Boeing ha inaugurato il 2026 con un’accelerazione sul fronte commerciale e produttivo.
Ad aprile il colosso aerospaziale statunitense ha registrato 135 nuovi ordini netti, portando il totale dei primi quattro mesi dell’anno a 284 ordini, il livello più alto nell’ultimo decennio per questo periodo. Crescono anche le consegne di aerei commerciali, mentre proseguono i programmi di certificazione del 777X e permangono ritardi sul 787 legati ai sedili premium, segnala Reuters.
La ripresa di Boeing è sostenuta anche dalla riduzione delle perdite. L’azienda ha registrato una perdita netta di 7 milioni di dollari nel primo trimestre, in calo rispetto al deficit di 31 milioni di dollari registrato un anno fa, grazie in parte a un aumento del 10% delle vendite alle compagnie aeree commerciali. Il portafoglio ordini del produttore ha inoltre raggiunto la cifra record di 695 miliardi di dollari.
Questi risultati fanno seguito agli sforzi di Boeing per porre rimedio ad anni di problemi di sicurezza e di produzione, osserva Quartz. L’amministratore delegato Kelly Ortberg, che ha assunto l’incarico nell’agosto 2024, si è impegnato per stabilizzare l’azienda dopo diversi gravi problemi di qualità, tra cui l’incidente del tappo di chiusura di una porta su un 737 MAX nel gennaio 2024.
Tutti i dettagli.
IL BALZO DEGLI ORDINI AD APRILE
Solo nel mese di aprile Boeing ha registrato 135 nuovi ordini netti, un dato che quasi eguaglia il totale accumulato nei primi tre mesi dell’anno. Complessivamente, nei primi quattro mesi del 2026, il gruppo ha raccolto 284 nuovi ordini netti, al netto di cancellazioni e conversioni.
Si tratta del miglior risultato per questo periodo dell’anno dal 2014. Nonostante ciò, il costruttore americano resta dietro al rivale europeo Airbus, che al 30 aprile ha registrato 405 ordini netti.
BENE ANCHE IL FRONTE CONSEGNE
Sul fronte operativo, Boeing ha consegnato 47 aerei commerciali ad aprile, uno in più rispetto al mese precedente, mentre Airbus ha consegnato 67 aerei il mese scorso. Gli investitori monitorano con attenzione le consegne poiché è in questa fase che i clienti versano gran parte dei pagamenti previsti per i nuovi velivoli.”, spiega ancora Quartz. Tra gli aerei consegnati ad aprile figurano 34 Boeing 737 MAX e sei Boeing 787.
I MODELLI PIÙ RICHIESTI DEL PRODUTTORE AMERICANO
Nello specifico, gli ordini di aprile per Boeing hanno riguardato soprattutto i programmi a corridoio singolo e wide-body. In particolare, il gruppo ha registrato 57 ordini per il Boeing 737 Max e 51 per il Boeing 787, in larga parte attribuiti a clienti non identificati.
Nel portafoglio ordini figurano inoltre 28 commesse per il Boeing 777X, anch’esse provenienti da clienti non specificati.
I RITARDI DEL 787 E LE ATTESE SUL 777X
Restano però alcune criticità industriali. I ritardi nella certificazione dei sedili premium continuano infatti a rallentare le consegne del Boeing 787.
Nonostante questo, il direttore finanziario Jay Malave ha confermato durante la conference call sui risultati trimestrali che Boeing prevede comunque di consegnare tra 90 e 100 esemplari del 787 nel corso del 2026.
Parallelamente il gruppo continua a lavorare alla certificazione del Boeing 777X, programma segnato da anni di rinvii produttivi e regolatori. Il 7 maggio il primo Boeing 777-9 configurato per il trasporto passeggeri ha effettuato il suo primo volo.
COME SE LA PASSA AIRBUS
Da parte sua Airbus ha reso noto di aver consegnato meno aeromobili nel periodo conclusosi ad aprile rispetto allo stesso intervallo dell’anno scorso, evidenziando la pressione sul costruttore europeo affinché acceleri i trasferimenti alle compagnie aeree. La società ha dichiarato di aver consegnato 67 velivoli in aprile, portando il totale annuo a 181 unità, in calo del 5,7% rispetto alle 192 dello stesso periodo di un anno fa.
Lo scorso mese il colosso dell’aerospazio europeo ha riportato i risultati del primo trimestre in forte calo, con utili e consegne inferiori alle attese a causa dei ritardi nella fornitura dei motori. L’azienda europea, pur mantenendo le previsioni annuali, sta affrontando difficoltà nella catena di approvvigionamento che incidono sulla produzione e sulle consegne.





