVISIONI TRA PRESSIONI E SVILUPPO
Entrando nel dettaglio, emerge un quadro a più velocità. La divisione Merchant Solutions, che pesa di più sui ricavi, registra ancora una lieve flessione (-1,4%), frenata proprio dall’uscita dei contratti bancari e da una domanda dei consumatori non brillante.
Diversa la dinamica per Issuing Solutions, che cresce del 4,7% grazie all’aumento delle transazioni e all’ingresso di nuovi clienti, mentre Digital Banking Solutions segna un +2,8%, sostenuta dallo sviluppo dei servizi digitali e dei pagamenti account-to-account (pagamenti digitali diretti tra conti bancari, senza passare dai circuiti delle carte).
Nel complesso, il gruppo continua a crescere, ma resta il nodo del business legato ai pagamenti per negozianti e imprese, ancora frenato dall’uscita di alcuni contratti bancari.
DIVIDENDI, CEDOLA E RITORNO AGLI AZIONISTI
Per gli azionisti, intanto, arriva una cedola più ricca. Nexi distribuirà un dividendo di 0,30 euro per azione, per un totale di circa 350 milioni, in aumento del 20% su base annua.
La cedola sarà staccata il 18 maggio e pagata il 20. Ma soprattutto, come ha spiegato Bernardo Mingrone, ceo del gruppo, si tratta di una politica destinata a consolidarsi: “Abbiamo una politica dei dividendi che intendiamo mantenere”, con pagamenti annuali destinati a crescere nel tempo.
Il ceo ha indicato una crescita minima del 5% annuo, lasciando aperta anche la possibilità di buyback o dividendi straordinari, a seconda dell’andamento della cassa.
Confermata anche la guidance per il 2026: ricavi sostanzialmente stabili, Ebitda in linea e una generazione di cassa intorno ai 750 milioni.
MINGRONE E LA NUOVA FASE: MENO ESPANSIONE, PIÙ CONCRETEZZA
Il cambio di fase emerge anche dalle parole del nuovo amministratore delegato. I risultati confermano “la solidità e la resilienza del modello diversificato”. Mingrone rivendica anche la capacità di Nexi di generare cassa e restituirla agli azionisti.
Allo stesso tempo, indica una direzione più pragmatica: “stiamo entrando in una nuova fase fortemente focalizzata sull’execution”, con l’obiettivo di rafforzare la performance commerciale, migliorare l’efficienza e sfruttare anche l’intelligenza artificiale per aumentare la produttività.
Il nodo, però, resta il rapporto con il mercato. Mingrone parla apertamente della necessità di costruire “una roadmap credibile” per colmare il divario tra il valore intrinseco della società e la sua valutazione in Borsa, e convincere gli investitori della capacità di competere nel lungo periodo.
IL RIMBALZO IN BORSA E IL NODO FIDUCIA
A Piazza Affari la reazione è immediata. Il titolo Nexi guadagna terreno, arrivando a segnare rialzi superiori al 3% nella giornata dei conti, e consolida il recupero iniziato dopo il cambio al vertice.
Un segnale di fiducia, anche se non ancora definitivo. Gli analisti parlano di risultati complessivamente positivi, soprattutto per la tenuta dei margini, ma restano in attesa di segnali più chiari sulla ripresa del comparto dei pagamenti per esercenti e imprese nella seconda parte dell’anno.
SOCI, GOVERNANCE E CAMBIO DI ROTTA
Il cambio di passo si inserisce in un contesto di rinnovati equilibri tra gli azionisti. Nexi vede come principali soci Cassa depositi e prestiti (circa il 19,1%) e Hellman & Friedman (oltre il 22%).
È proprio da questi azionisti che è maturata la decisione di sostituire Paolo Bertoluzzo con Mingrone. Una scelta legata alla necessità di dare un segnale al mercato dopo anni difficili per il titolo, più che a un giudizio sui risultati industriali, che pure hanno trasformato il gruppo in un player europeo.
La Borsa, infatti, ha espresso un giudizio severo negli ultimi anni, con un forte ridimensionamento delle quotazioni e una crescente richiesta di visibilità sui ritorni.
LA SFIDA DEI PAGAMENTI DIGITALI IN EUROPA
Sul fondo resta la partita più ampia: quella dei pagamenti digitali in Europa, sempre più competitiva e affollata. Nexi rivendica un ruolo centrale come infrastruttura del sistema, con una presenza capillare nei principali mercati.
Mingrone sottolinea che il gruppo è “in una posizione unica per guidare l’evoluzione dei pagamenti digitali in Europa”, grazie alla combinazione tra scala internazionale e radicamento locale.
Ma la concorrenza si intensifica, tra nuovi operatori tecnologici e piattaforme globali. Ed è qui che si gioca la sfida del nuovo corso.







